Iran, Usa colpiscono sito missili e navi: ira Teheran

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Mentre prosegue, tra numerosi ostacoli, il processo negoziale per arrivare a un accordo tra Usa e Iran, Washington torna a colpire e la tensione tra le parti risale pericolosamente. Il Centcom ha affermato di aver condotto martedì “attacchi di autodifesa” contro siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane intorno allo Stretto di Hormuz, nonostante il cessate il fuoco in vigore. “Le forze statunitensi hanno condotto oggi attacchi di autodifesa nel sud dell’Iran per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”, ha dichiarato. “Tra gli obiettivi figuravano siti di lancio missilistico e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine”, ha aggiunto, “il Comando Centrale continua a difendere le nostre forze, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso”. In precedenza, la televisione di Stato di Teheran aveva riferito di esplosioni nei pressi di Bandar Abbas, città sullo Stretto di Hormuz sede di un porto militare e di un aeroporto a doppio uso. Teheran ha duramente condannato il raid statunitense. “L’esercito terroristico statunitense, continuando le sue azioni illegali e ingiustificate”, “ha commesso una palese violazione del cessate il fuoco nella regione di Hormozgan” e “senza dubbio, la Repubblica Islamica non lascerà impunita alcuna ingiustizia e non esiterà a difendere la nazione iraniana”, ha tuonato il ministero degli Esteri iraniano.Teheran: “Aggressioni riceveranno risposta severa”Abolfazl Shekarchi, portavoce di alto livello delle Forze Armate iraniane, ha minacciato che qualsiasi nuova aggressione riceverà una risposta “molto più severa”, destinata a estendersi oltre la regione. In un messaggio in occasione dell’Hajj, la Guida Suprema Mojtaba Khamenei ha dichiarato che “le terre della regione non faranno più da scudo delle basi americane”. I Pasdaran hanno poi rivendicato l’abbattimento di un drone statunitense e annunciato di aver aperto il fuoco contro un caccia F-35. Tuttavia, emerge ottimismo dalla trasferta a Doha della delegazione iraniana, della quale faceva parte anche il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Una visita, secondo fonti vicine al team negoziale di Teheran, “costruttiva” e utile a far progredire i colloqui con gli Stati Uniti. Nella stessa direzione sembrano anche andare le parole del presidente Masoud Pezeshkian che ha dichiarato, nel corso di una telefonata con l’emiro del Qatar Sheikh Tamim bin Hamad Al Thani, che Teheran è pronta a raggiungere quello che ha definito “un quadro dignitoso” per porre fine alla guerra e alle attuali tensioni regionali. Uno dei nodi principali per il raggiungimento dell’intesa resta la questione dell’uranio arricchito. Donald Trump vuole che “venga immediatamente consegnato agli Stati Uniti per essere riportato in patria e distrutto oppure, preferibilmente, in collaborazione e coordinamento con l’Iran, distrutto in loco o in un altro luogo accettabile, con la Commissione per l’Energia Atomica, o suo equivalente, presente come testimone di questo processo e di questo evento”.Secondo i media Usa oggi, mercoledì, il presidente americano terrà una riunione di governo a Camp David durante la quale si parlerà anche dell’Iran. Israele espande le operazioni di terra in LibanoSul fronte Israele-Libano, il clima è sempre più teso. L’Idf ha proseguito l’escalation con raid e scontri a fuoco nel tentativo di contrastare Hezbollah. Operazioni di terra sono state avviate anche in aree al di là della linea gialla. “Stiamo intensificando le nostre operazioni”, ha annunciato il premier israeliano Benjamin Netanyahu. “L’Idf sta operando con forze significative sul terreno e prendendo il controllo di posizioni strategicamente dominanti. Stiamo rafforzando la zona cuscinetto di sicurezza per proteggere le comunità del nord di Israele”, ha affermato. Secondo il ministero della Salute di Beirut, nelle ultime 24 ore 28 persone sono morte e 104 sono rimaste ferite negli attacchi israeliani in tutto il Libano. Intanto sono attesi oggi a Roma i sette italiani della Flotilla fermati in Libia. Gli attivisti ripartiranno da Tripoli via Istanbul, con arrivo previsto a Fiumicino alle 9.30. Il console generale a Bengasi è in attesa di notizie per poter visitare i due militanti italiani della stessa spedizione, Domenico Centrone e Dina Alberizia, arrestati nei pressi di Sirte. I due sono accusati di ingresso illegale per essere entrati nella regione senza autorizzazione e dovrebbero essere presto espulsi.Questo articolo Iran, Usa colpiscono sito missili e navi: ira Teheran proviene da LaPresse