Il rilancio della crescita economica italiana, il ruolo strategico dell’industria, il nodo del costo dell’energia, la sfida dell’intelligenza artificiale e il dialogo con i sindacati. Sono questi i temi centrali affrontati dal presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, nella relazione all’Assemblea annuale dell’associazione degli industriali, tenutasi oggi a Roma.“Lanciamo una proposta al Governo e alle parti sociali. Lavoriamo insieme, su queste misure, alcune delle quali hanno perso la propria ragion d’essere o si sovrappongono tra loro. Analizziamole insieme. E identifichiamo i 20 miliardi da riallocare, senza aumentare il debito: un terzo alla crescita, un terzo alla sanità, un terzo alla scuola”, ha detto il presidente di Confindustria. “È un atto concreto di responsabilità da compiere con decisioni condivise di maggioranza e opposizione – aggiunge – Significa anche riaprire il capitolo di una seria revisione della spesa pubblica, per incidere su privilegi ed equilibri consolidati. Cambiare questo stato di cose richiede fiducia e coraggio politico”.“Dalla politica serve atto di responsabilità”Nel suo intervento, Orsini ha lanciato un appello alla politica chiedendo “un grande atto di responsabilità”, necessario – secondo il numero uno di Confindustria – per riportare il Paese su un sentiero di crescita stabile. “Tornare a una crescita del 2% l’anno non è solo necessario, ma possibile”, ha dichiarato, sottolineando come servano scelte fondate “su fiducia e coraggio” per rafforzare competitività e investimenti.Al centro della relazione anche la difesa dell’industria italiana, considerata da Orsini un elemento imprescindibile per il futuro economico del Paese. “Non accettiamo la deindustrializzazione come un destino già scritto”, ha affermato, rivendicando la volontà degli imprenditori di continuare a produrre e investire in Italia. Secondo il presidente di Confindustria, senza il comparto industriale “scomparirebbe il Made in Italy”, definito “il vero fattore distintivo dell’Italia nel mondo”.Ampio spazio è stato dedicato anche alla questione energetica, indicata come una delle principali emergenze per il sistema produttivo nazionale. Orsini ha parlato di “minaccia esistenziale” per le imprese, denunciando i costi dell’energia troppo elevati rispetto agli altri Paesi europei. Nel suo intervento ha chiesto di “riportare l’energia nella competenza esclusiva dello Stato”, invocando una scelta “coraggiosa e bipartisan”. Il presidente di Confindustria ha inoltre riconosciuto al Governo di aver avviato “una politica energetica di maggior equilibrio”, ritenuta fondamentale per la salvaguardia del tessuto produttivo.“Questione salariale aperta e da soli non riusciamo a risolverla”“In Italia resta aperta la questione salariale. Lo dico con chiarezza: noi da soli, con i nostri migliori contratti, non riusciamo a risolverla. Le basse retribuzioni allontanano i giovani dall’Italia. Troppi settori offrono solo contratti a tempo e salari insufficienti”. Così il presidente di Confindustria Emanuele Orsini nella sua relazione all’Assemblea annuale. “Se vogliamo affrontare seriamente il problema, dobbiamo condividere tutti il principio per cui la retribuzione è una questione di attrattività per l’Italia e le sue imprese – ha sottolineato -. I salari bassi incidono negativamente sulla qualità della vita delle persone, sulla natalità e frenano la domanda interna, che resta il principale mercato per la maggior parte delle imprese, e l’unico per molte piccole realtà”.“Serve maggior formazione all’intelligenza artificiale”Tra i passaggi più rilevanti della relazione anche quello dedicato all’intelligenza artificiale e alla trasformazione tecnologica. Orsini ha chiesto di accelerare la sperimentazione e l’applicazione dell’AI nelle filiere manifatturiere, sostenendo la necessità di accompagnare le imprese nell’addestramento dei sistemi sui dati aziendali e di filiera. Per affrontare questa sfida, secondo Confindustria, sarà indispensabile investire massicciamente nella formazione. “Serve un progetto di formazione all’intelligenza artificiale da iniziare già nelle scuole superiori”, ha spiegato Orsini, indicando la preparazione dei giovani come una priorità strategica.Sul fronte del lavoro, il presidente di Confindustria ha rivendicato il rafforzamento del dialogo con le organizzazioni sindacali. Orsini si è detto “orgoglioso” del percorso comune avviato con le confederazioni, in particolare sul tema dei contratti nazionali e della lotta ai cosiddetti “contratti pirata”. L’obiettivo, ha spiegato, è fare dei contratti firmati dalle organizzazioni maggiormente rappresentative il riferimento per tutti i lavoratori, contrastando forme di dumping salariale e concorrenza sleale. Tra i temi condivisi con i sindacati anche la sicurezza sul lavoro e la difesa dell’industria europea, a partire proprio dalla questione energetica.Questo articolo Confindustria, Orsini: “Serve debito comune Ue, 20 miliardi a crescita, sanità e scuola” proviene da LaPresse