Ambizione: quando il successo diventa una trappola

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I social ci bombardano giornalmente di messaggi in cui ci spingono a dare il massimo, a volere di più, a non accontentarci di ciò che abbiamo: ma quanto è giusto essere ambiziosi? C'è un limite che non è il caso di superare, oppure dobbiamo spingere i nostri desideri al massimo?Secondo quanto scoperto da uno studio pubblicato su Physical Review E, il livello corretto di ambizione è appena sopra la media.. Ambiziosi ma non troppoI risultati derivano da un modello matematico, che gli autori hanno utilizzato per trovare la migliore strategia in vari ambiti (lavorativo, sentimentale, politico): a ogni step, il ricercatore decideva se fermarsi, accontentandosi dell'obiettivo che aveva raggiunto, o proseguire per raggiungere mete più ambiziose.. Gli autori ottenevano i risultati migliori in media quando adottavano un livello di ambizione leggermente sopra la media, ma non eccessivamente elevato.Sorprendentemente, fissare le proprie aspettative troppo alte faceva ottenere risultati peggiori rispetto a fissarle troppo basse.. Rischio e ambizione: un occhio ai risultatiPer stabilire il livello ideale di ambizione, è necessario anche tenere conto dei possibili risultati: quando gli esiti sono incerti o probabilmente negativi (per esempio in politica economica, dove le recessioni tendono a essere peggiori dei momenti di prosperità), conviene essere più ambiziosi rispetto alla media, evitando però rischi inutili.. Al contrario, in ambiti come l'imprenditoria, dove poche startup di successo (i cosiddetti "unicorni") alzano la media in modo artificioso, puntare troppo in alto rispetto a quella media gonfiata si rivela controproducente.. Non guardare chi (forse) ha più successo di teUn altro elemento importante che emerge dallo studio è l'importanza di non confrontarsi con chi sembra fare meglio di noi. Farlo è controproducente, fa calare le prestazioni e ci fa sentire costantemente insoddisfatti, facendoci sfuggire traguardi raggiungibili.. «È bello lasciarsi ispirare dai successi altrui, ma concentrarsi solo sui nostri pari di maggior successo distorce la percezione di ciò che è realmente raggiungibile», afferma Ryan Langendorf, uno degli autori, che ci ricorda inoltre che non sempre ciò che vediamo corrisponde alla realtà, soprattutto se è veicolato dai social media, dove post e reel non sono altro che una «versione curata e selezionata della realtà»..