In riferimento all’articolo TIVOLI - Incendio in ospedale: eredi dei pazienti morti e Asl sono parte civile nel processo, dall’avvocato Luca Carioti, legale del Dottor Fabio Marino, indagato nel procedimento penale in corso, riceviamo e pubblichiamo:“In data 27 ottobre 2026 la testata Tiburno.Tv ha pubblicato l’articolo indicato in oggetto, relativo all’udienza preliminare concernente l’incendio verificatosi presso il Presidio Ospedaliero “San Giovanni Evangelista” di Tivoli. L’articolo contiene, con riferimento al dott. Fabio Marino, informazioni inesatte e rappresentazioni incomplete concernenti la sua residenza, il suo inquadramento professionale e l’estensione delle funzioni svolte nell’ambito dell’Azienda Sanitaria Locale Roma 5. Tali inesattezze sono idonee a ingenerare nel pubblico una rappresentazione non corretta della posizione personale e professionale del dott. Marino e del ruolo processuale a lui attribuito. In particolare, si contestano le seguenti affermazioni o rappresentazioni: il dott. Marino viene indicato come persona “di Moricone”, mentre egli è residente in Marcellina; il dott. Marino viene indicato quale “dirigente con funzioni di DEC”, con una formulazione che non rappresenta il suo effettivo inquadramento: egli non è mai stato, né è attualmente, dirigente di struttura della ASL Roma 5 e non è mai stato, né è attualmente, dirigente delegato in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro; il dott. Marino viene presentato come Direttore dell’Esecuzione del Contratto relativo alla gestione dei rifiuti speciali dell’Ospedale di Tivoli, mentre l’incarico riguardava l’intera Azienda ASL Roma 5, articolata, all’epoca dei fatti, in cinque ospedali, sei distretti e quarantadue punti di produzione di rifiuti speciali; l’articolo non chiarisce che le funzioni concretamente svolte dal dott. Marino quale Direttore dell’Esecuzione del Contratto erano circoscritte al controllo tecnico-contabile dell’esecuzione del contratto da parte dell’impresa affidataria. Il ruolo non gli attribuiva poteri di gestione, organizzazione, spesa o intervento in materia di sicurezza sul lavoro, prevenzione incendi, gestione strutturale e impiantistica dei presidi, collocazione dei depositi o assunzione delle competenze proprie delle figure dirigenziali sanitarie e tecniche. La posizione del dott. Marino non può quindi essere rappresentata come coincidente con quella dei dirigenti, dei responsabili della sicurezza, dei responsabili tecnici antincendio o degli altri soggetti titolari di specifiche competenze organizzative e prevenzionistiche. La circostanza che egli fosse stato nominato DEC non comportava, di per sé, l’assunzione delle funzioni o delle responsabilità proprie di tali figure. Si precisa inoltre che il procedimento penale è tuttora pendente e che nessuna responsabilità del dott. Marino è stata accertata con sentenza. La richiesta di rinvio a giudizio e la celebrazione dell’udienza preliminare costituiscono fasi processuali nelle quali le ipotesi accusatorie devono ancora essere sottoposte alla verifica giudiziale. La difesa del dott. Marino ha già depositato articolate memorie difensive, nelle quali sono stati illustrati il suo effettivo inquadramento, i limiti delle funzioni di DEC, l’assenza di deleghe in materia di sicurezza e le segnalazioni effettuate prima dell’evento. L'articolo TIVOLI – “Incendio in ospedale, il dottor Fabio Marino non aveva deleghe in materia di sicurezza” proviene da Tiburno Tv.