«La guerra con l’Iran è stata un’enorme sconfitta per gli Usa»

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«Una enorme sconfitta per gli Usa, nonostante il successo militare, che è stato tattico, ma strategicamente disastroso». Di più: «Una resa totale, che ci rende succubi dell’Iran e corrode la leadership globale degli Stati Uniti». È quello che Robert Kagan, già guru dei neoconservatori durante l’amministrazione Bush, pensa dell’accordo a cui sta lavorando Donald Trump. Intervistato da Repubblica, Kagan spiega che il presidente si è arreso, perché «non ha ricevuto alcuna concessione dall’Iran. Nemmeno sul fronte nucleare, l’unica cosa che sembra interessargli. Quindi l’idea che Trump possa ricominciare la guerra tra 60 giorni è semplicemente ridicola. Ma l’elemento più importante è che l’Iran finirà per controllare lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra l’Iran era fondamentalmente debole e isolato nella regione, ora ne uscirà con la capacità di controllare il prezzo del petrolio su base mondiale».L’impatto geopoloiticoL’impatto geopolitico della resa, inoltre, «sarà molto dannoso per gli Stati Uniti a livello globale». A suo parere, «una delle prime vittime saranno gli Accordi di Abramo e le relazioni dell’America con gli Stati del Golfo, che ora dovranno compiacere l’Iran e fare le proprie intese separate con Teheran. Il secondo danno grave è che nonostante le incredibili capacità dimostrate delle forze armate, gli Usa hanno ovviamente fallito e il resto del mondo ne prenderà nota». Gli alleati asiatici in particolare, conclude, «si segneranno che il Pentagono ha dovuto ritirare forze significative dal Pacifico, che servivano a difendere loro e Taiwan».L'articolo «La guerra con l’Iran è stata un’enorme sconfitta per gli Usa» proviene da Open.