PARIGI — I gilet gialli si danno appuntamento oggi a Place de la Concorde, la piazza fra l’Assemblea nazionale e l’Eliseo dove le autorità hanno vietato ogni manifestazione, mentre nel centro della capitale sindacati e organizzazioni studentesche sfilano in un corteo autorizzato «contro il caro vita e in sostegno dei giovani». Stesse ragioni, stessa città, stesso sabato: ma il movimento nato otto anni fa contro l’aumento della tassa sui carburanti ha rifiutato di unirsi al corteo e ha scelto la piazza proibita. «Chiamiamo alla disobbedienza di massa», ha detto all’Agence France-Presse Benjamin Ball, membro del comitato di coordinamento dei gilet gialli.È il quarto atto di una mobilitazione che da settimane chiede aumenti salariali e la revisione della manovra del premier Sébastien Lecornu, alla guida di un governo senza maggioranza che mercoledì ha visto l’Assemblea bocciare la prima parte della legge di bilancio. Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha schierato 70.000 fra agenti e forze di sicurezza in tutto il Paese. «Se ci saranno rivoltosi o saccheggiatori, saremo lì ad aspettarli», ha avvertito.I sindacati hanno già misurato le proprie forze giovedì, con uno sciopero interprofessionale delle cinque principali confederazioni: 575.000 manifestanti secondo il governo, oltre 1,5 milioni secondo gli organizzatori. Più di 200 cortei in tutta la Francia, un terzo degli atenei bloccati, il corteo parigino dirottato da République a Nation dopo il divieto di arrivare alla Concorde. Il ministero dell’Interno ha giudicato la giornata «andata generalmente bene», nonostante 642 fermi e scontri a Rennes, Nantes, Lione e Marsiglia.Quella giornata ha lasciato strascichi. Decine di indagini interne sono aperte per presunte violenze della polizia. Reporters sans frontières ha contato 40 casi di ostacolo al lavoro dei giornalisti, 21 con aggressioni fisiche, e ieri l’Agence France-Presse ha chiesto formalmente protezione per i propri cronisti.Le richieste sono precise. La Cgt vuole un aumento immediato del 10% dello Smic, il salario minimo, che dal 2012 non riceve ritocchi oltre la rivalutazione automatica; la Cfdt chiede 100 euro al mese in più. «Vogliamo due cose: aumenti salariali ovunque e una revisione della bozza di bilancio del governo che, così com’è, è catastrofica per il Paese», ha detto Sophie Binet, segretaria generale della Cgt. L’intersindacale ha ribadito ieri che «l’unica cosa che porrà fine alle proteste è una risposta alle richieste» di lavoratori, dipendenti pubblici, giovani e pensionati.Quattro miliardi per la scuolaSul fronte studentesco il governo ha già messo un’offerta sul tavolo. Il 26 ottobre il ministro dell’Istruzione Édouard Geffray ha annunciato 4 miliardi di euro in prestiti agevolati a Regioni e Dipartimenti per ristrutturare scuole medie e licei, un miliardo alle università entro il 2029, l’annullamento di 836 tagli di cattedre e un tetto di 28 alunni per classe, dal 2027, nei licei dei quartieri più svantaggiati. «Dobbiamo oggettivamente ridurre questa pressione scolastica», ha detto Geffray.Il margine per andare oltre è stretto. Il debito pubblico francese è attorno al 120% del Pil. Gli interessi costeranno quest’anno più di 79 miliardi di euro e oltre 91 l’anno prossimo, secondo i dati riportati da Deutsche Welle. La manovra di Lecornu prevede 54 miliardi di correzione per portare il deficit dal 5,4% al 5% del Pil; il 31 ottobre l’agenzia di rating Fitch ha portato a negativo l’outlook sulla Francia.Dopo la bocciatura di mercoledì il Senato voterà il 9 dicembre. A Matignon, la sede del premier, si valutano il ricorso all’articolo 49.3 della Costituzione, che fa passare la legge senza voto, o le ordinanze.Lunedì Lecornu riceve sindacati e organizzazioni datoriali per una «conferenza sociale» su salari e potere d’acquisto. Sullo sfondo c’è il voto presidenziale fra meno di sei mesi, con il mandato di Emmanuel Macron in scadenza a maggio 2027 e l’estrema destra in testa nei sondaggi.