Organizzò il matrimonio toscano finito in tribunale, lo sfogo dopo la sentenza: «Non dovevo accettare: certe cose sono false»

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«Questa sentenza mi ha ferito, il matrimonio della coppia era andato bene». L’ex titolare della società che aveva organizzato nel 2018 il matrimonio della coppia australiana ma di origini italiane in Val d’Orcia, in Toscana, si sfoga al Corriere Fiorentino, dopo la sentenza che condanna l’azienda al risarcimento di 19mila euro. Non è ancora noto se verrà fatto ricorso in Appello, ma intanto la donna esprime il suo enorme disappunto, per un racconto che mette in cattiva luce l’agenzia, ormai chiusa, ma con «oltre 20 anni di esperienza nel catering e nell’organizzazione di eventi, avevamo un curriculum lungo e prestigioso, e siamo stati per anni fornitori anche di enti pubblici a Grosseto». «Sono esterefatta e dispiaciuta»Raggiunta telefonicamente dal Corriere Forientino, la titolare dell’agenzia, chiusa da un anno, è in lacrime: «Sono profondamente afflitta da questa sentenza e dal racconto che hanno fatto gli sposi. L’ho saputo dai giornali e ora che ho avuto modo di leggerla sono esterrefatta e dispiaciuta». Una cerimonia preparata «in modo particolare, noi ci siamo occupati di tutto, tranne l’open bar che non avevano voluto». La titolare ci tiene a sottolineare che «non abbiamo sbagliato niente, abbiamo sbagliato ad accettare l’incarico semmai». Nella sentenza «ricostruzioni non vere e alterate»Dai fiori non freschi per bouquet e coroncina della sposa all’auto noleggiata difettosa, passando per un’invitata caduta in piscina: sono molte le inefficienze contenute nella sentenza per il matrimonio del 25 giugno 2018. Tutte però contestate dall’ex titolare dell’agenzia che le definisce «ricostruzioni non vere e alterate». Innanzitutto, «i fiori erano freschi, certo faceva molto caldo e dopo molte ore ovviamente si erano un po’ appassiti ma loro erano tranquilli quando ci siamo salutati». L’auto, invece, «vecchio Maggiolone d’epoca, era a posto. Un invitato che la guidava, non era capace, questa è la verità, e la faceva spegnere ci continuo. Ma la macchina era a posto». Contestato anche l’episodio più grave, quello dell’invitata incinta caduta in piscina insieme ad altre persone a causa di un’intercapedine non segnalata. Anche in questo caso la titolare non si assume alcuna responsabilità per l’accaduto: « L’invitata sapeva che c’era la piscina, non so perché è andata al buio verso la piscina, dopo il ricevimento, che si era svolto altrove nella struttura. Vengo allertata dell’incidente e loro hanno deciso di andare in ospedale autonomamente. Questo episodio della piscina che ha creato allarme ma solo perché la donna era incinta, giustamente, ma nessuno si è fatto male davvero». L'articolo Organizzò il matrimonio toscano finito in tribunale, lo sfogo dopo la sentenza: «Non dovevo accettare: certe cose sono false» proviene da Open.