Olimpiadi, Roma e Napoli pensano al 2036 – Michetti: “Manifestazioni mondiali lasciano opere, non debiti”

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L’Italia continua a discutere degli stessi problemi senza riuscire a compiere passi concreti in avanti. È questa la riflessione di Enrico Michetti, che individua nella mancanza di una visione strategica condivisa uno dei principali ostacoli allo sviluppo del Paese. In questo senso i giochi Olimpici a Roma potrebbero essere una grande opportunità di investimento.Negli ultimi decenni l’Italia ha progressivamente ceduto quote importanti del proprio patrimonio pubblico senza riuscire a trasformare quelle risorse in nuovi strumenti di crescita nazionale. Le liberalizzazioni e alcuni processi legati all’integrazione europea hanno consentito la privatizzazione di asset costruiti grazie ai sacrifici degli italiani. Tuttavia, sostiene Michetti, quelle risorse non sarebbero state utilizzate per creare un nuovo patrimonio produttivo nazionale. Al loro posto si sarebbero affermate grandi multinazionali che oggi esercitano un ruolo dominante nell’economia. Per questo motivo, secondo l’esponente politico, appare contraddittorio che parte del mondo imprenditoriale critichi oggi gli effetti della globalizzazione e invochi un ritorno alla sovranità economica dopo aver sostenuto politiche che hanno ridotto i vincoli a tutela del patrimonio pubblico. Michetti esprime inoltre forti perplessità sull’ipotesi di continuare ad aumentare il debito pubblico attraverso nuovi programmi di spesa. Il riferimento è anche alle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rispetto alle quali invita a una riflessione sull’effettiva capacità di generare sviluppo duraturo. Nel corso del suo intervento affronta anche il tema dei grandi eventi internazionali, in particolare le Olimpiadi. Pur riconoscendo che in alcuni casi tali manifestazioni possano trasformarsi in occasioni di spreco e cattiva gestione, come sostiene sia avvenuto a Rio de Janeiro, Michetti distingue nettamente tra investimenti improduttivi e opere che producono benefici permanenti per il territorio. Come esempio positivo cita le recenti Olimpiadi di Parigi, dove gran parte delle risorse sarebbe stata utilizzata per la riqualificazione urbana, il rifacimento delle piazze, delle infrastrutture e della viabilità cittadina. In questo caso, secondo Michetti, l’evento sportivo avrebbe rappresentato uno strumento per finanziare interventi strutturali destinati a migliorare la città nel lungo periodo. Anche le Olimpiadi di Roma del 1960 vengono indicate come un modello di investimento pubblico produttivo. Michetti ricorda come quell’evento abbia contribuito alla realizzazione di importanti infrastrutture, tra cui l’aeroporto internazionale della capitale, numerosi sottopassi e opere di urbanizzazione che hanno trasformato vaste aree della città. Tra gli interventi più significativi cita la costruzione del Villaggio Olimpico e il trasferimento di molte famiglie che vivevano in condizioni di forte disagio abitativo. A ciò si aggiunsero il potenziamento delle reti elettriche e telefoniche, nuovi impianti di depurazione e numerose opere di collegamento nelle zone periferiche e suburbane. Per Michetti, i costi sostenuti per tali interventi non possono essere considerati semplicemente come debito o spesa improduttiva, ma devono essere valutati come investimenti destinati a generare valore nel tempo. «Sono costi di urbanizzazione», osserva, paragonandoli a quelli sostenuti da una famiglia per acquistare una casa attraverso un mutuo: una spesa impegnativa, ma finalizzata alla costruzione di un patrimonio.The post Olimpiadi, Roma e Napoli pensano al 2036 – Michetti: “Manifestazioni mondiali lasciano opere, non debiti” appeared first on Radio Radio.