I “NUOVI EUROPEI” CI ODIANO

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In 80 anni appena, un soffio, un’inezia, gli stati Democratici europei usciti dai totalitarismi si ritrovano stritolati da un nuovo totalitarismo di stampo islamico. Non un gran risultato se si pensa alle aspettative, alla vitalità per uscire da una guerra mondiale con tutta la distruzione che ne era seguita, divenendo nel giro di vent’anni la terza potenza industriale.Come abbiamo fatto a disperdere così tanto in tanto poco, come possiamo spiegarci questa resa totale, invereconda, codificata da una sinistra globale per cui se un migrante ammazza lo si fa passare per vittima, per disagiato, se ne omette l’origine, lo si imputa ad una naturalizzazione malintesa, malriuscita, si arriva all’impunità giudiziaria totale, si giustificano stupri, pedofilia, eccidi?Non c’è nessuna logica, salvo quella di una rete islamista che ha saputo tessersi bene comprando, corrompendo tutti in combutta con l’occidente antioccidentale: l’assurdo è divenuto legge, l’ignominia regola. E questi “nuovi europei”, nuovi italiani, ci odiano e noi vecchi europei e italiani odiamo noi stessi: vuoi per la viltà che ci dimostriamo ogni giorno, vuoi per intossicazione ideologica o per l’opportunismo che nasconde. La politica è vaporizzata, incapace di arginare il jihadismo di conquista e se mai complice. Remigrazione, predica il Vannacci della destra dura e pura? Sì ma, scusate, da dove cominciare in un continente dove l’Islam barbarico è ovunque e sempre meno minoritario? Se ancora lo è, prende il controllo nella sottomissione locale, per violenza come per sharia legalizzata, coi loro tribunali che la applicano.Saremo Cassandre noi, ma ci pare che questa tanto temuta o auspicata sostituzione – “se non l’avete ancora digerita, la digerirete” – sia ampiamente compiuta: l’informazione comperata finge di niente ma ci sono i social per constatare l’inferno: città e villaggi sconvolti, stazioni ferroviarie dove si cade amputati, decapitati, violenze e stupri dappertutto, a Genova un poeta clochard trascinato come un animale da un senegalese per la strada, nella normalità più spaventosa e nella sostanziale indifferenza delle istituzioni, come a Modena dove una strage islamica viene subito giustificata, quindi rimossa dai notiziari come dalla coscienza sociale che non è meglio di chi la governa.Anche la guerra civile dei maranza a Parigi, in occasione della vittoria calcistica della locale squadra di calcio, squadra maranza, viene ridimensionata e sui giornali italiani, che hanno una coda di paglia infinita, non se ne trova traccia: un morto, trecento feriti, settecento arresti, distruzioni e incendi ovunque e Macron festeggia nella sostanziale indifferenza per un Paese trasfigurato, dove i maranza pisciano addosso al monumento di Giovanna d’Arco.Omicidi feroci, cannibaleschi vengono rimossi dai giudici di tutta Europa senza sentenza, attribuendo ai carnefici turbe indotte dal disagio e certi ministri anche italiani si precipitano a garantire la stessa diagnosi prima degli psichiatri. E tutti sanno che sono bugie non pietose ma ignobili per le quali l’occidente effemminato, svirilizzato si prende la colpa dei macelli che subisce e non gli basta mai. Fermare, rimpatriare? L’Italia, anche l’Italia è giunta al pieno sbando, irreversibile, incontrollabile sbando e negarlo, tacerlo non aiuta, serve solo a lasciar campo largo, larghissimo all’Islam di conquista. “Ah, ma come sei negativo, hai rotto i coglioni col tuo disfattismo”. Sarà, ma la stessa Chiesa è come al solito la prima a fiutare il vento e ad adeguarsi: capisce che come autorità cattolica ha perso e si rinnega, si stravolge nel cattoislamismo sancito dagli ultimi due papi sotto il controllo degli Zuppi, i Parolin, a dire dei giri di potere di Sant’Egidio, di Libera.Quando Prevost se la prende contro i potenti, è chiaro che ce l’ha con uno solo, Trump, con l’appendice Netanyahu; quando accusa il mondo di nefandezze tutti capiscono che, esattamente come Bergoglio, addita il solo occidente che è l’unico posto dove l’Islam di rapina e di saccheggio ha facoltà di conquista. La sinistra teorizza