Famiglia nel bosco, la madre a “Porta a Porta”: “Separazione traumatica”

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Catherine Birmingham a ruota libera. La mamma della cosiddetta famiglia nel bosco è stata intervistata da Bruno Vespa a “Cinque Minuti” e a “Porta a Porta“: le sue dichiarazioni verranno messe in onda questa sera su Rai 1. “La separazione dai miei figli? È stato un momento estremamente traumatico, è un periodo per il quale ancora soffro. È stato un trauma molto grave per me. Ora ogni giorno mi concentro sul ricongiungimento, sul riportarli a casa”, ha detto la donna. Dall’avvocato Simone Pillon “abbiamo ricevuto delle linee guida e un orientamento molto chiaro e competente. Siamo grati per tutto l’aiuto dato anche dai nostri legali precedenti. Siamo molto positivi, sappiamo qual è la direzione che prenderemo ora”.Catherine Birmingham: “I miei bambini vogliono tornare a casa”La signora Birmingham ha parlato anche dell’incontro avuto giovedì scorso con i suoi tre figli, che dallo scorso 6 marzo sono stati trasferiti in una casa-famiglia. “È stato un buon incontro, i bambini vogliono tutti tornare a casa. Continuano a chiedere quando possono tornare a casa”, ha raccontato, spiegando che “eravamo molto felici di incontrarci, di ritrovarci come famiglia tutti insieme. I bambini non sanno quando torneranno e noi non possiamo dire loro qualcosa che non sappiamo“.“Nostri figli mai isolati, seguivamo sistema Steiner”La donna è tornata a difendere lo stile di vita che la famiglia conduceva fino a prima di essere divisa. “I nostri figli non sono mai stati isolati. Eravamo sempre in una comunità con i vicini, gli amici, con la famiglia. Altre famiglie che avevano figli venivano a visitarci oppure noi portavamo i nostri bambini da loro. Abbiamo scelto di educarli a casa, quindi con un’educazione genitoriale, ci occupavamo di loro e c’erano anche altre persone che ci aiutavano ad occuparci di loro”, ha spiegato. Alla domanda sul perché i suoi figli non sapessero leggere e scrivere bene all’età di 8 e 7 anni, Birmingham ha risposto: “Semplicemente stavano seguendo lo stesso programma del sistema Steiner, dove la lettura e la scrittura avvengono dopo perché c’è uno sviluppo del cervello che è successivo, perché c’è un’operazione, un funzionamento del cervello subconscio. Poi quando si inizia con quello conscio si attiva il pensiero lineare, ed è lì che si insegna a leggere e a scrivere”.Nel suo libro ‘La mia verità‘, in uscita per Solferino, Catherine Birmingham spiega di aver citato più volte “l’attaccamento che i nostri figli hanno per noi. La decisione mia e di Nathan è stata quella di creare un attaccamento naturale con i nostri figli, un attaccamento ai loro genitori e alla comunità che potesse dare loro più fiducia e sicurezza quando si staccheranno naturalmente per vivere nel mondo. C’è un attaccamento molto sano con i nostri figli. A loro abbiamo sempre dato anche consapevolezza: quando cresceranno saranno loro a scegliere e decidere se andare in una scuola o all’università. Abbiamo dato loro fondamenta sane a livello ambientale ed emotivo per poterlo fare. Verso qualunque cosa andranno, qualunque sarà la loro vocazione o passione, io li appoggerò”.“Italia buona con noi, resteremo qui”“L’Italia è stata davvero molto buona con noi. Abbiamo incontrato le persone più incredibili, persone che ci hanno supportato e ci hanno dimostrato un grandissimo amore. Sicuramente rimarremo in Italia, ci occuperemo dei nostri figli e forniremo loro tutto ciò che va fatto, quindi una vita in armonia, in felicità e nell’amore tutti insieme come Famiglia, con mio marito e i miei bambini”, ha affermato la signora Birmingham. “Stiamo creando per noi una casa nella nostra proprietà – ha aggiunto – che soddisferà tutti i requisiti dei servizi sociali. E sicuramente soddisferà anche il nostro stile di vita e la nostra connessione con la natura”.La donna ha raccontato di essere “cresciuta con degli italiani a Melbourne, la mia migliore amica a scuola era italiana, mia sorella ha sposato un italiano. Era una specie di Famiglia per me, ho sempre voluto tornare in Europa e alla fine ho scelto l’Italia anche per il tipo di scolarizzazione che si può fare a casa”.Questo articolo Famiglia nel bosco, la madre a “Porta a Porta”: “Separazione traumatica” proviene da LaPresse