Tutti contro il PD, anche quelli di sinistra

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C’è una figura che negli ultimi anni sta diventando sempre più popolare nel dibattito politico italiano: il critico professionista. Quello che sale sul palco, prende il microfono e, con aria grave e sguardo assorto, spiega a tutti che le cose non funzionano.Tra gli esponenti emergenti di questa scuola di pensiero troviamo anche Raffaele Giuliani, giovane promessa delle italiche sinistre, che sembra aver individuato il problema fondamentale della politica italiana: il Partito Democratico non ha visione. Il campo largo non ha visione. Le alleanze non funzionano. I dirigenti sbagliano. Le strategie sono inefficaci. Una diagnosi impietosa. Peccato che, terminata la diagnosi, finisca anche la terapia.Perché il punto è proprio questo: dire che qualcosa non funziona è la parte più facile del lavoro. Non servono particolari doti politiche per elencare ciò che non va. È un esercizio che riesce benissimo a milioni di italiani davanti a un caffè, a un aperitivo o sotto qualsiasi post sui social. In Italia, del resto, siamo tutti commissari tecnici della Nazionale, economisti della Banca Centrale e strateghi di partito. Almeno fino all’ora di cena.Il giovane astro nascente della critica permanente sembra infatti coltivare una convinzione piuttosto diffusa: che individuare i problemi equivalga automaticamente ad avere una visione. Ma non è esattamente così che funziona. Dire che il PD non ha una linea è fin troppo semplice. Ma quale sarebbe la tua? Dire che manca una prospettiva appare persino scontato. Ma quale sarebbe la prospettiva alternativa?Sono domande che, curiosamente, restano sempre sospese. Tante critiche. Zero soluzioni. Molte diagnosi. Nessuna prescrizione. Eppure il dibattito pubblico è ormai pieno di questi specialisti dell’ovvio. Persone che passano il tempo a spiegare perché tutti sbagliano, senza mai correre il rischio di avanzare una proposta concreta. Del resto, proporre significa esporsi. Significa poter essere criticati. Significa assumersi una responsabilità.Molto più comodo salire in cattedra e distribuire insufficienze, senza il fastidio di dover mai sostenere un esame. A voler essere generosi, si potrebbe dire che Giuliani rappresenta perfettamente una certa cultura politica contemporanea: quella che confonde l’analisi con l’azione, la critica con il progetto, la demolizione con la costruzione.Se il PD non ha visione, se il campo largo non ha visione, se la sinistra non ha visione, allora qualcuno dovrebbe avere il coraggio di spiegare quale visione propone al loro posto. Non in forma di slogan, allusioni o sentenze da social e da salotto televisivo, ma con idee, priorità e obiettivi concreti. Altrimenti si resta nella categoria più affollata della politica italiana: quella dei professionisti del “così non va”. Una categoria nella quale, con tutto il rispetto, non servono geni né fenomeni social.Salvatore di Bartolo, 1 giugno 2026L'articolo Tutti contro il PD, anche quelli di sinistra proviene da Nicolaporro.it.