Il Milan rischiò il sequestro delle azioni: la Procura non accolse la richiesta della Guardia di Finanza

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Ven, 6 Nov 2026Il retroscena emerge dagli atti dell’inchiesta sulla cessione del club da Elliott a RedBird. La vicenda è tornata al centro dell’udienza sull’opposizione di Blue Skye alla richiesta di archiviazione.DiRedazioneCondividi l'articoloCasa Milan (Foto: Andrea Ninni/Image/Insidefot)Il Milan avrebbe potuto essere oggetto di un provvedimento di sequestro nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sulla cessione del club rossonero dal fondo Elliott a RedBird, avvenuta nel 2022. L’ipotesi era stata avanzata dalla Guardia di Finanza, ma non aveva trovato seguito da parte dei pubblici ministeri, che avevano deciso di non procedere in questa direzione.Il retroscena – secondo quanto ricostruito dall’edizione milanese de Il Corriere della Sera – è emerso durante l’udienza davanti alla gip Chiara Valori, chiamata a esaminare l’opposizione presentata da Blue Skye, il veicolo riconducibile a Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo, alla richiesta di archiviazione formulata dai pm Giovanni Polizzi e Giovanna Cavalleri.Il procedimento riguarda la vendita del Milan a RedBird di Gerry Cardinale, operazione contestata dagli ex soci di minoranza di Elliott. Nel fascicolo, aperto a seguito della denuncia di Blue Skye, risultavano indagati due manager stranieri legati al fondo Elliott e due di quelli che sono stati amministratori delegati rossoneri nel recente passato: Giorgio Furlani e Ivan Gazidis.Tra i documenti depositati nell’ambito del procedimento è emersa dunque la proposta di sequestro formulata dalla Guardia di Finanza alla Procura milanese. Un’iniziativa che, secondo quanto ricostruito, non era mai diventata di dominio pubblico e alla quale i magistrati avevano scelto di non dare seguito. Nel corso dell’udienza sono emerse anche le differenti posizioni delle parti. I legali degli indagati hanno espresso critiche nei confronti dell’attività investigativa, arrivando a prospettare una possibile influenza dei denuncianti sull’operato della polizia giudiziaria.Di diverso avviso Blue Skye, che attraverso l’avvocato Roberto Zingari ha chiesto alla gip di respingere la richiesta di archiviazione. Secondo gli ex soci di minoranza, alcuni elementi contenuti negli stessi atti dell’indagine non sarebbero stati adeguatamente valutati dalla Procura. Un ulteriore elemento riguarda una rogatoria internazionale indirizzata alla Svizzera, la cui risposta sarebbe rimasta per mesi negli uffici della Procura senza essere portata all’attenzione dei magistrati titolari dell’inchiesta.La documentazione, considerata inizialmente come mai pervenuta, era in realtà arrivata prima della richiesta di archiviazione, ma non era stata trasmessa ai pm a causa di disfunzioni organizzative interne. Il materiale è riemerso soltanto successivamente, senza tuttavia modificare il quadro investigativo: il contenuto della risposta svizzera è infatti risultato coerente con le conclusioni che avevano già portato la Procura a chiedere l’archiviazione.Developed by 3x1010