Quattro storie di soldati caduti per difendere Israele

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Una delle ricorrenze più celebrate in Israele è Yom HaZikaron (“Giorno del Ricordo”), in cui si commemorano i soldati israeliani caduti per il loro Paese. L’ultima volta che si è celebrato questo giorno, il 20 aprile di quest’anno (che ogni anno è in una data diversa perché segue il calendario ebraico invece di quello gregoriano), si stimava che la cifra totale ammontasse a 25.644 persone, di cui 172 solo nell’ultimo anno.Nonostante numerosi soldati dell’IDF abbiano perso la vita anche nelle ultime guerre, a Gaza e in Libano, le loro storie sono poco conosciute al di fuori del loro Paese. Così come spesso viene ignorato il dolore delle loro famiglie, che li vedono tornare indietro chiusi nelle bare.In un’epoca in cui i media cercano di sedimentare nell’immaginario collettivo l’immagine dei militari israeliani come di mostri, strumentalizzando le azioni riprovevoli di una componente minoritaria di essi, è giusto riportare alcune storie per restituire loro quell’umanità che gli è stata strappata via dalla narrazione dominante.Shaul Greenglick, aspirante cantanteNon aveva ancora compiuto 26 anni Shaul Greenglick quando, il 26 dicembre 2023, è morto in combattimento a Gaza. Poco meno di un mese prima, si era esibito come cantante nel programma televisivo HaKokhav HaBa (“La prossima stella”), dove storicamente viene selezionato il rappresentante d’Israele all’Eurovision Song Contest.In un post su Facebook del 14 dicembre, neanche due settimane prima di morire, Greenglick aveva scritto: “Immaginavo quest’anno in modo diverso, come un anno in cui vivere le mie aspirazioni e i miei sogni”. Subito dopo aggiungeva: “Ora sto vivendo un vecchio sogno, quello di combattere per il mio Paese […] Un sogno nuovo, diverso dovrà aspettare un po’”.Il giornalista italiano emigrato in Israele David Zebuloni, che conosceva personalmente Greenglick, lo ha ricordato così:Era un amico raro lui. Un amico leale e prezioso. Ma anche un figlio devoto, un fratello presente e un cittadino attivo. Un sionista convinto e coinvolto nelle sorti del suo Paese. Shauli, infatti, non doveva prendere parte a questa guerra. Il 7 ottobre non era stato convocato dall’esercito come riservista. Si è offerto lui volontario. È andato in base e ha chiesto ai superiori di mandarlo al confine per difendere la sua patria. Inizialmente loro non lo volevano, dicevano di essere al completo. Poi, si sono piegati alla sua volontà. Nessuno poteva dirgli di no.Lavi Lipshitz e la passione per la fotografiaSergente nell’unità di ricognizione della Brigata Givati, Lavi Lipshitz aveva solo 20 anni quando è stato ucciso nel nord di Gaza da un missile RPG sparato dai terroristi di Hamas, il 31 ottobre 2023. Il 7 ottobre, aveva combattuto per soccorrere gli abitanti del Kibbutz Nahal Oz, uno dei più colpiti quel giorno. Da sempre appassionato di arte, cinema e fotografia, prima della guerra aveva aperto un profilo Instagram chiamato Until When — A Photo Diary, dove caricava foto della sua vita quotidiana nell’esercito.Al suo funerale, sua sorella maggiore Anafa ha letto una lettera che lui le aveva lasciato sul computer, e che aveva scritto nel caso gli fosse successo qualcosa:Ti chiedo di non sprofondare nel dolore. Può essere costante ed estenuante, ma la reazione che ne può nascere non è estenuante, ma costruttiva. Niente è più difficile per me dell’ozio, quindi chiedo a tutti quelli intorno a me – fate sempre qualcosa.Nell’ottobre 2025, quasi due anni dopo la sua morte, è stata allestita una mostra a Gerusalemme nella quale sono state esposte le circa 150.000 foto che Lipshitz ha scattato. Prima ancora, dal dicembre 2023 al marzo 2024 un’altra mostra era già stata allestita presso l’Eretz Israel Museum di Tel Aviv.Shachar Fridman, che aiutava chi ne aveva bisognoPer tutta la vita, Shachar Fridman ha cercato di aiutare coloro che gli stavano vicino. Da ragazzo era attivo nel movimento giovanile ebraico Bnei Akiva, dove dava una mano ai bambini che avevano necessità particolari e li aiutava ad integrarsi nelle attività di gruppo. E dopo che, nel 2021, si è arruolato nel corpo dei paracadutisti dell’IDF dove in seguito è diventato comandante, si è guadagnato la fama di un uomo che ha sempre cercato di aiutare in ogni modo i suoi sottoposti.Dopo il 7 Ottobre, nonostante avesse terminato da poco il servizio militare obbligatorio, Fridman ha deciso di tornare nella sua unità per difendere il suo Paese. Il 18 novembre 2023, nel tentativo di proteggere i suoi commilitoni, è rimasto ucciso in un combattimento corpo a corpo con dei terroristi di Hamas. Aveva 21 anni.Dopo la sua morte sua sorella, Sahar Fridman (sposata con Michael Sierra, esponente della comunità italiana in Israele), ha citato parole che una volta disse suo fratello: “Dobbiamo essere brave persone. Dobbiamo sorridere. Dobbiamo vedere coloro che nessun altro vede”.Ahmad Abu Latif, il beduino che voleva la coesistenzaSpesso si dimentica che nell’esercito israeliano non prestano servizio solo soldati ebrei, ma anche arabi, beduini, drusi e membri di altre minoranze. Lo dimostra il caso di Ahmad Abu Latif, riservista beduino che il 22 gennaio 2024 ha perso la vita all’età di 26 anni in un attacco esplosivo che ha provocato il crollo di un edificio nel centro di Gaza, provocando la morte di un totale di 21 militari.Prima di essere richiamato come riservista, Abu Latif ha scritto un post sui social in cui parlava della sua precedente esperienza nell’IDF:Mi chiamo Ahmad Abu Latif, padre di Mansoura che ha undici mesi. Ho vissuto a Rahat (città nel sud d’Israele, ndr) per tutta la vita, e negli ultimi due anni ho lavorato nel dipartimento sicurezza dell’Università Ben Gurion. E soprattutto, sono orgoglioso di essere un beduino israeliano!Abu Lahat ha aggiunto:Sono anche orgoglioso di aver servito nelle Forze di Difesa Israeliane come combattente nella Brigata Beduina. Non dimenticherò mai quegli anni. Durante il mio servizio, ho scoperto i miei punti di forza e la mia capacità di affrontare delle sfide, e ho conosciuto persone straordinarie che sono diventate amici per la vita.(…)Dall’inizio della guerra (il 7 ottobre), abbiamo sentito molto parlare del coinvolgimento dei cittadini arabi. Purtroppo, tra i morti ci sono soldati beduini e drusi, musulmani e cristiani, diventati degli eroi difendendo il Paese.Ha concluso il suo post con queste parole:La comunità beduina piange le vittime civili che sono state ingiustamente uccise – siano esse ebree, cristiane o musulmane. Voglio cogliere questa occasione per far aprire gli occhi a tutti coloro che stanno leggendo questo! Condividiamo tutti lo stesso destino e dobbiamo essere uniti. Purtroppo, ci sono persone che non credono nei legami tra le comunità israeliane, che cercano di intimidire, provocare e distruggere la fiducia. Non credetegli, e non permettete che ciò accada.L'articolo Quattro storie di soldati caduti per difendere Israele proviene da Nicolaporro.it.