E’ uscita la nuova puntata di “Frontale”, newsletter di Fabio Massa con riflessioni (su Milano e non solo), inside e racconti di quello che accade in città. Ci si può iscrivere qui: https://frontale.substack.comAnalizzare il successo o l’insuccesso di qualcuno non significa sposarne o osteggiarne le tesi. Significa semplicemente analizzare e cercare di capire le traiettorie. Vale anche e soprattutto per i personaggi molto divisivi, come il generale Vannacci. Prima di lui valeva per Matteo Renzi, Matteo Salvini, Elly Schlein, Giorgia Meloni. E qui c’è già una somiglianza (ovviamente non politica) tra questi e Vannacci: all’inizio erano tutti nuovi. E per tutti la marcia è stata abbastanza simile. Contestazione allo status quo, messo in crisi dalle difficoltà della realtà politica. Non commistione con lo status quo dunque ruolo da outsider. Insegna Giorgia Meloni: nel governo tecnico di Draghi entrano tutti quanti a farne parte. Rimane fuori solo lei. E a lei si rivolgono gli italiani. Perché è nuova, perché non si è compromessa. E’ come se gli italiani dicessero “proviamola”. Dunque, ecco perché comunque vada sarà un successo.Così il Generale si prepara a svuotare la LegaSe il centrodestra lo prenderà in maggioranza alle prossime elezioni Roberto Vannacci proverà a umiliare il suo incubatore politico, ovvero la Lega di Matteo Salvini, che già ha superato a Vigevano, in un comune a tradizione e trazione leghista. Poi, dalla maggioranza (se il centrodestra dovesse vincere le elezioni) potrà comunque smarcarsi, marcare la differenza, eccetera. Insomma, fare lotta e poco governo. Se invece il centrodestra lo rifiuterà, potrà condurre la propria campagna solitaria contro tutti. Sicuramente contro il centrosinistra ma ancor di più contro chi occupa la sua mattonella: Salvini e Meloni. E in politica i primi da “uccidere” sono quelli che occupano il tuo spazio, non quello avverso. Vannacci, la sua strategia: social, podcast con Fedez e una calamita per chi teme di non essere rielettoLa strategia è sempre la stessa: mostrarsi nuovo e interprete originale; avere una presenza social efficace, non ritirarsi mai da un confronto (quello con Renzi su Pulp Podcast l’ho trovato un duetto fantastico: segno che Fedez fa un giornalismo migliore di tanti giornalisti); aprire il proprio gruppo ed aggregare dagli altri partiti per convincere di essere in ascesa e correre in tutte le principali piazze elettorali (sì, anche a Milano.)Sulle prime due c’è poco da dire. Sulla tre, ovvero l’apertura agli eletti degli altri partiti per adesso diciamo che la parola d’ordine è “accogliamo tutti”. Ci è andata Laura Ravetto. Ex Pdl, poi passata alla Lega, Laura Ravetto era letteralmente furibonda per come era finita la storia di ARERA. Aveva infatti chiesto di essere inserita tra i commissari, ma alla fine era stata fatta fuori. Niente Arera e niente garanzia su una possibile rielezione la prossima volta. Ci è andato Piergianni Prosperini, che già avevo intercettato alla festa nel sud Milano con i fondatori dei comitati di tutta la Lombardia. Ci sarà da capire quando inizieranno a muoversi gli esponenti davvero di punta nelle altre formazioni: realisticamente appena ci saranno novità sulla legge elettorale. Tradotto: quando, facendo di conto, capiranno di non poter rientrare in parlamento. E’ il caso di molti leghisti. Ed è prevista grande transumanza, Vannacci lo sa.Il punto quattro riguarda le prossime elezioni. Vannacci l’ha già fatto sapere al centrodestra: su Milano ha in testa un nome che per adesso tiene copertissimo. Vuole esserci, esserci ovunque ed esserci sempre. Ricorda Umberto Bossi (nessuna eresia: le piccole formazioni fanno così) che candidava decine e decine di amministratori locali. All’inizio fece fatica, poi si radicò. Il generale non sta facendo niente di nuovo. Ma lo sta facendo, ed è bene registrarlo. Lui ci ha detto: “Non c’è bisogno di ripetizioni, a Vigevano alla prima prova il partito ancora in embrione strappa quasi il 15%. Ora continuino a latrare i Lupi che cercano gli elettori con la lente d’ingrandimento… noi andiamo avanti e il fiato lo teniamo per correre. Prossimo appuntamento al 2027: quando il gioco si fa duro solo i duri iniziano a giocare”. Dove Lupi è Maurizio Lupi, che vuole correre per il centrodestra a Milano. A buon intenditor poche parole…ìL'articolo Elezioni 2027: Vannacci, comunque vada sarà un successo (per lui) proviene da Nicolaporro.it.