Bisignani replica alla Lazio in diretta: “Vendita? Non parlavo di trattative recenti e così facendo confermano”

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Luigi Bisignani, giornalista e uomo di comunicazione tra i più influenti d’Italia, è intervenuto in diretta su Radio Radio Lo Sport per rispondere alla smentita della S.S. Lazio, che ha definito «priva di fondamento» la notizia — pubblicata sul quotidiano Il Tempo — di un’offerta da 450 milioni di euro formulata da JP Morgan per l’acquisizione del club. Un intervento a tutto campo che va ben oltre la querelle finanziaria: al centro, il destino di un brand sportivo tra i più storici d’Italia e il rischio di un danno culturale e reputazionale difficilmente reversibile.La smentita che confermaLa risposta della Lazio al pezzo di Bisignani è arrivata poche ore dopo la pubblicazione, con un comunicato ufficiale in cui la società esclude categoricamente qualsiasi proposta, manifestazione di interesse o interlocuzione riconducibile a JP Morgan avente ad oggetto l’acquisizione del club, annunciando contestualmente una segnalazione alla Consob per la diffusione di informazioni «suscettibili di alterare la regolare formazione del prezzo del titolo».Bisignani non si è detto sorpreso, ma ha subito chiarito il contesto: «Quella che ho citato è una trattativa di parecchi anni fa, non un fatto attuale. JP Morgan era da tramite tra un possibile investitore e la Lazio, e chi ha seguito la vicenda mi ha confermato con un ‘no comment’. Una smentita di questo genere è totalmente inutile: conferma la notizia, non la smonta. Non si dà mai una smentita, perché avvalora quello che si è detto».Punto, per Bisignani, in ogni caso accessorio rispetto al cuore del suo articolo: «Citavo quella trattativa per dimostrare quanto la Lazio possa essere appetibile sul mercato internazionale. Era un segnale di forza, non una polemica».Secondo Bisignani, il nodo cruciale non è l’assenza di interesse da parte di fondi e investitori, bensì la valutazione che il presidente Claudio Lotito attribuisce al club: «Nel corso degli anni moltissimi fondi si sono avvicinati alla Lazio, ma la cifra che Lotito ha in testa è talmente spropositata rispetto al mercato che tutti, dopo un attimo, si allontanano. Tutto il calcio italiano è in svendita: piccole squadre di B o di C vengono acquistate a prezzi ragionevoli, mentre la Lazio rimane fuori mercato nella testa del suo presidente».Una dinamica che Bisignani collega anche alla partita più ampia dello stadio: «Lotito sta facendo un calcolo da grande imprenditore — mettere insieme squadra e Stadio Flaminio per poi presentarsi al mercato con un asset molto più interessante. Ma i tempi tecnici ci dicono che lo stadio, tra Soprintendenza e conferenza dei servizi, non arriverà prima di sei anni. Possiamo andare avanti con questo clima e con il salone dell’Olimpico vuoto?»L’isolamento politico e l’eredità di BerlusconiSul piano politico, Bisignani traccia un quadro altrettanto preoccupante: «L’isolamento di Lotito riguarda sia il mondo Lazio sia Forza Italia. Il peso dei tifosi si è fatto sentire anche nel partito — basti ricordare i manifesti durante il referendum, quando i laziali annunciarono di votare ‘no’ per protesta contro il presidente. Tutto questo ha generato preoccupazione anche ai vertici del partito».L’unico interlocutore in grado di fare breccia su Lotito, secondo Bisignani, non c’è più: «Il politico giusto per parlargli era Silvio Berlusconi, l’unico che lui ascoltava e stimava. Su tutti gli altri Lotito si considera una spanna sopra. Urbano Cairo, che di Berlusconi è stato una sorta di allievo, quando ha visto la mala parata a Torino ha scelto di aprirsi a soci stranieri — un percorso che Berlusconi avrebbe suggerito anche a Lotito».Nel pezzo, Bisignani aveva citato una serie di figure di primo piano del mondo finanziario e istituzionale — da Masi e Maiolini della Banca del Fucino a Nattino di Finnat, da Ferranti di Mediocredito Centrale al direttore generale del MEF, fino a esponenti di Soro e Deloitte — indicandole come potenziali interlocutori per trovare una soluzione sostenibile, magari coinvolgendo un fondo internazionale.«Dopo l’articolo le ho sentite tutte — ha confermato Bisignani — e sarebbero prontissime a sedersi attorno a un tavolo. Nessuno vuole strappare la Lazio a Lotito. Il modello da seguire è quello di Percassi e dell’Atalanta: una grande famiglia imprenditoriale che ha saputo vincere in Europa, tenendo la presidenza e aprendo a capitali esterni».La lettera d’amoreAl di là della dimensione finanziaria, Bisignani ha voluto ribadire l’anima profonda del suo intervento: «La mia era una lettera d’amore. Quando si è innamorati di qualcosa e la delusione è così grande, vengono fuori certi sentimenti. Quello che vedo è la perdita di credibilità di un brand straordinario. La Lazio non può essere di un presidente: i presidenti passano, la Lazio resta. È patrimonio dei suoi tifosi».Un dolore anche familiare: «Ho i miei nipotini che escono dallo stadio piangendo. È difficile far crescere dei nipoti laziali oggi. Mio nonno Felice prese una multa per portare la tessera per il cibo ai giocatori della Lazio durante la guerra: la fede biancoceleste si passa di padre in figlio, da sempre».Il messaggio finale a Claudio Lotito è tanto semplice quanto diretto: «Claudio, cerca di farti di nuovo un pochino amare. In molti siamo ancora pronti a stare vicino alla squadra».The post Bisignani replica alla Lazio in diretta: “Vendita? Non parlavo di trattative recenti e così facendo confermano” appeared first on Radio Radio.