AGI - Se l'accordo sulle modifiche da apportare al testo della riforma della legge elettorale è già assicurato, e il centrodestra conferma l'intenzione di procedere a tambur battente – come da indicazione della premier Meloni, tanto più dopo la boccata d'ossigeno arrivata dalle Comunali – con l'obiettivo di incassare il primo via libera entro l'estate, il percorso tecnico è invece ancora sotto la lente d'ingrandimento del centrodestra.Al vaglio le varie ipotesi – emendamenti o testo bis – per decidere lo strumento più adatto a evitare un rallentamento dei tempi prima in commissione e poi in Aula. I punti della riforma su cui sono necessari correttivi hanno ottenuto il sigillo dei leader mentre le tecnicalità sono state discusse anche oggi dagli sherpa della maggioranza, che si sono visti prima dell'avvio della discussione generale in commissione Affari costituzionali della Camera.Le proteste delle opposizioniDiscussione preceduta da un acceso dibattito, con le opposizioni che hanno lamentato il fatto che si procedesse parlando di un testo destinato ad essere modificato ma le cui correzioni non sono ancora state depositate. “La maggioranza gioca a nascondino: trapelano indiscrezioni giornalistiche, i ministri parlano, ma poi in commissione non si vedono i testi”, accusa il segretario di Più Europa Riccardo Magi.Le accuse del Pd e di AvsE il Pd con Simona Bonafè rincara: “Stiamo ancora lavorando su un testo che presenta seri profili di incostituzionalità e, allo stato attuale, non sappiamo neppure quale sarà il testo definitivo sul quale saremo chiamati a discutere nelle prossime settimane. In queste condizioni, chiedere alle opposizioni di avviare un dialogo serio appare del tutto paradossale”. Chiosa Avs: “Non è una partita di poker. La destra scopra le carte”.Le valutazioni della maggioranzaA confermare le modifiche è il presidente della commissione, nonché uno dei quattro relatori di maggioranza, l'azzurro Nazario Pagano: “Sono stati già fatti degli approfondimenti ed è probabile che i relatori faranno delle loro proposte”, ma “su come intervenire non è stata ancora assunta una decisione”, ovvero se “ci sarà un testo bis o attraverso un emendamento o emendamenti”. Linea confermata anche da FdI: “stiamo valutando”, spiega infatti Angelo Rossi.Se c'è chi propende per la presentazione di un testo bis, al cui interno inserire i correttivi, c'è anche chi teme, come già preannunciato, che le opposizioni chiedano un nuovo ciclo di audizioni, allungando così i tempi.Ipotesi, tuttavia, che non spaventa Pagano: “Dipenderà dalle modifiche, se saranno molto significative valuteremo in ufficio di presidenza su eventuali nuove audizioni”, se invece “le modifiche saranno minimali no”. Ma “a me non risulta che il testo” sul proporzionale con premio di maggioranza “sarà stravolto”. Detto questo, “non ho nulla contro possibili nuove audizioni”.Le opzioni sul tavolo della maggioranzaE allora nel centrodestra si valuta anche l'ipotesi di presentare degli emendamenti in commissione. Nel primo caso il testo bis dovrebbe arrivare tra domani e giovedì – quando potrebbe tenersi un nuovo vertice dei leader – per essere adottato come testo base e poi fissare il termine per la presentazione degli emendamenti.La procedura in commissioneNel secondo caso, invece, sarà l'ufficio di presidenza, terminata domani la discussione generale, a stabilire la scadenza delle proposte di modifica: e solo allora la maggioranza depositerà i correttivi decisi.I correttivi alla legge elettoraleChe sono quelli circolati nei giorni scorsi: soglia per ottenere il premio di maggioranza che sale dall'attuale 40 al 42%, con la confermata assegnazione di 70 deputati e 35 senatori, ma con il tetto massimo di 220 deputati per chi vince le elezioni e 113 senatori; eliminazione del ballottaggio e ricorso al proporzionale puro nel caso nessuno ottenga il 42% o in caso di maggioranze diverse tra Camera e Senato.Il nodo delle preferenzeI correttivi non riguarderanno invece le preferenze: FI conferma la netta contrarietà a sistemi spuri, con un mix di capolista bloccati e preferenze. Ma del tema se ne dovrebbe riparlare solo una volta che la riforma arriverà in Aula, salvo che le opposizioni non decidano di tentare il blitz e presentare loro un emendamento sulle preferenze in commissione, dove il voto – a differenza dell'Aula – è palese.La strategia tra Camera e SenatoL'accelerazione che la maggioranza sta imprimendo alla riforma elettorale passa innanzitutto dalla Camera, dove il centrodestra chiederà la calendarizzazione per l'Aula a giugno, per poi entrare nel merito dell'esame a luglio con tempi contingentati. La strategia riguarda però già anche il Senato, con l'ipotesi di incardinare la riforma prima della pausa estiva per riprendere i lavori a settembre e chiudere l'intera partita in autunno.