Il concordato preventivo biennale torna al centro dell’agenda parlamentare. Con una serie di subemendamenti presentati in Commissione Finanze al Senato durante l’esame del decreto Accise ter, la maggioranza punta infatti a rilanciare lo strumento attraverso nuovi incentivi per i contribuenti che decidono di rinnovare l’accordo con il Fisco e alcune correzioni tecniche volte a chiarirne il funzionamento.Tra le novità proposte figura la previsione della nullità degli effetti del concordato nei casi in cui emerga che il contribuente non possedeva fin dall’origine i requisiti necessari per aderire. Viene inoltre introdotta la possibilità di procedere a un ricalcolo dell’accordo qualora venga presentata una dichiarazione integrativa, con l’obiettivo di rendere più flessibile la gestione di eventuali errori o variazioni.Nuovi vantaggi per chi aderisce al concordatoLa riproposizione delle modifiche conferma quanto il concordato preventivo biennale continui a essere considerato strategico dalle forze di maggioranza. Già durante l’iter del precedente decreto fiscale erano state avanzate proposte simili, senza però arrivare all’approvazione finale.L’idea è quella di rendere più conveniente il rinnovo dell’accordo attraverso semplificazioni nei rimborsi, nelle compensazioni e una riduzione dei tempi di accertamento, premiando così i contribuenti che scelgono di mantenere un rapporto collaborativo con l’amministrazione finanziaria.Pos e registratori di cassa, sanzioni ridotte per gli errori formaliUn altro capitolo riguarda il collegamento tra Pos e registratori telematici, misura che nei primi cinque mesi dell’anno avrebbe prodotto un incremento di 115 milioni di scontrini e fatto emergere imponibili per circa 5,3 miliardi di euro.I subemendamenti presentati da Fratelli d’Italia, con prima firmataria Antonella Zedda, prevedono un regime sanzionatorio più leggero nei casi in cui le violazioni non abbiano effetti sul corretto versamento delle imposte.In particolare, per gli errori relativi alla memorizzazione o alla trasmissione dei pagamenti elettronici la sanzione verrebbe ridotta a 20 euro per ciascuna violazione, con un limite massimo annuale di 500 euro. In caso di mancato collegamento tra Pos e registratore di cassa scatterebbe invece una sanzione fissa di 200 euro, fino a un massimo di 2.000 euro all’anno.Le modifiche prevedono inoltre una sorta di scudo rispetto alla sospensione dell’attività, oggi applicabile in presenza di violazioni reiterate legate proprio al mancato collegamento tra i dispositivi.Oltre mille subemendamenti in SenatoL’esame parlamentare si presenta particolarmente complesso. All’emendamento governativo che incorpora il decreto Accise quater sono stati infatti presentati 1.171 subemendamenti, che si aggiungono ai 111 correttivi già depositati dai parlamentari.Alla ripresa dei lavori, prevista per mercoledì, uno dei primi passaggi riguarderà la valutazione dell’ammissibilità delle proposte. Solo dopo questo vaglio sarà possibile comprendere quali modifiche potranno effettivamente proseguire il proprio iter legislativo.Rottamazione quinquies, possibile rinvio delle scadenzeTra le proposte depositate compare anche una revisione del calendario della rottamazione quinquies relativa a multe e tributi locali.Il subemendamento presentato da Forza Italia, con primo firmatario Claudio Lotito, punta innanzitutto a spostare dal 30 giugno al 31 luglio il termine entro cui i Comuni possono decidere se aderire alla misura, così da consentire anche agli enti interessati dall’ultima tornata di elezioni amministrative di valutare la propria partecipazione.La modifica prevede inoltre lo slittamento della finestra per la presentazione delle domande da parte dei contribuenti, che passerebbe dal periodo compreso tra il 16 ottobre e il 15 dicembre. Anche il pagamento della prima rata, o della rata unica, verrebbe differito dal 31 gennaio al 31 marzo 2027.La Lega insiste sulle sanatorie fiscaliNon mancano infine nuove proposte di definizione agevolata dei debiti fiscali avanzate dalla Lega. Tra queste torna la richiesta di riammettere i contribuenti decaduti dalla rottamazione quater, consentendo loro di rientrare nella procedura.Un altro intervento mira invece a limitare l’azione esecutiva dell’amministrazione finanziaria nei confronti di chi sta rispettando gli impegni assunti. La proposta punta infatti a impedire il pignoramento delle somme depositate sui conti correnti dei contribuenti che risultano in regola con le procedure di rateizzazione o con le varie forme di definizione agevolata dei debiti tributari.Le prossime settimane saranno decisive per capire quali di queste misure riusciranno a superare il vaglio parlamentare e a entrare nel testo definitivo del provvedimento, in un confronto che continua a ruotare attorno a un tema centrale: rendere il rapporto tra contribuente e Fisco più stabile e prevedibile, senza rinunciare agli strumenti di recupero del gettito.Enrico Foscarini, 30 maggio 2026L'articolo Concordato preventivo biennale, la maggioranza rilancia gli incentivi proviene da Nicolaporro.it.