Video choc nella chat dei bimbi: pecora sgozzata col rito islamico. Genitori: “Sconvolti”

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Un video girato durante una macellazione rituale e condiviso in una chat tra studenti di prima media ha provocato forti polemiche a Reggio Emilia, dove diverse famiglie hanno denunciato il disagio vissuto dai figli dopo aver visto le immagini. La vicenda, raccontata dal Resto del Carlino, riguarda una classe della scuola media “Fermi” e ha aperto un dibattito sul ruolo delle famiglie, della scuola e sull’esposizione dei minori a contenuti particolarmente crudi.Secondo quanto emerso, il filmato sarebbe stato inviato da uno degli alunni all’interno di una chat privata composta dai compagni di classe. Nelle immagini si vedrebbe una pecora prima accarezzata e successivamente sgozzata durante una celebrazione legata alla Festa del Sacrificio islamica. “Non lo uccidi poi, vero?’”, avrebbero chiesto i compagni di classe in un primo momento. Poi però è arrivato il filmato con il triste epilogo per la pecora. Un video che ha suscitato reazioni immediate tra diversi studenti, in particolare tra alcune ragazze che, una volta tornate a casa, hanno raccontato ai genitori di essere rimaste profondamente turbate da quanto visto.La diffusione del contenuto ha spinto alcune famiglie a chiedere ai figli di abbandonare il gruppo WhatsApp e a confrontarsi sull’accaduto. Alcuni genitori hanno definito le immagini estremamente violente, sostenendo che ragazzi di undici anni non dovrebbero trovarsi di fronte a scene di quel tipo.Interpellata sulla vicenda, la dirigente scolastica Flora Scotto di Galletta ha precisato che la conversazione non si svolgeva su piattaforme gestite dall’istituto ma in una chat privata tra studenti. Per questo motivo, ha spiegato, la scuola non dispone di strumenti diretti di intervento analoghi a quelli previsti per gli ambienti digitali ufficiali dell’istituto. La preside ha comunque riferito che il tema è stato affrontato in classe sotto il profilo educativo e che verranno approfonditi gli eventuali effetti che le immagini possono aver avuto sugli alunni. “Da parte mia cercherò di comprendere nel dettaglio cosa sia accaduto, soprattutto se alcuni alunni siano rimasti colpiti o turbati dalla crudezza di certe immagini – ha detto al Carlino la dirigente –. È importante capire la genesi di questi comportamenti e spiegare in maniera pragmatica che si tratta di contenuti che si può anche scegliere di non guardare. Se poi all’interno di queste chat vengono usate parole offensive nei confronti di compagni di classe, noi interveniamo sul piano educativo ed etico. Altrettanto, se l’episodio fosse accaduto all’interno dell’istituto sarebbe subentrato anche un aspetto sanzionatorio, ma così non è stato”.La vicenda potrebbe però avere ulteriori sviluppi. L’avvocata Paola Soragni, contattata da alcuni dei genitori coinvolti, ha annunciato l’intenzione di valutare la presentazione di un esposto alla Procura per chiarire ogni aspetto dell’accaduto. Soragni ha sostenuto che l’attenzione dovrebbe concentrarsi soprattutto sul contenuto diffuso e sulle conseguenze che può avere sui minori che lo ricevono.L’avvocata ha inoltre respinto qualsiasi interpretazione legata a motivazioni discriminatorie o religiose, spiegando che la sua posizione nasce da ragioni legate alla tutela degli animali e al rifiuto della violenza. “So che il confine può apparire sottile, ma la mia posizione non nasce contro una religione o una comunità. Piuttosto da una convinzione profondamente animalista e dal rifiuto della violenza in ogni sua forma – ha detto, sempre al Carlino – Non credo sia giusto chiudere un occhio solo perché certi comportamenti vengono giustificati da tradizioni o motivazioni religiose. Il rispetto delle leggi e della sensibilità collettiva deve valere per tutti”Come riportato anche da Il Giornale, la possibilità di un esposto è ora al vaglio delle famiglie, mentre si discute anche dell’ipotesi di organizzare incontri educativi sul rispetto degli animali e sull’utilizzo consapevole dei social da parte dei più giovani. Al centro della discussione resta soprattutto la diffusione di immagini particolarmente forti in un contesto frequentato da bambini e preadolescenti.L'articolo Video choc nella chat dei bimbi: pecora sgozzata col rito islamico. Genitori: “Sconvolti” proviene da Nicolaporro.it.