MONTEROTONDO – Politica, il capogruppo del Pd Claudio Felici aderisce a “Italia Viva”

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 “In oltre due anni di Amministrazione, ho visto progressivamente affievolirsi quel progetto plurale e riformista per il quale mi ero impegnato.Oggi faccio fatica a riconoscermi nel modo in cui vengono prese le decisioni politiche e amministrative.Ho la sensazione che chi esprime un dissenso non venga ascoltato abbastanza e che ci sia poco spazio per il confronto. Questo atteggiamento rischia, nel tempo, di allontanare i nostri concittadini e di  far perdere loro, la fiducia nelle istituzioni”. Il consigliere comunale di Monterotondo Claudio Felici, 65 anni  E’ il contenuto del post con il quale il consigliere comunale di Monterotondo Claudio Felici, 65 anni e una lunga militanza Dem, ha annunciato la sua uscita dal Partito Democratico e la conseguente formalizzando contestualmente l’adesione a Italia Viva di cui assume il ruolo di capogruppo in Consiglio Comunale.In realtà, già durante la seduta del 13 ottobre scorso il capogruppo del Partito Democratico aveva spiegato le motivazioni del suo addio al Pd e del suo ingresso in Italia Viva, partito che ha sostenuto il Sindaco Riccardo Varone alle elezioni del 2024.Un intervento molto sentito, riportato integralmente nella delibera numero 57 – CLICCA E LEGGI LA DELIBERA – del Consiglio comunale.  “Le motivazioni sono tante – ha esordito nel suo intervento a Palazzo Orsini – in questi ultimi mesi, in questi ultimi anni, ho avuto problemi di difficoltà a poter lavorare… Questo lavoro non mi ha portato più a quella condivisione o a quel motivo di essere sempre presente su tutte le riunioni e fare un lavoro, quello che il capogruppo deve fare, deve organizzare col suo gruppo. Quindi, tutto questo è venuto meno”. “Sicuramente – ha aggiunto il 65enne consigliere comunale – ci saranno anche delle mie responsabilità, perché io non mi non mi nascondo mai alle mie responsabilità, … ho avuto il capogruppo, già l’ho fatto in tempi passati; quindi, so che cosa vuol dire fare il capogruppo, so come deve lavorare il capogruppo, avendo anche tante responsabilità, avendo un lavoro così anche di grande importanza. Su questo io non ci sono più riuscito. Quindi, non sono riuscito e anche io, come ho detto, mi assumo le mie responsabilità, ma non sono riuscito ad avere quello che il capogruppo deve fare. Però non ho avuto questo rapporto che spetta al capogruppo, nel Partito Democratico e nel mio gruppo. Ci sono stati momenti anche difficili, per carità. Però non ho avuto questo rapporto soprattutto, e mi dispiace anche nominarlo perché io non vorrei fare mai i nomi di nessuno, però non ho avuto quel lavoro che il capogruppo deve fare col Sindaco. Non sono riuscito ad avere nessuna riunione in questi due anni quattro o cinque mesi, non sono riuscito ad avere delle informazioni di lavoro, chiamiamo, io lo chiamo sempre lavoro, anche se siamo qui. Non sono riuscito a condividere una programmazione, non sono riuscito a lavorare col mio gruppo, perché, se tu non lavori in queste condizioni, è chiaro che il ruolo di capogruppo viene meno, viene molto meno. Quindi il mio lavoro è stato quasi un fallimento. E io, come ho detto, mi assumo sempre le mie responsabilità. …Non ho potuto lavorare sulle programmazioni della Giunta, su quello di cui lavoravano. Non sono riuscito a lavorare anche sulle delibere. Le delibere mi venivano presentate come se io non avessi questo ruolo; quindi, ho pensato molto e pian piano mi accorgevo che questo rapporto veniva sempre meno. Me ne sono accorto su tante cose, quindi questo non è che mi ha portato a essere indifferente su questo”. “Potrei fare tanti esempi su alcuni temi – ha proseguito Felici – … essendo presidente di Commissione viabilità, ho subito anche delle cose non buone, perché poi, conoscendomi in città, sapendo il mio ruolo, mi sono ritrovato anche su questo che la gente non mi dava più fiducia, diceva “non siete persone, amministratori”, perché mi chiedevano di via Piave, si cambia il senso unico e il presidente di commissione non viene sollecitato per fare una riunione con la commissione. Questa è stata anche una cosa che poi mi ha portato anche definitivamente a decidere. Oppure, quando si danno i parcheggi alla Finanza, non discutendo quella cosa che si è fatta senza fare nessuna riunione, nessun rapporto con la commissione. Quindi, questo mi ha portato a capire che alla fine si decide, ma non ha importanza una commissione. Quindi mi rendo conto che poi le commissioni, se funziona così, non contano niente, perché tanto ci sta chi prende posizione senza far sapere niente a chi ha delle responsabilità e, quando si sta in commissione, le responsabilità sono anche a favore dei cittadini, perché devi discutere su tutti i temi. Questo mi fa capire che, e ho capito benissimo, che i nostri concittadini, per quanto riguarda noi, la maggioranza, sta perdendo la fiducia, perché non si fanno le cose così. Questo mi ha portato a questa decisione. Come non sono riuscito ad avere anche quell’empatia col mio gruppo, ma non potevo fare di più. Sono un amministratore molto pragmatico, con i piedi per terra, ma con tutti i temi che ci sono, le problematiche che ci sono nella nostra città; quindi, questo forse m’ha portato anche a questo. L’ho visto anche negli interventi, nei miei interventi in Consiglio, sulle mozioni l’ho visto, l’ho visto anche sulle delibere discusse poco. Il mio pensiero, poi ho sempre votato sì, ho avuto offese in Consiglio, ho avuto minacce, ho avuto critiche. Delle minacce, sinceramente, non me ne importa niente, perché non mi preoccupa questo, ma che qualche consigliere mi ha criticato nei miei interventi in Consiglio, e faceva parte del mio gruppo del PD, questo logicamente non è che m’ha fatto molto bene. Quindi questo mi porta a decidere di uscire dal partito per una serie di cose”. “Rimarrò in maggioranza per rispetto per chi mi ha votato, rispetto per i miei pensieri, per il rispetto della mia politica e lavorerò – ha concluso l’intervento Claudio Felici – Lavorerò da solo, lavorerò per quello che è giusto, lavorerò per il bene della città. Lavorare per la città, è chiaro che è un momento diverso da quello che si sta facendo, altrimenti non uscirei dal partito. Il partito mi ha dato tanto e questo non lo nego mai, ma penso che anch’io al partito ho dato tanto e chi mi conosce bene questo lo sa. Esco con molto rammarico, esco in un momento anche difficile a livello anche sociale, a livello di tante cose, però cercherò di fare il mio meglio, cercherò di essere quello che sono sempre stato. La prima cosa è ritrovare quella fiducia, che secondo me stiamo perdendo, dei nostri concittadini, di quelli che hanno voluto riportarci, dopo tanti anni, ancora qui a governare, lavorerò soprattutto su questo”. L'articolo MONTEROTONDO – Politica, il capogruppo del Pd Claudio Felici aderisce a “Italia Viva” proviene da Tiburno Tv.