Considerato che la montagna, come meta turistica, sta sempre prendendo più piede, quest’anno, in occasione del ponte del 2 giugno, focalizziamo l’attenzione sulla fruibilità delle zone montane da parte delle persone con disabilità. In questa direzione, negli ultimi anni, un grande lavoro è stato compiuto dal Club Alpino Italiano (CAI), promuovendo l’escursionismo adattato, realtà in grado di trasformare i sentieri di montagna in spazi di reale inclusione.Chiave di volta di questo impegno non indifferente è la Joelette, una speciale carrozzina monoruota da fuori strada, che prende il nome dall’azienda francese che la produce; munita di ammortizzatori e bracci anteriori e posteriori, permette alle persone con disabilità motoria di percorrere sentieri sterrati che altrimenti non potrebbero farlo in autonomia. L’ausilio richiede l’impiego di quattro volontari CAI, che non solo gestiscono l’equilibrio, la trazione, la frenata, ma costruiscono un’esperienza di vita e di relazione con il trasportato, l’accompagnatore e il caregiver, in piena condivisione con la montagna. Infatti, la montagnaterapia e l’escursionismo adattato, attività svolte da alcune sezioni del CAI, vanno ben oltre il semplice trasporto: portare una persona con la Joelette può essere definita “l’avventura della lentezza”; e nello stesso tempo, incarna molto bene il motto: “Da soli si va veloci, insieme si va lontano” nel senso che sulla Joelette si pesa il passeggero che appoggia sulla ruota centrale, ma lo sforzo e la responsabilità vengono condivsi, creando così un legame umano fortissimo tra passeggeri, familiari e volontari, dove le barriere fisiche e sociali si annullano passo dopo passo.Riportiamo alcune esperienze significative fatte da alcune sezioni del CAI, meritevoli di attenzione.La sezione piemontese di Novara sta portando avanti il progetto “Diversamente Escursion – Able“, consistente in diversi azioni: l’individualizzazione e il censimento di percorsi accessibili sul territorio, rendendola disponibile attraverso una pubblicazione sia cartacea, sia sul web; nel frattempo, vengono organizzate escursioni accessibili per persone che fino ad ora erano impossibilitate a fare questi percorsi. Tutto ciò è reso possibile grazie alla collaborazione con le associazioni del territorio novarese. In particolare, la sezione CAI Est Monterosa ha realizzato un sito internet con tutte le informazioni sull’accessibilità dei sentieri e degli ausili necessari per percorrerli di tutto il territorio della provincia di Novara. Questa singola progettualità si inserisce in un’ottica molto più ampia che ridefinisce il paradigma della montagna del Nord e del Centro Italia: la stessa montagna non è più considerata come un’esperienza da vivere in modo individualistico, solitario e competitivo, ma un contesto collettivo, dove la vetta diventa uno spazio da condividere.Proprio per questa nuova visione della montagna, oltre alla progettualità del CAI, diverse località montane stanno prestando molta attenzione all’accessibilità e alla fruibilità da parte delle più persone possibili, comprese quelle con disabilità. Sicuramente, grazie alle Olimpiadi e Paralimpiadi Milano – Cortina, le montagne lombarde sono state rese il più possibile accessibili. Infatti, negli ultimi due anni è stato dato un grande impulso al progetto STAI (//invisibili.corriere.it/2023/02/25/bergamo-brescia-capitali-della-cultura-non-solo-accessibilita-anche-formazione-nel-lavoro-per-le-persone-con-disabilita/), iniziato nel 2022, con la finalità di promuovere un turismo sempre più accessibile e inclusivo, incentivando la presenza di turisti con disabilità e dei loro accompagnatori. Ciò consiste nella realizzazione di infrastrutture e organizzazione dei servizi accessibili; creazione di nuove opportunità e competenze anche per le persone con disabilità; divulgazione una cultura dell’accessibilità incentrata sulla qualità dei servizi e prodotti turistici.Il Trentino Alto Adige, per cultura e tradizione, è uno dei territori montuosi maggiormente accessibile e fruibile, ne sono testimonianza il sito “Trentino per tutti – per una vacanza accessibile” dove sussiste un ottimo mix tra le proposte mirate degli operatori e l’esperienze delle associazioni; e il sito “Dolomiti accessibili – Visit Dolomites” in cui i percorsi vengono descritti dettagliatamente, in modo tale che chiunque, prima della partenza, può valutarne pendenze, fondi stradali e punti di sosta. Particolarmente, dedicato al turismo accessibile è il sito di Visit Paganella, dove si trovano proposte dedicate, come, percorsi in bici da fare in tandem e handbike, provvisti da parcheggi e punti ristoro accessibili; la visita al Museo Etnografo Trento è possibile effettuarla in piena autonomia grazie alle informazioni in CAA, e alla presenza di un montacarichi per superare i dislivelli originali della struttura; il Parco del Respiro dove ci sono vari ambienti archetipo ma tutti completamente accessibili.La Valle d’Aosta ha realizzato il sito “Home – In alto con le ruote”, portale dedicato ai percorsi accessibili; i grandi dislivelli sono stati tracciati in modo tale che siano alla portata da tutti.In Emilia Romagna il consorzio ExtraBo ha creato il sito sul turismo accessibile dove è possibile trovare tutte le informazione inerente l’accessibilità dei percorsi del crinale appenninico, per vivere il territorio in totale sicurezza.Il Friuli Venezia Giulia promuove il turismo accessibile attraverso il progetto “Una Regione per Tutti”, sia per il mare, sia per la montagna. La progettualità consiste di costruire un ambiente fruibile da tutti, che si fonda sui principi di uguaglianza e di pari dignità di tutti i cittadini; e nello stesso tempo dare il più possibile le informazioni a tale proposito.Siamo pienamente consapevoli che questo articolo non esaurisce il discorso dell’accessibilità della montagna; continueremo a indagare sulle possibilità che offrono altre zone dell’Italia.