L’eterno ritorno dello sceriffo De Luca

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La storia infinita, in queste parole si potrebbe sintetizzare il legame che dal 1993 unisce indissolubilmente Salerno a Vincenzo De Luca, ovvero colui che ereditò, a suo tempo, una Città in condizioni degradate e disastrose portandola letteralmente dalle stalle alle stelle in una sola “era politica” per poi consolidarne il successo anche a livello internazionale. Potremmo definire questa tornata elettorale come “elezioni retoriche” parafrasando un comune modo di dire: il verdetto delle urne era scontato sin dall’annuncio della candidatura del Sindaco per eccellenza che voleva fortemente tornare nella “sua” Salerno che, anche da sua ammissione, era notevolmente peggiorata nelle mani del fedelissimo scudiero Vincenzo Napoli per ben due volte eletto a larghissima maggioranza… a cui lo stesso De Luca faceva, di fatto, da Sindaco ombra.In uno degli ultimi interventi durante la campagna elettorale aveva affermato che “la Città si stava perdendo” e che soltanto la sua dedizione a Salerno, che considera come una sua creatura, l’avrebbe potuta salvare e rilanciare.In effetti, nonostante la sua “megalomania”, bisogna ammettere che ogni volta che ha assunto la carica di primo cittadino, ha apportato valore aggiunto a Salerno tanto da ricevere apprezzamenti bipartisan da tutta Italia e, particolare non di secondaria importanza, sempre in contrasto con il Pd o come più volte ha affermato “nonostante il PD e i pinguini di Roma che ogni volta che parlano mi fanno perdere voti”.Il “metodo” De Luca e la sua forte personalitàChi, come il sottoscritto, ha avuto la possibilità di conoscere da vicino “Vincenzo” (come lo chiamano i salernitani), seguire negli anni l’evoluzione del suo modo di far politica e di affermare la sua innata leadership, non può negare di aver pensato che sarebbe stato un ottimo leader di forze di destra più che un esponente del principale partito della sinistra con cui condivide ben poco.Ciò potrebbe apparire come una contraddizione ma non lo è; ricordando che è laureato in filosofia, parte integrante del suo modo di pensare e di agire (secondo la logica cara agli antichi greci e non “filosofia” intesa come sterilità priva di concretezza) il “De Luca pensiero” si identifica in una destra sociale con alcuni valori basilari (e presupposti del comunismo) come il supporto alle classi deboli e la solidarietà, e, dall’altro lato, intransigenza, intolleranza e predisposizione al comando, “doti” fondamentali per mantenere l’ordine, perseguire l’anarchia e la delinquenza.Questo mix di valori ha fatto di lui un personaggio amato da sostenitori di ogni parte politica ma anche odiato per la sua esuberanza che, in molte occasioni, è stata tradotta come presunzione.
Il suo metodo di amministrare è netto, chiaro e non si presta a contraddizioni, repressione delle illegalità, a volte anche con metodi eccessivamente “autoritari”, controllo costante sull’operato dei suoi sottoposti e pretesa di risposte e risultati da coloro che sono deputati ad assolvere i compiti assegnati.Salerno 2.0, la ripartenza e l’identità“Questa Città dovrà diventare la Montecarlo del Sud”, è l’ultima “provocazione” lanciata a pochi giorni dal voto ma, a dire il vero, supportata da un gigantesco e corposo programma d’investimenti in infrastrutture, sulla falsariga di quanto fu messo in opera durante i suoi precedenti mandati che videro una trasformazione urbanistica senza precedenti firmata da architetti di fama mondale come Oriol Bohigas, Santiago Calatrava, Zaha Adid e Ricardo Bofil.Il rilancio dell’aeroporto, il potenziamento dei 4 porti, di cui uno commerciale e tre turistici, infrastrutture sportive, ricettive, candidatura per gli europei del 2032 con rifacimento dello stadio, edilizia sociale, occupazione, miglioramento della qualità della vita, nuovo plesso ospedaliero che andrà a sostituire l’attuale pessimo grande “carrozzone” con la sola eccezione dell’eccellente reparto di cardiologia.Soprattutto, una dichiarata guerra aperta a criminalità, micro e macro, parcheggiatori abusivi, spacciatori e clandestini attraverso una ferrea volontà di “militarizzare” la Città attraverso accordi con le Forze Dell’Ordine ed uno stringente controllo sul territorio.
Per finire, un ritorno alle origini, ovvero una riaffermazione della diluita identità di Salerno che ha sempre vissuto all’ombra di Napoli borbonica nonostante sia longobarda.Praticamene un programma quasi di destra… ambizioso e grandioso in stile De Luca come i precedenti, realizzati in solo parte anche a causa del forte indebitamento del comune la cui esposizione dovrà necessariamente rientrare; come si usa dire in questi casi, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare e la realizzazione tutto ciò, sebbene oltremodo visionaria è alla portata dello Sceriffo, le criticità sono rappresentate dall’enorme divario tra lui e chi lo contorna, ai posteri l’ardua sentenza.Una spina nel fianco per il PdLe citazioni per eccellenza che sintetizzano i contrasti tra De Luca ed il suo stesso partito sono relative ad un tema scottante che il Pd non ha mai affrontato con decisione: “Se devo scegliere tra la sicurezza dei miei figli e le bandiere di partito scelgo la sicurezza dei miei figli e mando a quel paese le bandiere di partito”, o anche “Veramente pensate che coloro che votano Salvini e la Lega siano fascisti o carogne? Quando è che ci decideremo (come Pd) a capire che la sicurezza è un valore fondamentale e che chi ha paura vota anche per il diavolo!??”. È fuor di dubbio che la distanza “dall’inconcludenza del PD che pretende di governare il Paese ma che non può aspirare neanche ad amministrare un condominio” è abissale come, sempre da sue affermazioni, “all’interno del PD c’è un tasso di presunzione inaudito, noi crediamo di essere superiori agli altri ma, spesso, siamo inferiori agli altri”.Questo è Vincenzo De Luca, prendere o lasciare, e nel Pd è come fuori posto, lo hanno capito anche alla direzione del partito ma non hanno la forza di mettergli nessuno contro perché ovunque si candida porta valanghe di voti e mantiene a galla una nave che imbarca acqua da ogni parte.Ha influenza a livello nazionale e locale (alle sole voci del suo ritorno i prezzi delle case a Salerno sono rimbalzati in alto ma non ancora ai livelli storici, circa 11.000 euro a metro quadro in centro, ma la strada è quella se dovesse realizzare ciò che si prefigge), soprattutto è molto apprezzato a destra ed è una questione che, prima o poi, il PD dovrà affrontare.Antonino Papa, 23 maggio 2026L'articolo L’eterno ritorno dello sceriffo De Luca proviene da Nicolaporro.it.