José María Giménez racconta il suo addio all’Atletico Madrid e la nuova avventura con il Deportivo La Coruña. Il difensore uruguaiano svela i retroscena della trattativaDopo tredici anni all’Atletico Madrid, José María Giménez ha deciso di aprire un nuovo capitolo della propria carriera trasferendosi al Deportivo La Coruña nell’ultimo giorno della sessione estiva di calciomercato.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoIl difensore uruguaiano, diventato uno dei simboli dell’era Diego Simeone, ha raccontato i retroscena della sua partenza e le emozioni vissute nel lasciare un ambiente che lo aveva accolto quando era ancora giovanissimo.Nel corso di un’intervista concessa a Marca, Giménez ha ripercorso il legame con il Cholo, spiegato le ragioni del trasferimento e ricordato il difficile saluto ai suoi ex compagni di squadra.IL RAPPORTO SPECIALE CON SIMEONE – «Al Cholo devo la vita, da quando avevo 19 anni sono stato con lui».LA SCELTA DEL DEPORTIVO LA CORUÑA – «La mattina dell’ultimo giorno, ho mandato un messaggio a Fernando Soriano dicendogli: “Ho scelto il Dépor”. Durante la giornata, diverse squadre mi hanno chiamato, ma ho detto che non volevo sentire altro; avevo già preso la mia decisione e sono un uomo di parola».IL RUOLO DELL’ATLETICO MADRID NEL TRASFERIMENTO – «L’Atlético Madrid mi ha aiutato. Anche a loro ha giovato che me ne andassi per via della questione salariale. Alla fine, avevano ingaggiato un altro difensore centrale, Cuti Romero, e il reparto dei difensori centrali era sovraffollato».L’ULTIMO CONFRONTO CON SIMEONE E LE RAGIONI DELL’ADDIO – «Ho parlato con Cholo la scorsa stagione, quasi alla fine, e mi ha spiegato il suo pensiero per la stagione successiva. Ha sempre tenuto a mente che avevo ancora due anni di contratto e che, in un certo senso, entrambi ci eravamo guadagnati i nostri contratti, giusto? Ho avuto l’opportunità di andarmene due volte, ed entrambe le volte ho deciso di rimanere all’Atlético, certo di fare la cosa giusta. Non mi sbagliavo. Ho capito cosa mi diceva l’allenatore, ho capito di cosa aveva bisogno il club e ho preso una decisione. Avrei potuto facilmente rimanere all’Atlético, competere e dire all’allenatore: “Guarda, voglio restare qui e competere”. Ma avrei anche potuto rimanere nella mia zona di comfort, dicendo semplicemente: “Sono qui, vengo pagato…”. Volevo aiutare l’Atlético perché l’Atlético mi ha aiutato molto, e sono sicuro che continueremo ad aiutarci a vicenda».IL DIFFICILE SALUTO A KOKE E OBLAK – «Sì, è stato molto difficile, dopo tanti anni, dire addio a Koke, a Oblak, giocatori con cui ho condiviso quasi tutta la mia vita. È stata dura. Ma quando vai in prestito, una parte di te pensa: “Beh, prima o poi potrò tornare”. E credo che questa fosse la sensazione che provavo quando sono andato a salutarli, prima di venire qui».Le parole di Giménez raccontano un addio maturato attraverso un confronto con la società e con Simeone, nel quale hanno pesato sia le esigenze dell’Atletico Madrid sia la volontà del difensore di trovare nuovi stimoli.Al Deportivo La Coruña, il centrale uruguaiano ha iniziato una nuova esperienza con l’obiettivo di continuare a competere ad alti livelli. Resta però fortissimo il legame con i Colchoneros, un club che ha segnato profondamente la sua carriera e che, come emerge dalle sue dichiarazioni, continuerà a occupare un posto speciale nella sua vita.