Le pillole di Polly: recensione di “Treno infernale per l’Angelo rosso” di Franck Thilliez

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L’inferno esiste, eccome.Di sicuro, esiste l’inferno sulla Terra. Lo conosce bene il commissario Franck Sharko, che da troppo tempo vive il più terribile degli incubi. E il peggio è che il risveglio da quel sogno orribile non arriva mai.La disgrazia del poliziotto è cominciata sei mesi prima, quando Suzanne, la moglie, un brutto giorno non è tornata a casa. Da allora, è sparita nel nulla.Sharko e Suzanne avevano i loro problemi di coppia, certo. Come tutte le mogli dei poliziotti, mal sopportava anche lei le continue assenze del marito, e ancora meno il fatto che ogni giorno poteva essere quello buono per vederselo riportato a casa chiuso in una bara.Tuttavia, Sharko non ha mai pensato che Suzanne se ne sia andata perché aveva intenzione di lasciarlo; si amavano, e stavano anche cercando di avere un figlio. Ma se sua moglie non l’ha abbandonato, significa che qualcosa le impedisce di tornare da lui. Dunque, o è in pericolo o è morta.E questo dubbio logora Sharko dal di dentro, risucchiandogli ogni singola goccia del suo sangue, fino a lasciarlo sfinito.Come se non bastasse, il lavoro lo porta ad indagare su uno dei delitti più efferati a cui abbia mai assistito nel corso della sua carriera. In un paesino alle porte di Parigi è stato ritrovato il cadavere di una donna, e tutto lascia pensare che sia stata sottoposta a torture indicibili prima di essere assassinata. Probabilmente, le sevizie che la poveretta ha subito sono collegate a pratiche sadomaso estreme, anche se il fatto che sul suo corpo non risultino tracce di violenza sessuale farebbe pensare il contrario.Così, Sharko si trova ad aggiungere al suo inferno personale l’inferno a cui deve assistere per lavoro, senza poter fare nulla per sfuggire né all’uno, né all’altro.E se vuole combattere il Male, dovrà fare i conti con una realtà raccapricciante oltre ogni immaginazione.E ci sarà un prezzo da pagare.“Treno infernale per l’Angelo rosso” è il romanzo di esordio dello scrittore ed ingegnere francese Franck Thilliez. Protagonista dell’opera è il commissario Franck Sharko, che poi ricomparirà in una dozzina di romanzi successivi dell’autore, non tutti tradotti in italiano.Il libro, uscito in Francia nel 2004, non è di facile lettura. È fortemente disturbante per una chiara scelta dello scrittore, al quale interessava descrivere il Male, specie quello che si cela sotto una spessa cortina di perbenismo. Così, il lettore viene catapultato nel pericolosissimo mondo della criminalità collegato al sadomaso; ma soprattutto, si ritrova spettatore impotente di sevizie crudelissime ai danni di esseri umani ed animali, passando anche per un luogo che, in genere, è talmente disgustoso che viene evitato anche dal più raccapricciante dei film dell’orrore: uno stabilimento dove si pratica la vivisezione.Se il lettore è in grado di sopportare un orrore del genere, potrà notare i tanti pregi dell’opera, che è scritta benissimo, con personaggi veramente ben delineati ed una trama avvincente, ricca com’è di suspense e colpi di scena.Bisogna sentirsela, e capire se, per la propria sensibilità personale, il gioco vale la candela.Federica Focà