Da Forza Italia arriva una proposta per abbassare l’Iva per gli assorbenti al 5%. Il ddl punta, viene spiegato, ad “adeguare la normativa nazionale agli standard già adottati dai principali partner europei” e restituire coerenza a un sistema impositivo che, allo stato attuale, “finisce per gravare in modo sproporzionato su un’esigenza biologica priva di qualsiasi connotazione voluttuaria”: Forza Italia prova dunque a riabbassare dal 10 al 5% l’Iva sugli assorbenti, chiedendo di riconoscere “i prodotti per l’igiene femminile come articoli di prima necessità”.Ternullo (FI): “Il ciclo non è un lusso”“Ogni donna spende nella sua vita mestruale 5mila euro in assorbenti, ma il ciclo non è un lusso. Per noi donne è una questione di dignità“, dice a LaPresse la senatrice Daniela Ternullo, che ha firmato il disegno di legge, sostenuto anche dalla capogruppo Stefania Craxi. Nella presentazione che accompagna il testo, le proponenti sottolineano che “si tratta di articoli il cui acquisto non è rimesso alla discrezionalità del consumatore, bensì imposto da una necessità fisiologica ricorrente e ineluttabile”, visto che “il ciclo mestruale non rappresenta una scelta, bensì una condizione biologica che interessa circa metà della popolazione per un arco temporale mediamente compreso tra i tredici e i cinquant’anni di età”. “Cercherò di farlo calendarizzare subito, stiamo parlando di una necessità. Ci sono Paesi dove questa cosa è stata anche superato, arrivando persino alla gratuità. In Italia abbiamo questo ritardo, e abbiamo chiesto intanto di abbassare l’Iva al 5%”.Minore gettito Iva di 41 milioniIl ddl stima un minore gettito Iva di 41,69 milioni, che potrebbero essere compensati con fondi del Mef. L’Ue lascia carta bianca agli Stati sul regime impositivo rispetto a questo tipo di prodotti. Il caso più emblematico è quello irlandese, dove la cosiddetta tampon tax è stata integralmente soppressa. Nel mondo, alcuni atenei distribuiscono gratuitamente gli assorbenti alle studentesse.In Italia, gli assorbenti igienici femminili, compresi quelli interni, le coppette mestruali e dispositivi analoghi, sono soggette a una imposizione Iva del 10%. Dopo una sperimentazione al regime del 5%, la legge di Bilancio del 2024 aveva ripristinato l’aliquota ordinaria. Nel corso della sua vita, mediamente una donna acquista tra i diecimila e quattordicimila assorbenti, per una spesa complessiva di cinquemila euro. Una spesa considerevole e non discrezionale, che oscilla tra i 2.500 e i 5mila euro nel corso della vita fertile femminile, che alimenta il fenomeno detto ‘period poverty’, ossia l’incapacità di accedere a prodotti femminili adeguati. “La nostra proposta intende sostenere le famiglie. Penso soprattutto a quelle del Sud, monoreddito e con più di una ragazza in casa: il costo diventa insostenibile”, sottolinea Ternullo, che aggiunge: “nel ddl ho chiesto l’inserimento dei prodotti per l’igiene femminile nell’ambito dei piani di welfare aziendale, come forma di lotta alla discriminazione indiretta. Si può pensare anche a prestazioni come giorni di congedo. Io intanto ho depositato il testo, ma è aperto. Ci saranno le audizioni e nel caso verrà emendato”. Ce la farete a far approvare la legge entro la fine della legislatura? “Se i tempi sono lunghi faremo in modo di inserirlo nella legge di Bilancio. Non deve finire sul binario morto. È un ddl che non ha colore politico e potrebbe essere appoggiato anche dall’opposizione”, conclude.Questo articolo Tampon tax, da FI un ddl per Iva al 5% sugli assorbenti proviene da LaPresse