apertamente la penetrazione, nelle scuole sono gli stessi insegnanti piddini che impongono il Ramadan, portano i bambini in pellegrinaggio nelle moschee, mostrano il rituale, atroce, della macellazione degli animali vivi e una dirigente, davanti a timide critiche, non ha coperto il disprezzo: “Se non gli piace, non lo guardassero”. Ma tutti sanno che se uno si sottrae passa i suoi guai e può venire cacciato, bocciato. Se fa una strage no, se non si adegua all’islamismo culturale sì. I cantanti cialtroni frignano o manifestano “per Gaza”, ossia per le proprie intraprese, e lapidano i vecchi come De Gregori che li conoscono benissimo essendoci passati a loro tempo: per i cristiani macellati in Nigeria, in mezzo mondo, nello stesso occidente vile e sottomesso, neppure una parola, solo il disinteresse più sprezzante e spregevole. In Veneto, a Romislamabad, a Mediolanistan si scanna all’ingrosso, l’Africa tribale e criminale rovesciata in Italia imperversa e tutto sembra normale come pare normale non poter più uscire di casa con la certezza di rientrarvi. Adesso ci si è accorti che all’ombra del Duomo dettano legge pure le gang criminali dei latinos, tutti ne scrivono, tutti che fanno le loro inchieste tardive e omertose perché se non dici che nella lunga infinita via Padova di Milano le “pandillas” sono arrivate trent’anni fa e nessuno le ha mai fermate, che se la vedevano già allora coi magrebini e gli “africa2, ciascuno i suoi machete, le sue rivoltelle, in una coabitazione esplosiva divenuta egemone, allora non fai buona informazione ma il contrario, fai propaganda.Le giunte quasi sempre di sinistra, non sempre di sinistra, non li vedevano i boss delle rispettive mafie sui macchinoni neri e lerci lungo via Padova, non le vedevano le guardie armate davanti ai palazzi, negli androni, non sapevano degli sbudellati e financo decapitati? Solo io li vedevo io che a Milano neanche ci abito? E adesso devo leggere sui giornali quello che andavo scrivendo venti, venticinque anni fa. La cosa allucinante è che in poche ore dobbiamo assorbire una quotidianità inesorabile a base di stragi, attentati, carambole di bambini criminali inseguiti dalla polizia, incaprettamenti di strada, accoltellamenti, professori felloni che si fanno prendere a cinghiate e non fiatano, anzi abbracciano, magrebini con la scure (in Veneto), omicidi di stazione (a Milano Certosa), africani col machete (a Milano Centrale), jihadisti di 15 anni, terroristi malinconici, una follia circolare dalle Alpi al Lilibeo e dappertutto si chiudono gli occhi, si lascia libero accesso ai soli clandestini criminali, agli antifà che ci vanno insieme, ai pro Hamas che organizzano la sovversione e la eversione “dal basso” di concerto con l’islamismo radicale.Leggi anche: Sfodera l’accetta e lo colpisce alla schiena: i maranza seminano il panico in piazzaHa ragione Valditara: quei maranza aggressori vanno denunciatiE tutto sembra fatale più che normale, se uno fa il mestiere suo, cioè mette insieme i mille traumi dell’inferno quotidiano, passa per rompicoglioni, per guastafeste. Ma ci odiano e ci odiamo come spetta ai vermi. “Roma è nostra, Milano è nostra, Modena è caduta”. Anche Parigi? Sì, anche Parigi, anche Londra, ma non è una gran consolazione. E nessuno si oppone, al massimo senti dire da un potere sempre più avulso e blindato: va beh, adesso non ne facciamo una questione, non creiamo allarmismi. Ma sì, a che serve allarmarsi ancora se un ministro di un partito creato da Berlusconi in funzione anticomunista e traghettato verso l’alleanza o la saldatura col neocomunismo opportunistico e irresponsabile arriva a rivendicare improbabili origini saladine?Che resta da dire, se non che questa Repubblica italiana, europea figlia della retorica resistenziale e consumistica, della presunzione europeista degli Spinelli e dei Rossi, a conti fatti è durata un amen e si consegna a un feticismo sessuale per i cannibali, qualcosa di talmente deviato, talmente malato che neppure i parolai della insoddisfazione consumistica, come Pasolini, avrebbero saputo credere?Max Del Papa, 2 giugno 2026L'articolo I “NUOVI EUROPEI” CI ODIANO proviene da Nicolaporro.it.