I capelli rossi e il ‘gene di Sinner’, quali sono i veri effetti per la salute

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Tempi duri per chi ha la ventura di avere i capelli rossi. Nei giorni scorsi la mutazione del gene MC1R è finita al centro delle cronache in seguito al crollo di Jannik Sinner al Roland Garros, in una Parigi in piena canicola. Tra minor tolleranza al caldo, farmaci che non fanno effetto e rischi melanoma, c’è di che preoccuparsi. Ma cosa comporta davvero la mutazione del gene MC1R in termini di vulnerabilità al melanoma, ma anche al caldo e al dolore? LaSalute di LaPresse lo ha chiesto al genetista Giuseppe Novelli, dovente all’Università di Roma Tor Vergata.Melanoma, gene e sole“Le varianti del gene MC1R riducono la capacità di produrre eumelanina, il pigmento scuro che protegge dai raggi UV, e favoriscono invece la produzione di feomelanina (il pigmento rosso/giallo). La feomelanina ha due caratteristiche problematiche: scarsa protezione UV rispetto all’eumelanina, può anche agire come fotosensibilizzatore, amplificando i danni ossidativi indotti dalla luce”, spiega il genetista. Ma attenzione, “il rischio di melanoma non dipende solo dall’esposizione al sole. Uno studio del 2012 su modello animale ha dimostrato che topi con la mutazione MC1R, (l’equivalente dei capelli rossi) sviluppano melanomi anche senza esposizione ai raggi UV, attraverso un meccanismo di danno ossidativo indotto dalla feomelanina stessa”, avverte. Insomma, “i rossi hanno un rischio più alto di melanoma non solo per scottature, ma per una vulnerabilità intrinseca. E il pericolo è particolarmente marcato nelle donne con varianti MC1R. Nei maschi servono almeno due varianti per avere un aumento significativo del rischio”.Caldo, gene dei capelli rossi e termoregolazioneCosa sappiamo invece sulla resistenza al caldo e ai farmaci di chi ha chiome di fuoco? “Nel caso del caldo (termoregolazione fisiologica) non esistono prove che le persone con varianti del gene MC1R abbiano una termoregolazione alterata. Il loro corpo riesce a sudare, smaltire calore e mantenere la temperatura interna: funziona come quello di chiunque altro. La sensazione soggettiva è un’altra cosa: alcuni studi suggeriscono che i rossi possano percepire il calore come più fastidioso, ma ciò non si traduce in una difficoltà oggettiva di raffreddamento”, chiarisce Novelli.Jannik Sinner al Rolland Garros, 28 maggio 2026. (AP Photo/Thibault Camus)Farmaci e sensibilità al doloreC’è poi un’altra questione aperta sui rossi, quella legata alla sensibilità al dolore e ai farmaci. “Qui la ricerca è attiva, ma non ancora definitiva – risponde lo specialista – Nel caso degli anestetici locali (es. lidocaina) diversi studi riportano una ridotta efficacia nei soggetti con capelli rossi. Una ricerca su Anesthesiology ha documentato che servono dosi più alte per ottenere lo stesso effetto”. “Per gli oppioidi (antidolorifici) gli effetti sono contrastanti. Alcuni studi mostrano risposte diverse a seconda del tipo di oppioide e del sesso del paziente. Quanto all’anestesia generale, i risultati sono incoerenti. Alcuni studi suggeriscono maggiori necessità, altri non rilevano differenze. La cautela è necessaria perché, nonostante le associazioni interessanti, i risultati restano inconsistenti a causa di campioni piccoli e disomogeneità metodologiche. Insomma, servono studi più ampi e randomizzati” sul gene dei capelli rossi, dice il genetista. Caldo e termoregolazione: occhio alle trappoleE torniamo al caldo. Perché è un errore confondere la sensibilità con la termoregolazione? “Questa è la distinzione più importante, ma anche quella più spesso trascurata nel giornalismo scientifico. Immaginiamo due persone in una stanza a 38°C. Il rosso sente il caldo come più fastidioso (sensibilità alterata) ed è portato ad uscire prima o ad accendere il condizionatore, ma la sua temperatura interna, la sua frequenza cardiaca, il suo tasso di sudorazione sono uguali a quelli del bruno (termoregolazione integra). Confondere questi due piani significa trasformare un disagio soggettivo in una vulnerabilità oggettiva, alimentando un allarmismo ingiustificato”.Si cade di nuovo nella trappola del falso legame causa-effetto, comune per chi racconta la scienza? “Sì, e questo è il punto centrale della questione. E’ una sorte di post hoc ergo propter hoc (dopo di ciò, quindi a causa di ciò). Insomma Sinner ha i capelli rossi, Sinner ha avuto un malore sotto il sole, il malore è causato dai capelli rossi. Questa inferenza non è valida per tre ragioni”, sostiene Novelli, autore insieme a Enrico Orzes di ‘Leggere i geni. Viaggio nelle meraviglie del Dna’ (Egea).Il caldo, il gene dei capelli rossi e tre punti chiave“Non esiste un meccanismo biologico dimostrato per cui MC1R alteri la termoregolazione, quindi non c’è una base plausibile per il legame causale. Ma, anche se statisticamente le persone con i capelli rossi avessero più episodi di reazioni al calore (dato non dimostrato), non ne deriverebbe che la causa sia il gene. Potrebbero esserci fattori di confondimento (ad esempio la tendenza a esporsi meno al sole, quindi una minore acclimatazione). Infine il singolo caso non prova nulla: la medicina basata sulle evidenza insegna che non si possono trarre conclusioni da un caso. Per affermare che MC1R sia all’origine dei colpi di calore servirebbero studi epidemiologici su migliaia di soggetti, con controlli appropriati”, scandisce il genetista. Questione di numeriLe persone con capelli rossi sono l’1-2% della popolazione globale. “Se la loro predisposizione ai colpi di calore fosse reale e clinicamente rilevante, dovremmo osservare una sovrarappresentazione massiccia nei pronto soccorso durante le ondate di calore. Dovrebbero poi esserci linee guida specifiche per atleti, militari e lavoratori con capelli rossi e studi epidemiologici che documentano il fenomeno. Niente di tutto ciò esiste”, sottolinea il docente.Lo specialista punta il dito contro la “tendenza giornalistica a ‘genetizzare’ qualsiasi evento che coinvolga una persona con un carattere fenotipico evidente. È un modo affascinante e semplificato di raccontare una storia, ma non è scienza. È, per l’appunto, un falso legame causa-effetto che alimenta stereotipi, più che la conoscenza”, chiosa Novelli. Insomma, per svelare appieno il mistero dei gene dei capelli rossi e i suoi impatti sulla salute, occorrono approfondimenti e studi ad hoc.Questo articolo I capelli rossi e il ‘gene di Sinner’, quali sono i veri effetti per la salute proviene da LaPresse