Il Paraguay in rivolta, 3 milioni di cittadini senza soldi in banca. Arresti e proteste

Wait 5 sec.

AGI - Il Paraguay sull’orlo di una crisi sociale e finanziaria. Pensionati senza assegno mensile, conti correnti bloccati per quasi 3 milioni di clienti, circa la metà della popolazione, il Parlamento ‘assediato’ da migliaia di manifestanti e l’impeachment contro il presidente votato all'unanimità dal Congresso. Il Paraguay affonda nel caos innescato dal crack della banca Ueno di cui il presidente dimissionario Santiago Pena è stato azionista (fino alla primavera del 2025). L’esponente della destra ed alleato di Trump, ieri è stato costretto a rassegnare le dimissioni, dopo il semaforo verde arrivato dal Congresso (con il via libera del suo stesso partito) alla procedura di impeachment per conflitto di interessi.In Paraguay crisi e proteste La bancarotta della Ueno coinvolge 2,9 milioni di clienti i cui conti bancari sono stati prosciugati. Niente prelievi e stop ai bonifici. Durante l’amministrazione di Pena la banca ha ricevuto milioni di dollari in risorse da enti pubblici, incluso l’Istituto di Sicurezza Sociale che gestisce le pensioni della maggior parte dei lavoratori del paese. Anche il ministro dell'Interno, Enrique Riera, si è dimesso giovedì e al suo posto è stato nominato, ad interim, Carlos Benítez.Manifestazioni davanti al Parlamento Migliaia di cittadini, in gran parte giovani, hanno protestato ieri davanti al Parlamento ad Asunción. Tanta rabbia e molti gli slogan contro Santiago Pena. "Vada in prigione, vogliamo i nostri soldi".Nelle stesse ore il Parlamento avviava l'iter contro l’ex enfant prodige della politica paraguayana.  Dal canto suo, il Presidente ha assicurato che non si sottrarrà al giudizio e andrà in Senato. "Mi presenterò ed eserciterò il mio diritto alla difesa", ha scritto su X. "Lo farò con argomenti e prove, con rispetto per la Costituzione e per le istituzioni della Repubblica. Anche se avranno già anticipato la loro decisione, eserciterò quel diritto. Non per una questione di orgoglio personale, ma perché rendere conto e dare spiegazioni è anche una responsabilità nei confronti del popolo paraguaiano", ha sottolineato.  Nei giorni scorsi il presidente della Banca Centrale, Carlos Carvallo (in passato a capo proprio di Ueno) si era dimesso. E otto dirigenti di Ueno (tra cui il presidente Miguel Vazquez) sono stati arrestati.  "Non abbiamo più contanti, siamo senza una casa"La crisi è esplosa martedì scorso quando la Banca Centrale ha avviato la procedura di liquidazione della Ueno con il blocco conseguente di prelievi, bonifici e altre operazioni. Un crack finanziario che rischia di trasformarsi in una crisi sociale. La rabbia dei cittadini si riversa nelle strade e nelle piazze e (a volte) diventa violenza con ripetuti scontri tra manifestanti e polizia.  "La mia famiglia è rimasta senza soldi, non abbiamo più contanti. Santiago Pena deve finire in prigione", dice uno studente nel corso delle manifestazioni.    In fila davanti alle banche Davanti agli istituti bancari si formano lunghe code di correntisti che (invano) cercano di prelevare i contanti. "Ueno ci aveva concesso un prestito per acquistare la nostra prima casa. Tuttavia, i fondi non sono mai stati erogati e ora non abbiamo più un posto dove vivere", racconta una donna 26enne già mamma di tre figli. "È stato architettato un piano criminale volto a svuotare una banca, sotto la protezione di istituzioni che lui stesso controllava in qualità di presidente della Repubblica", afferma il deputato dell'opposizione Raúl Benítez.Dopo le dimissioni presentate da Santiago Pena, si punta a concludere il processo entro oggi - venerdì 6 novembre - in modo da "rassicurare l'opinione pubblica", ha riferito ai giornalisti il senatore del partito di governo, Derlis Maidana. Il vicepresidente Pedro Alliana si appresta ad assumere la guida della nazione sudamericana.Santiago Pena 'scaricato' dal suo partito Santiago Pena aveva ha vinto le elezioni nel 2023 con quasi il 44 per cento delle preferenze. Considerato, allora, il volto nuovo del Partito Colorado, che gravita nell’area di centrodestra e che governa il Paese sud americano quasi ininterrottamente dal 1947 si è dimesso dopo lo scandalo bancario.  E’ stato scaricato dal suo stesso partito che ha votato insieme al Congresso per l’impeachment al presidente.