“Chi ripetutamente negli anni ha provato a silenziare, contingentare, se non ad azzerare l’informazione locale, non fa un danno a questo o quell’editore o a questa o quella redazione – anche se stiamo parlando di 5mila posti di lavori con più di 2.200 giornalisti – ma alla spina dorsale del Paese. Rappresento un movimento che è nato nei borghi, non nelle grandi città, e per me è stato un dovere tutelare quel finanziamento, che sarebbe stato dirottato ad altro”. Cosi il vicepremier e leader della Lega Matteo Salvini, intervenendo in videcollegamento con il convegno “Le voci del territorio: sfide, opportunità e prospettive delle emittenti radiotelevisive locali”, organizzato dal sottosegretario alla Presidenza Alessandro Morelli, in riferimento al dibattito sul finanziamento pubblico nella manovra dello scorso anno. “Le tv locali sono le prima ad intervenire, le più veloci e le più libere”, ha aggiunto.Fieg: “Fuorviante e offensivo per gli stessi lettori”“Il Ministro e Vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini oggi imbastisce un confronto assolutamente fuorviante tra mezzi di informazione diversi, costruito mettendo a paragone le copie vendute dei quotidiani con l’audience di radio e televisioni locali”. Ha così dichiarato il Presidente della Federazione Italiana Editori Giornali, Andrea Riffeser Monti.“I giornali non si misurano soltanto sulle copie cartacee acquistate nel giorno medio, ma soprattutto sul numero dei lettori raggiunti. I quotidiani italiani continuano ad avere ogni giorno medio circa 10,9 milioni di lettori (dati Audicom – sistema Audipress). Volendo considerare gli utenti digitali dei siti delle testate di informazione giornalistiche e di attualità si arriverebbe complessivamente a circa 37,7 milioni di utenti nel giorno medio (dati Audicom – sistema Audiweb, riferiti alle Current Events & Global News)”.“Paragonare le copie cartacee ai contatti complessivi di radio e televisioni come fa Salvini equivale – ha continuato il Presidente della FIEG – a confrontare pere con mele: sono metriche diverse, riferite a consumi mediatici differenti e non sovrapponibili. Nessuno valuterebbe oggi la forza della televisione o quella della radio contando gli apparecchi venduti”.“Le radio e le tv locali svolgono certamente un ruolo importante di presidio territoriale e pluralismo, ma questo non autorizza a sminuire il peso dell’informazione giornalistica italiana, che continua a rappresentare uno dei principali strumenti di formazione dell’opinione pubblica, sia su carta sia online”.“La stampa italiana – ha concluso Riffeser – attraversa una trasformazione industriale e tecnologica: è proprio l’integrazione tra carta, digitale, audio e video a definire oggi il vero ecosistema dell’informazione”.Questo articolo Scontro Salvini-Fieg, il vicepremier: “Tv locali spina dorsale Paese”. Gli editori: “Ministro fuorviante” proviene da LaPresse