Un nuovo referendum sul nucleare? La frase del ministro Ciriani sul «voto inevitabile». Scoppia la polemica e ci ripensa

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Ma quindi ci sarà un nuovo referendum sul ritorno del nucleare? Così sembrava suggerire ieri Luca Ciriani, ministro per i Rapporti con il parlamento, salvo poi fare dietrofront. Intervenendo al Festival dell’economia di Trento, il fedelissimo di Giorgia Meloni ha rivendicato l’impegno del governo per reinserire l’energia atomica nel mix energetico italiano: «Noi speriamo quanto prima di poter finalmente impiantare centrali di nuova generazione nel nostro Paese, come avviene in Francia come avviene in tanti Paesi da cui noi importiamo energia elettrica prodotta dal nucleare».Lo sprint per approvare la legge delega «entro l’estate»A dettare i tempi è stata la stessa premier, che nei giorni scorsi ha auspicato di veder approvata la legge delega entro la fine dell’estate. Il provvedimento vedrà con ogni probabilità l’opposizione di Avs, Pd e Movimento 5 stelle, che chiedono all’esecutivo di puntare di più sulle rinnovabili. Ma c’è un’altra eventualità, finora poco discussa, che potrebbe costringere il governo a frenare sul ritorno al nucleare. «Inevitabilmente si farà un referendum. Discuteremo anche su questo, però noi ci prendiamo la responsabilità di indicare al Paese quelle che secondo noi sono le strade da percorrere», ha detto sabato il ministro Ciriani dal Festival a Trento.La linea del governo e il dietrofront di CirianiLe sue parole sono arrivate come un fulmine a ciel sereno. Se non altro perché finora il governo aveva accuratamente evitato di parlare di un nuovo referendum. «Nel disegno di legge delega c’è una cesura netta con il passato, perché si stabilisce in modo chiaro che l’unica prospettiva per tutti gli impianti nucleari esistenti oggi in Italia è lo smantellamento», aveva spiegato lo scorso anno a Open Giovanni Guzzetta, il costituzionalista a cui il ministero dell’Ambiente ha affidato la stesura del provvedimento.E infatti, poche ore dopo lo scoppio della polemica, lo staff di Ciriani è stato costretto a metterci una pezza. «Le dichiarazioni del ministro su un eventuale referendum sul nucleare», precisa in una nota, «sono da intendersi come una supposizione del ministro che nel corso di un dibattito sull’energia ha ipotizzato che chi in Italia è sempre stato contrario al nucleare potrebbe raccogliere le firme per portare al referendum abrogativo della legge sul nucleare che il governo Meloni auspica di approvare in tempi rapidi».ANSA/Angelo Carconi | Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca CirianiPd e M5s contro il governo: «Sull’energia non ha fatto nulla»Ma lo scivolone non è passato inosservato, con le opposizioni che hanno colto la palla al balzo per tornare ad attaccare il governo sui temi energetici. «Ma quale referendum? Mi pare si sia davvero arrivati al vittimismo preventivo», commenta Annalisa Corrado, responsabile Clima e Conversione ecologica del Pd. «Il governo tenta di nascondere il suo totale fallimento sulle politiche energetiche in quattro anni di nulla mischiato con il niente. Non hanno trovato ancora il deposito nazionale per le scorie radioattive del vecchio nucleare, non hanno mosso un dito sul decomissioning e adesso tentano disperatamente di salvarsi la faccia in vista delle nuove elezioni vagheggiando di un nucleare che non esiste se non a livello di ricerca, con nessuna certezza sui possibili costi», incalza ancora l’esponente dem.Netta anche la posizione del Movimento 5 stelle: «Gli italiani si sono già espressi chiaramente due volte sul nucleare. Proseguire su questa strada significa prendersi la responsabilità di condannare l’Italia a mantenere alto il costo dell’energia e ci allontana dal raggiungimento dell’agognata autonomia energetica», attacca il deputato Enrico Cappelletti. «È appena il caso di ricordare – continua il parlamentare del M5s – che il governo non ha fatto nulla neppure per la gestione delle scorie delle centrali chiuse negli anni 80, che ancora devono trovare soluzione. Dopodiché il vero referendum sul nucleare saranno le elezioni».Foto copertina: EPA/Cristophe Petit Tesson | La centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, in FranciaL'articolo Un nuovo referendum sul nucleare? La frase del ministro Ciriani sul «voto inevitabile». Scoppia la polemica e ci ripensa proviene da Open.