La disfatta elettorale subita con il voto di midterm ha aperto la stagione dei regolamenti di conti nel Partito repubblicano. E mentre Donald Trump cerca di contenere i danni della sconfitta, a Washington è già cominciata la caccia ai responsabili. Il primo a rischiare il posto è il segretario alla Difesa Pete Hegseth, sul quale potrebbe abbattersi un voto di impeachment già la prossima settimana. Ma a tremare sono anche gli equilibri della Casa Bianca: il segretario di Stato Marco Rubio starebbe valutando le dimissioni per prendere le distanze dal presidente e preparare la propria corsa alla successione nel 2028, dopo che già il vicepresidente JD Vance ha attribuito alla guerra con l’Iran la causa della debacle elettorale. Per Hegseth, fino a ieri uno degli uomini più fedeli al tycoon, la situazione si è fatta improvvisamente pericolosa. Le accuse mosse a HegsethSecondo la Cnn, diversi esponenti repubblicani sarebbero pronti a sacrificarlo per scaricare su di lui la responsabilità politica della disastrosa guerra contro Teheran, che ha contribuito alla sconfitta elettorale del partito. Il deputato repubblicano Thomas Massie, da tempo critico nei confronti dell’amministrazione, ha annunciato l’intenzione di forzare un voto sull’impeachment quando il Congresso tornerà a riunirsi, la prossima settimana. Fonti repubblicane citate dalla Cnn ritengono possibile l’approvazione della messa in stato d’accusa alla Camera. L’accusa politica è pesante: Hegseth avrebbe convinto Trump a lanciarsi nell’avventura iraniana senza una strategia d’uscita, trascinando gli Stati Uniti in un conflitto impopolare. Una ricostruzione che ha però il sapore del capro espiatorio. La decisione finale di attaccare Teheran è stata del presidente, comandante in capo delle forze armate. Ma nel partito, dopo la batosta elettorale, cresce la tentazione di salvare Trump, sacrificando uno dei suoi uomini più esposti. Il presidente, almeno per ora, continua a difendere il capo del Pentagono. “Ho tutta l’intenzione di tenerlo”, ha detto a Abc News. Un eventuale impeachment alla Camera, peraltro, non comporterebbe automaticamente la destituzione: servirebbe una condanna del Senato con una maggioranza di due terzi. Ma il significato politico di una rivolta repubblicana sarebbe devastante.Ipotesi fuga in avanti per Marco Rubio, che punta alle Presidenziali 2028Ancora più insidiosa, per il futuro dell’amministrazione, è la partita che si starebbe aprendo attorno a Marco Rubio. Secondo il quotidiano britannico “The Independent”, il segretario di Stato starebbe considerando l’ipotesi di lasciare l’amministrazione per costruirsi un’identità politica autonoma in vista delle presidenziali del 2028. L’indiscrezione, attribuita a fonti vicine al politico della Florida, non ha trovato conferma ufficiale. Il calcolo sarebbe semplice: restare legato a un presidente indebolito, e destinato a diventare sempre più un’anatra zoppa, rischia di compromettere le ambizioni di chi vuole ereditarne il potere. Rubio dovrebbe inoltre misurarsi con il vicepresidente JD Vance, altro aspirante alla successione e interprete più diretto dell’eredità ‘Maga‘. Per Trump si profila così una prospettiva forse più umiliante della sconfitta elettorale: assistere alla progressiva emancipazione dei suoi fedelissimi. Hegseth rischia di diventare il sacrificio necessario per placare gli elettori. Rubio potrebbe essere il primo a scegliere la fuga. Questo articolo Elezioni midterm Usa 2026, rischio impeachment per Hegseth. Voci di “fuga” per Rubio proviene da LaPresse