MACAO — La legge sulla sicurezza nazionale di Macao ha aspettato diciassette anni il suo primo imputato e lo ha trovato in un ex maestro elementare di 69 anni. Venerdì il Tribunale di primo grado della città ha condannato Au Kam San, per quasi vent’anni deputato dell’Assemblea legislativa, a 12 anni e 6 mesi di carcere per sovversione del potere dello Stato e legami con organizzazioni esterne. È la prima sentenza mai pronunciata in base a una norma approvata nel 2009 e ampliata nel 2023.Il processo, nell’ex colonia portoghese tornata alla Cina nel 1999, si è svolto a porte chiuse in due udienze, il 16 e il 18 settembre. Il verdetto è stato letto in pubblico. Au, incensurato, è stato riconosciuto colpevole di 5 dei 7 capi d’accusa e assolto dagli altri due per insufficienza di prove, riferisce l’Associated Press. Prima dell’arresto era una delle poche voci critiche rimaste a Macao, su Facebook e nelle interviste, con posizioni che molti in città consideravano moderate.Secondo la ricostruzione della corte, tra il 2023 e il 2024 Au avrebbe collaborato con «organizzazioni ostili» all’estero per raccogliere e diffondere informazioni «false e distorte», spingere Paesi stranieri ad azioni contro la Cina e Macao e turbare l’elezione del capo dell’esecutivo del 2024. Nel 2021, ancora deputato, avrebbe passato a gruppi esteri informazioni riservate raccolte in commissione a porte chiuse sul rinnovo delle licenze dei casinò, l’industria che regge l’economia della città.«Benché l’imputato sia incensurato e abbia ammesso una parte considerevole dei fatti, ha mostrato un elevato grado di intenzionalità», si legge nella nota del tribunale. «Il grado di illiceità e le potenziali conseguenze dei suoi reati sono entrambi molto gravi». La pena più pesante, 11 anni e 3 mesi, è per la sovversione; le altre si sono sommate fino alla pena unica di 12 anni e mezzo.Un anno senza l’avvocato di famigliaAu era stato arrestato il 30 luglio 2025 ed è rimasto in custodia cautelare per oltre un anno, senza libertà su cauzione. La figlia Au Hon I, che vive a Londra, ha raccontato che l’avvocato scelto dalla famiglia non è mai stato ammesso in carcere e che per quasi un anno nessuno dei parenti ha potuto parlargli. La corte ha risposto che un difensore approvato dall’imputato gli è stato assegnato d’ufficio, che Au ha esercitato il diritto di difesa e che le visite dei familiari sono state autorizzate.La moglie, Virginia Cheang, ha diffuso una lettera pubblica dopo la sentenza. «Da un processo a porte chiuse a un verdetto pubblico, che razza di operazione è? È un processo politico ed è una persecuzione infondata per umiliare il carattere di una persona», ha scritto. Chiede soltanto di potergli scrivere e di visitarlo senza condizioni.Il governo di Macao, attraverso un portavoce, ha detto che la corte ha giudicato «in conformità alla legge» e ha tutelato i diritti dell’imputato, invitando «la società a rispettare la sentenza». La scelta delle porte chiuse, ha precisato il tribunale, è stata presa dal giudice su richiesta della Procura e con il via libera del comitato per la sicurezza nazionale della città, presieduto dal capo dell’esecutivo Sam Hou Fai. Da Pechino, l’Ufficio per gli affari di Hong Kong e Macao del Consiglio di Stato ha definito la sentenza una prova della «ferma determinazione» di Macao nel difendere la sicurezza nazionale.Au è anche cittadino portoghese, ma Cina e Macao non riconoscono la doppia nazionalità. Michael Polak, direttore dell’organizzazione britannica Justice Abroad e suo avvocato internazionale, ha chiesto a Lisbona e all’Unione europea di esigere che possa lasciare la città: quanto accaduto «non può essere definito un processo o una condanna in alcun senso significativo di queste parole e mette Macao in linea con gli Stati più repressivi al mondo». Il primo ministro portoghese Luís Montenegro, in visita a Macao nel settembre 2025, aveva ammesso di non aver sollevato il caso, invocando «la necessaria discrezione». Dopo il verdetto, né Lisbona né Bruxelles hanno reagito.La condanna arriva a pochi giorni dai 10 anni inflitti a Hong Kong all’attivista Joshua Wong per collusione con forze straniere. Con Au, anche Macao, rimasta finora ai margini della stretta che dal 2020 ha svuotato l’opposizione dell’altra ex colonia, ha il suo primo detenuto per sicurezza nazionale. Human Rights Watch, per voce della vicedirettrice per la Cina Maya Wang, già all’arresto aveva parlato di «repressione in espansione che si irradia dalla Cina a Hong Kong e Macao».Au co-organizzava ogni anno le veglie per le vittime di piazza Tienanmen, tollerate per decenni solo nelle due città. Aveva detto di essere entrato in politica dopo il 1989, convinto che Macao avesse bisogno di qualcuno che la spingesse verso una società aperta e democratica.