Scoperto un coccodrillo triassico, bipede e senza denti

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AGI - Si chiama Labrujasuchus expectatus ed è un antico parente dei coccodrilli, vissuto durante il Triassico, che camminava su due zampe ed era privo di denti. A descrivere questo insolito animale sono gli scienziati della Dinosaur Institute del Natural History Museum of Los Angeles County, che hanno pubblicato i risultati del loro lavoro sul Journal of Vertebrate Paleontology. Il team, guidato da Alan Turner e Nate Smith, ha analizzato la collezione di tetrapodi mesozoici conservata presso la Dinosaur Institute, che comprende fossili di dinosauri risalenti a un periodo compreso tra 250 e 65,5 milioni di anni fa.Nel Triassico, spiegano gli esperti, gli animali moderni stavano iniziando a diversificarsi in una grande varietà di forme corporee e strategie evolutive, dando origine a linee evolutive molto differenti tra loro.Il Labrujasuchus presentava caratteristiche simili a quelle degli ornitomimosauri, un gruppo di dinosauri bipedi del Cretaceo con una corporatura paragonabile a quella degli struzzi moderni. Questo animale, pero', apparteneva al ramo degli arcosauri da cui si sono evoluti i coccodrilli, oggi notoriamente quadrupedi e dotati di numerosi denti.Il Labrujasuchus si muoveva invece su due zampe, aveva arti anteriori molto ridotti e una bocca sdentata terminante in un becco. "Molte delle strategie evolutive di successo degli animali moderni e dei dinosauri non aviani - afferma Turner - compaiono per la prima volta nel Triassico. Il bipedismo è certamente una caratteristica insolita per i parenti dei coccodrilli, ma era diffuso in molti dinosauri".Secondo gli studiosi, il Labrujasuchus expectatus colma il divario evolutivo tra due taxa scoperti in precedenza nella stessa regione, rappresentando un anello mancante che i paleontologi cercavano da tempo. La scoperta si è rivelata un "inaspettato atteso", espressione che ha ispirato il nome della specie, expectatus. Il nome generico, Labrujasuchus, richiama invece l'atmosfera legata alle 'streghe', in riferimento ai Ranchos de los Brujos, combinata con la parola greca 'suchus', che significa 'coccodrillo'. "La leggenda racconta - spiega Smith - che i rancheros locali abbiano chiamato il sito 'Ranchos de Los Brujos' per tenere lontane le persone dalle attività di furto di bestiame. Volevamo rendere omaggio a questa storia affascinante".