Niente commissariamento dell’AIA: parere negativo dal Coni, si va verso le elezioni

Wait 5 sec.

Mar, 26 Mag 2026Il parere del Collegio di Garanzia dello Sport mette un freno all’intervento straordinario da parte della FIGC.DiRedazioneCondividi l'articolo(Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)Niente commissariamento dell’Associazione Italiana Arbitri, almeno allo stato degli atti. La Sezione consultiva del Collegio di Garanzia dello Sport del CONI ha espresso un parere che va nella direzione del mantenimento del percorso elettorale interno all’Associazione, escludendo che la sola crisi aperta dalla decadenza del presidente Antonio Zappi possa giustificare automaticamente un intervento straordinario da parte della FIGC. Il parere, depositato il 25 maggio 2026 dopo la camera di consiglio del 21 maggio, era stato richiesto dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio per chiarire se il Consiglio federale potesse dichiarare la decadenza degli organi AIA e nominare un commissario straordinario con pieni poteri, anche in vista di una possibile riscrittura dei regolamenti associativi e di un rinvio del percorso elettorale. Il parere del Collegio di Garanzia sul Commissariamento Il Collegio ha ricostruito il quadro partendo dalla situazione di prorogatio in cui si trova la FIGC dopo le dimissioni del presidente federale del 2 aprile 2026 e la convocazione dell’assemblea elettiva straordinaria per il 22 giugno 2026. In questa fase, si legge nel parere, l’attività degli organi federali decaduti è limitata all’ordinaria amministrazione e agli atti conservativi o indifferibili. Quanto all’AIA, il documento richiama la decadenza di Zappi, deliberata dal Comitato nazionale il 6 maggio 2026 e ratificata dal Consiglio federale il 13 maggio, a seguito dell’iter disciplinare conclusosi con la decisione del Collegio di Garanzia del CONI del 28 aprile. Nella stessa seduta era stata acquisita una nota del vicepresidente vicario AIA, nella quale si rappresentava un quadro di particolare complessità: la decadenza del presidente, la pendenza di un procedimento penale presso la Procura di Milano riguardante dirigenti e associati, l’esposizione mediatica della vicenda, le tensioni interne e la vicinanza delle elezioni rispetto ad alcuni adempimenti tecnici e regolamentari. Un passaggio, però, viene considerato decisivo dal Collegio: la stessa AIA ha premesso di essere nelle condizioni di procedere all’indizione delle elezioni per il rinnovo degli organi di governo secondo il regolamento vigente. Ed è proprio questo elemento a orientare il parere in senso contrario al commissariamento. Secondo la Sezione consultiva, il commissariamento è una misura «sostitutiva, temporanea e compressiva dell’autonomia» dell’organismo interessato e può essere disposto soltanto in presenza di un presupposto oggettivo di crisi funzionale. Non bastano, dunque, la pendenza di procedimenti penali, l’esposizione mediatica, le tensioni interne o la ripetuta interruzione di mandati presidenziali, salvo che questi elementi si traducano in una concreta paralisi dell’ente o in una impossibilità oggettiva di esercitare le funzioni. Il parere sottolinea inoltre che la decadenza del vertice apicale non determina automaticamente la caducazione dell’intera architettura associativa. Restano esclusi da un effetto automatico sia i soggetti investiti di funzioni vicarie sia gli altri organismi direttivi e collegiali. In altre parole, la vacanza della presidenza AIA non comporta di per sé l’azzeramento degli organi né legittima automaticamente l’intervento sostitutivo della FIGC. Il Collegio richiama anche la centralità del principio di democraticità interna nelle associazioni sportive. Quando il regolamento prevede strumenti di supplenza e consente al vicepresidente di accompagnare l’ente verso l’assemblea elettiva, il commissariamento diventa un rimedio eccezionale e residuale. Se l’Associazione può andare al voto, la strada ordinaria resta quella delle elezioni. Ancora più netta è la posizione sulla possibilità di attribuire a un eventuale commissario il potere di riscrivere i regolamenti o di sospendere il procedimento elettorale. Anche qualora il commissariamento fosse necessario, si legge nel parere, i poteri del commissario dovrebbero essere determinati, temporanei e strettamente funzionali al superamento della crisi. Non potrebbe quindi configurarsi una potestà generale di rifondazione dell’ordinamento associativo. Al massimo, il commissario potrebbe predisporre studi o proposte tecniche da rimettere agli organi competenti, senza sostituirsi alla fisiologica potestà regolamentare. Le conclusioni del parere Per il CONI, dunque, il favore per il percorso elettorale non può essere subordinato al completamento di riforme regolamentari. La logica del commissariamento, ove ne ricorrano davvero i presupposti, deve essere quella di favorire la rapida ricostituzione degli organi rappresentativi, non di prolungare una gestione eccezionale. Il risultato è un parere che riduce sensibilmente lo spazio di manovra per un intervento straordinario sull’AIA. In assenza di una paralisi funzionale accertata e considerando che l’Associazione ha dichiarato di poter procedere al voto, la strada indicata dal Collegio è quella del ritorno alle urne, con il rinnovo degli organi secondo le regole attualmente in vigore. Developed by 3x1010