Garlasco, il paradosso dell’aplotipo Y: “È compatibile, ma non è solo suo?”

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Ieri sera, da Nicola Porro a “Quarta Repubblica” (Mediaset), ho parlato del caso Garlasco, concentrandomi su un aspetto che pochi giornali raccontano bene: il valore e i limiti dell’aplotipo Y in questo scenario. Il DNA trovato non è una “firma” esclusiva di Sempio, bensì un “cognome biologico”.I periti che hanno analizzato e interpretato i risultati degli esami biologici effettuati hanno correttamente affermato che il profilo Y rinvenuto sotto le unghie di Chiara è compatibile con la linea patrilineare di Sempio. In altre parole, non hanno trovato il nome “Andrea”, bensì il cognome “Sempio”. Potrebbe essere il padre, il nonno, un cugino, o un lontano parente maschio vissuto 500 anni fa.Cos’è l’aplotipo Y?Il DNA del cromosoma Y si trasmette in blocchi di varianti, detti aplotipi. Oggi disponiamo di un database, l’YHRD (Y-Chromosome Haplotype Reference Database), che raccoglie tutti gli aplotipi possibili del cromosoma Y (ad oggi, circa 350.000) provenienti da tutto il mondo, da centri di ricerca e laboratori forensi. Anche la banca dati del DNA in Italia contiene circa 45.000 aplotipi.Questi numeri servono a calcolare la frequenza di un aplotipo. Per questo, un database veramente solido a fini identificativi dovrebbe essere molto più grande, idealmente centinaia di migliaia di profili, per catturare la rarità di aplotipi specifici.Il paragone con l’Aplotipo di Aronne (CMH)Negli anni ’90, i genetisti scoprirono che molti ebrei che si dichiaravano discendenti dei sacerdoti del Tempio di Gerusalemme, i “Cohanim”, condividevano lo stesso aplotipo Y. Lo chiamarono “Aplotipo di Aronne“, dal fratello di Mosè. Sembrava la firma genetica del sacerdozio ebraico. Poi, però, hanno ampliato i database e scoperto una cosa sorprendente: quell’aplotipo, magari con piccole variazioni, non è di Aronne solo. Si trova in Yemen (34% dei maschi), in Oman (23%), tra i Curdi (22%), tra i Beduini (22%).Oggi, milioni di uomini in Medio Oriente e in tutto il mondo condividono varianti di quell’aplotipo. Milioni. Un aplotipo Y non racconta la storia di un uomo. Racconta la storia del suo antenato, vissuto centinaia, forse migliaia, di anni fa.L’aplotipo Y è un potente strumento di esclusione (se non è compatibile, l’indagato è fuori). Ma è uno strumento delicato di inclusione, perché non può distinguere tra un uomo, suo padre, suo figlio o un cugino di 12° grado. Soprattutto se il campione è degradato, parziale, e la scena del crimine non è stata preservata perfettamente per quasi 20 anni.La scienza forense oggi sa inchiodare un colpevole. Ma sa anche, onestamente, dire: “Questo indizio è fortissimo, ma non è una certezza assoluta”.Giuseppe Novelli, 2 giugno 2026*genetista Università Tor VergataL'articolo Garlasco, il paradosso dell’aplotipo Y: “È compatibile, ma non è solo suo?” proviene da Nicolaporro.it.