Attivisti di sinistra coi metodi nazisti: rimossi dalla libreria solo i titoli “di destra”

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A quanto pare, la libertà di informazione e il pluralismo sono valori sacrosanti, ma fino a quando non ci si imbatte in giornali e pubblicazioni che non piacciono. È quanto viene da chiedersi guardando a quello che è successo venerdì scorso alla stazione di Montparnasse, a Parigi, dove una trentina di attivisti hanno preso di mira un negozio Relay, accusato di dare troppo spazio a giornali e libri vicini alla destra e all’estrema destra.L’azione, organizzata dalle associaizoni di estrema sinistra Alternatiba insieme al collettivo ANV-Cop 21, è stata piuttosto scenografica. In pochi minuti i militanti hanno svuotato gli espositori dei quotidiani e parte degli scaffali delle riviste, riempiendo una ventina di scatoloni da trasloco che hanno poi sistemato all’ingresso del negozio. Hanno delimitato l’area con nastri adesivi recanti la scritta «scena del crimine climatico» e mostrato cartelli inequivocabili: «Relay disinforma, SNCF Castex complice» e «La propaganda di estrema destra uccide».Nel mirino c’è Vincent Bolloré, il miliardario conservatore che controlla il gruppo Lagardère, proprietario della catena Relay, ma anche Jean Castex, presidente della compagnia ferroviaria SNCF. «Chiediamo imparzialità e neutralità dello spazio pubblico perché le stazioni appartengono a tutti», ha spiegato Zoé Pélégry, portavoce di Alternatiba. A suo dire, la SNCF non dovrebbe concedere una posizione privilegiata a un imprenditore che non nasconde il proprio orientamento politico.Per carità, l’azione in totale è durata 30 minuti senza l’uso della violenza (cosa abbastanza rara ultimamente in Francia, vedi le azioni studentesche delle ultime settimane), ma ha aperto uno scenario abbastanza pericoloso.Perché c’è un particolare che merita attenzione: questi attivisti, che dicono di battersi per il pluralismo e la neutralità dell’informazione, hanno pensato bene di svuotare gli scaffali di un negozio perché non gradiscono una parte delle pubblicazioni esposte. Insomma, la libertà di stampa va benissimo, purché a parlare siano le voci giuste, cioè le loro?Cristina de Palma, 7 novembre 2026L'articolo Attivisti di sinistra coi metodi nazisti: rimossi dalla libreria solo i titoli “di destra” proviene da Nicolaporro.it.