Paraguay, Pedro Alliana è il nuovo presidente. Peña agli arresti domiciliari

Wait 5 sec.

Il Paraguay cambia presidente nel pieno di una delle più gravi crisi politiche e finanziarie degli ultimi anni. Pedro Alliana, 52 anni, già vicepresidente della Repubblica, ha prestato giuramento assumendo la guida del Paese dopo la destituzione di Santiago Peña, travolto dalle conseguenze del collasso di Ueno Bank. E per il suo predecessore la vicenda ha assunto anche una dimensione giudiziaria: poche ore dopo il passaggio di consegne, Peña è stato posto agli arresti domiciliari su disposizione della procura nazionale, nell’ambito delle indagini sulle presunte irregolarità legate all’istituto di credito.La crisi, esplosa nei primi giorni di novembre, ha assunto dimensioni tali da provocare un terremoto ai vertici delle istituzioni di Asunción. Il Senato ha votato per la rimozione di Peña, mentre la magistratura ha avviato diversi filoni investigativi per fare luce sulle responsabilità nella gestione della banca e nella vigilanza sul sistema finanziario. L’ex presidente respinge le contestazioni e la sua posizione dovrà essere valutata nel corso del procedimento giudiziario.Al centro dello scandalo c’è il tracollo di Ueno Bank, una banca digitale cresciuta rapidamente negli ultimi anni fino a diventare uno degli operatori più importanti del mercato paraguayano. Il 3 novembre la Banca centrale ha disposto l’intervento sull’istituto, dopo aver rilevato una grave insufficienza patrimoniale e violazioni dei requisiti di solvibilità. La procedura ha comportato il blocco dei servizi, delle carte e dell’accesso ai conti, lasciando quasi tre milioni di clienti nell’impossibilità di utilizzare i propri risparmi.Una crisi che non riguarda soltanto i correntisti privati. Secondo le ricostruzioni della stampa internazionale, Ueno deteneva circa 850 milioni di dollari di fondi pubblici, comprese risorse riconducibili al sistema previdenziale e ad altri organismi statali. Una circostanza che ha alimentato la rabbia dei cittadini e sollevato interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche e sull’efficacia dei controlli.Le accuse nei confronti di Peña riguardano soprattutto i suoi presunti rapporti con il gruppo imprenditoriale proprietario della banca. L’ex presidente aveva detenuto partecipazioni nella holding Grupo Vázquez, dalla quale sostiene di essere uscito nel 2025. I parlamentari che hanno promosso la procedura di impeachment contestano, tra le altre cose, possibili conflitti d’interesse, la destinazione di fondi pubblici all’istituto e le modalità con cui le autorità avrebbero esercitato la vigilanza. Tra gli elementi finiti sotto esame anche la nomina alla guida della Banca centrale di Carlos Carvallo, già legato alla precedente struttura societaria di Ueno.La procura ha aperto tre distinte indagini penali e le autorità hanno disposto provvedimenti nei confronti di diversi dirigenti dell’istituto. Il caso ha inoltre provocato le dimissioni di figure di primo piano dell’amministrazione Peña, mentre nelle strade di Asunción si sono moltiplicate le proteste dei risparmiatori, preoccupati di perdere i propri depositi.A raccogliere un’eredità politica particolarmente pesante è ora Alliana, esponente del Partito Colorado, che resterà in carica fino alla conclusione del mandato presidenziale, prevista nell’agosto 2028. Il nuovo capo dello Stato ha immediatamente cercato di rassicurare la popolazione, mettendo al centro del suo primo messaggio la tutela dei correntisti.«I nostri connazionali, che stanno attraversando una situazione estremamente difficile a causa del caos finanziario, saranno pienamente risarciti. Non li lasceremo soli», ha dichiarato, promettendo che le vittime della crisi riceveranno quanto loro dovuto.La promessa di Alliana dovrà però confrontarsi con una situazione complessa: occorrerà stabilire l’effettiva consistenza delle perdite, verificare le garanzie sui depositi e ricostruire la destinazione delle risorse pubbliche coinvolte. Il sistema di garanzia paraguayano prevede una copertura dei depositi entro determinati limiti, ma resta da chiarire la sorte delle somme eccedenti e dei fondi istituzionali.Il nuovo presidente dovrà inoltre fare i conti con un elemento politico tutt’altro che secondario: la sua stessa posizione è finita sotto la lente degli investigatori nell’ambito degli accertamenti sulla vicenda bancaria. Un aspetto che rende ancora più delicata la transizione.Per il Paraguay, a lungo considerato uno dei Paesi relativamente più stabili dell’America meridionale sul piano economico, la vicenda rappresenta dunque un banco di prova istituzionale. Il passaggio da Peña ad Alliana non chiude lo scandalo: apre una nuova fase nella quale la restituzione dei risparmi, l’accertamento delle responsabilità e la credibilità delle istituzioni saranno strettamente intrecciati.