Salamelle e festa dell’Unità? Acqua passata, meglio conquistare i voti di Allah. Il primo vero esperimento di messa a terra della saldatura tra sinistra e islam politico lo avevamo visto alle ultime elezioni amministrative a Venezia: in quell’occasione il Pd aveva ritenuto opportuno presentare una lista composta unicamente da Bengalesi e produrre manifesti e volantini di propaganda in lingua araba. Oggi la storia si ripete: il prossimo 15 novembre Lorenzo Pacini, assessore Pd e candidato sindaco a Milano, andrà addirittura in moschea a parlare di cosa potrà fare per loro il primo cittadino.Stando all’annuncio, si tratterebbe di un momento assolutamente politico e caratterizzato da una piattaforma multiforme dedicata al tentativo retorico di sposare temi sociali, come il carovita e i salari troppo bassi, fino ad arrivare una non meglio precisata “solidarietà islamica”. Il tutto in vista delle elezioni municipali. Autori e partecipanti risultano, oltre a Pacini, il gruppo musulmano “Navigatori del bene” (che attraverso la pagina social ha diffuso l’annuncio) e l’Associazione islamica di Milano, con sede nel luogo dell’evento. Prove generali di sostegno elettorale in vista della campagna per la corsa a Palazzo Marino.La vicinanza strategica al mondo musulmano, Pacini, la aveva fatta intravedere già in estate: in una dichiarazione pubblica aveva evidenziato come per lui la priorità della città fosse la mancanza di ulteriori moschee e spazi di preghiera per i musulmani – a fronte della scarsità di quelli attuali, insufficienti e angusti a detta sua, e che costringerebbero i fedeli a fare i turni per pregare.Nelle ultime settimane, poi, è stato protagonista di uscite pubbliche particolarmente controverse rispetto agli episodi di violenza e devastazione che hanno caratterizzato le manifestazioni “studentesche” di metà ottobre: si è da subito schierato a sostegno delle ragioni dei “manifestanti” arrivando persino a giustificare (con la scusa del “disagio giovanile”) o perlomeno a minimizzare gli episodi di vandalismo in cui, a Milano, si sono esibiti orde di maranza che hanno distrutto le vetrine e saccheggiato i negozi del centro città (poco male per Pacini, dato che avrebbero contribuito a dare lavoro ai vetrai). Minime, invece, le dichiarazioni di solidarietà alle forze dell’ordine finite in ospedale a causa degli scontri.Se dalle elezioni di midterm negli Stati Uniti il neo senatore democratico del Michigan, Abdul El-Sayed, si è lasciato andare a retorica islamica e ringraziamenti ad Allah che poco si confanno alla laicità delle democrazie occidentali, sottolineando davanti ad una platea particolarmente etnica che “il Michigan è la capitale dell’America Araba”, possiamo evidenziare – attraverso l’indirizzo che il Pd milanese ha impresso agli albori della campagna elettorale per il comune – che la linea pare essere tracciata anche in Italia. Purtroppo.Francesco Catera, 7 novembre 2026 Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da Navigatori del bene (@navigatori_delbene)L'articolo Addio salamelle, meglio Allah: il Pd ora cerca voti direttamente in moschea proviene da Nicolaporro.it.