Casalino stecca la prima e non viene eletto. Quanti voti (pochi) ha preso

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Comunicatore sì, politico un po’ meno. Rocco Casalino stecca alla prima esperienza da candidato e non riesce a farsi eleggere a Ceglie Messapica, in Puglia, dove era candidato consigliere comunale. Quanti voti ha raccolto? Non tantissimi: 246 preferenze, ma risulta comunque il secondo del “campo largo” dopo i 350 voti di Isabella Vitale.“Certo che vincere nel posto dove Giorgia Meloni fa le vacanze sarebbe stata una grande soddisfazione”, dice ai cronisti. Va detto che nel comune pugliese il candidato sindaco del centrodestra ha stravinto con il 70% dei voti, quindi non è che Rocco aveva da spartirsi con gli altri candidati. E quindi l’ex portavoce di Conte si dice soddisfatto di quello che è riuscito a conquistare.«Sono sedici anni che qui vince il centrodestra. Era prevedibile la vittoria. Però non c’era mai stata una lista del M5S qui a Ceglie, l’ho portata io ed è diventata la prima lista del Campo largo”. Il M5S in effetti ha superato il Pd di due punti percentuali, anche se si tratta di poche decine di voti. Per la precisione i Pentastellati hanno raccolto 1.022 voti, pari al 10,67%. Mentre i dem si sono fermati a 568 voti. La verità, però, dicono i maligni, è che la candidatura serviva a Casalino soprattutto per tentare il grande salto in Parlamento nel 2027: secondo le regole del M5S, infatti, solo dopo aver presentato una lista grillina e aver preso un buon pacchetto di voti può garantirsi un posto in lista.Nei giorni scorsi Casalino aveva provato a dare una valenza “nazionale” al voto del piccolo comune pugliese. “A Ceglie Messapica ho dato un piccolo contributo cercando di portare finalmente una lista del Movimento 5 Stelle, che prima non era presente alle elezioni locali. E sono perfettamente consapevole del fatto che prenderò molti meno voti rispetto a chi lavora sul territorio da anni, perché funziona cosi alle elezioni comunali. Quindi – aveva spiegato – non immagino affatto una mia elezione e, soprattutto, non penso minimamente che una mia eventuale elezione possa avere un valore nazionale. Non sono improvvisamente impazzito al punto da perdere il senso della misura. Quello che ho detto è un’altra cosa: dopo il referendum, ogni elezione locale in cui il centrodestra viene sconfitto rappresenta inevitabilmente un danno politico per Giorgia Meloni. Nel caso specifico di Ceglie Messapica c’è un elemento ulteriore: è il paese dove la presidente del Consiglio trascorre le vacanze. Se dopo sedici anni il centrodestra dovesse perdere proprio lì, sarebbe inevitabilmente una notizia nazionale. Quindi non c’entra Rocco Casalino, non c’entra la mia candidatura personale. C’entra semplicemente il fatto che, quando il campo progressista vince in più comuni possibili, politicamente indebolisce Giorgia Meloni. E se questo accadesse proprio nel paese simbolicamente legato alle sue vacanze – conclude Casalino – l’effetto mediatico e politico sarebbe ancora più evidente”. Solo che però non è andata affatto così.Leggi anche:Venezia, che batosta: il campo largo affonda in lagunaElezioni, il centrodestra tiene. Vedrete: diranno che “è solo un test locale”L'articolo Casalino stecca la prima e non viene eletto. Quanti voti (pochi) ha preso proviene da Nicolaporro.it.