Mer, 27 Mag 2026Entro la fine di giugno arriverà inoltre la sanzione da parte della UEFA per il mancato rispetto dei parametri imposti dal Fair Play Finanziario.DiMarco SacchiCondividi l'articoloJohn Elkann (Foto: Nicolò Campo / Insidefoto)Gli obiettivi a medio e lungo termine della Juventus dal punto di vista economico-finanziario non cambiano. Nonostante il fallimento sportivo di questa stagione, con il mancato raggiungimento del quarto posto in Serie A e l’assenza dalla prossima edizione della Champions League, il club bianconero prevede di avvicinarsi al pareggio di bilancio con l’esercizio 2026/27 e di andare a break-even nella stagione 2027/28. Nel mezzo, nessun nuovo aumento di capitale da parte della proprietà, come ha sottolineato l’amministratore delegato bianconero Damien Comolli: «Non c’è nessuna necessità di un aumento di capitale. Era previsto di raggiungere l’obiettivo del pareggio di bilancio per la stagione 2026/27 o per il 2027/28. Saremo nella posizione di essere molto vicini o di arrivare al break-even nel 2026/27, nonostante il fatto che non giocheremo la Champions League, e sicuramente arriveremo al pareggio nel 2027/28». Gli obiettivi rimangono dunque in linea con quelli definiti dal piano strategico. L’esercizio in corso si chiuderà con un rosso che non si allontanerà troppo da quello fatto registrare nel 2024/25 (-58,1 milioni di euro), con uno scostamento nell’ordine di una decina di milioni di euro in più o in meno. Nel 2026/27 mancheranno come detto i premi Champions, che saranno tuttavia mitigati – almeno in parte – dall’Europa League, con un ammanco stimato in circa 30 milioni di euro. A queste cifre mancanti farà da contraltare una riduzione dei costi, sia a livello strutturale, sia per quanto riguarda le uscite di alcuni calciatori. In particolare, la Juventus non dovrà più sostenere il maxi peso da oltre 40 milioni di euro legato a Dusan Vlahovic. Anche qualora l’attaccante serbo rinnovasse il proprio contratto con i bianconeri, sparirebbero i quasi 20 milioni di quota ammortamento e lo stipendio sarebbe sicuramente rivisto al ribasso per un ulteriore risparmio. Nel frattempo, non va dimenticato che la Juventus attende la sanzione da parte della UEFA per il mancato rispetto dei parametri del Fair Play Finanziario: «Per quanto riguarda il Settlement Agreement, nella semestrale di febbraio abbiamo già annunciato di essere al lavoro con la UEFA per un accordo transattivo, il dialogo con la Federcalcio europea prosegue e la decisione verrà presa verso la fine di giugno», ha detto Comolli confermando quanto anticipato da Calcio e Finanza. «Sulla base dell’accordo ci saranno due conseguenze: la prima è che ci sarà una sanzione incondizionata, che sarà associata a una sanzione condizionata. Se noi firmiamo questo accordo di tre o quattro anni dovremo pagare una sanzione il primo anno e se violiamo l’accordo negli anni successivi dovremo pagare anche la sanzione condizionata», ha spiegato l’AD. Poi è previsto un secondo livello, «con sanzioni sul fronte sportivo. Al 1° di settembre prenderemo la lista A della UEFA e si verificherà che in caso di uscita di un calciatore, quello che lo andrà a sostituire dovrà avere un costo inferiore. Per questa cosa teniamo in considerazione il costo del calciatore, non soltanto il cartellino e la relativa quota ammortamento, ma anche lo stipendio, è un costo annuale. L’accordo transattivo che stiamo negoziando con la UEFA è basato sulle stagioni 2024/25, 2023/24 e 2022/23. La UEFA guarda a un bilanciamento tra i costi che entrano e i costi che escono», ha aggiunto Comolli. Tornando poi sul tema del pareggio di bilancio e sul percorso che dovrebbe portare a questo risultato entro il 2027/28, Comolli ha concluso: «Il Settlement Agreement di cui stiamo parlando con la UEFA non ci lascia la possibilità di fare scelte diverse dal break-even. Quindi anche se non volessimo, dovremmo comunque arrivare a un punto di equilibrio. E penso che questo sia molto importante per la nostra community, per i nostri tifosi e per tutti coloro che sono coinvolti. Anche se ci fosse un aumento di capitale non cambierebbero le cose, non potremmo spendere quei soldi. Siamo limitati su quello che possiamo fare, ogni proprietario dei club che giocano le coppe europee è limitato negli aumenti di capitale al giorno d’oggi e questa è la realtà. Se vogliamo giocare le competizioni UEFA dobbiamo conformarci alle norme, quindi non abbiamo scelta al di fuori del break-even». Developed by 3x1010