WASHINGTON — Un pick-up Ford F-150 blu parcheggiato su Constitution Avenue, a pochi isolati dal complesso della Casa Bianca; dentro, un uomo addormentato; nel veicolo un fucile stile AR-15, una pistola mitragliatrice MAC-10, una Glock e «dozzine di cartucce». È la scena che un agente del Secret Service, il corpo che protegge il presidente degli Stati Uniti, ha trovato giovedì alle 23.42 (le 5.42 di venerdì in Italia), secondo l’affidavit depositato alla Corte superiore del Distretto di Columbia e citato da NBC News.L’uomo si chiama Ronny Yordrix Guanipa Chrinos, ha 26 anni ed è cittadino venezuelano. Venerdì è comparso davanti al tribunale di Washington, che lo ha trattenuto in carcere senza cauzione; i procuratori federali stanno esaminando le prove e lo attendono lunedì in un’aula federale. Il Dipartimento della Sicurezza interna sostiene che abbia detto agli agenti di aver «sentito voci nella testa» che gli ordinavano di venire a Washington e «uccidere il presidente Trump». Quella frase, nell’atto depositato in tribunale, non c’è.Il controllo era cominciato come una verifica di routine su una persona addormentata in auto. Chrinos avrebbe detto per prima cosa di avere armi che voleva consegnare al governo. Poi, attraverso Google Translate, ha spiegato all’agente: «Ho la pistola perché hanno cercato di uccidermi con quella e ho dovuto portargliela via; è nella borsa marrone». Il pick-up risultava rubato; lui ha sostenuto che fosse del suo datore di lavoro, che glielo aveva prestato.La biografia dell’arrestato la racconta il Dipartimento della Sicurezza interna: entrato illegalmente dal Texas nel marzo 2024, fermato dalla Border Patrol e poi rilasciato «dall’amministrazione Biden», formula del comunicato di venerdì. I capi d’accusa riguardano le armi e il mezzo: porto di fucile fuori da un’abitazione, trasporto di armi e munizioni non registrate, porto di pistola senza licenza, furto e ricettazione. Chrinos è in custodia degli U.S. Marshals, la polizia giudiziaria federale, e l’agenzia per l’immigrazione ha già chiesto di prenderlo in consegna.Il comunicato e l’affidavitIl segretario alla Sicurezza interna Markwayne Mullin ha scelto parole nette: «Grazie ai nostri coraggiosi agenti del Secret Service, questo clandestino con tre armi da fuoco nel veicolo è stato arrestato vicino alla Casa Bianca prima che potesse fare del male a qualcuno». E ancora: «Oltre ad aver minacciato il presidente Trump, è un clandestino venezuelano che non aveva nulla da fare nel nostro Paese».L’atto giudiziario, però, riporta le dichiarazioni sulla pistola e sulla borsa marrone, non la minaccia al presidente, come ha rilevato ABC News confrontando i due testi. Nel comunicato il Dipartimento tiene insieme in una riga l’attentato sventato e il migrante entrato sotto Biden: è quel nesso, più delle tre armi, il messaggio che l’amministrazione ha deciso di diffondere.Dall’altra parte non c’è ancora una voce. Non risulta che Chrinos abbia un avvocato in grado di parlare per lui e nessuna versione della difesa è stata resa nota. La Casa Bianca non ha commentato, rinviando al Dipartimento e al Secret Service. Trump era nella residenza al momento dell’arresto e venerdì è partito a bordo dell’elicottero presidenziale Marine One.Il direttore del Secret Service Sean Curran ha definito l’episodio «l’ultimo esempio» di agenti che si affidano «a formazione ed esperienza per disinnescare una situazione volatile che costituiva una minaccia imminente per i nostri protetti e per altri americani». Ha aggiunto che l’agenzia resta «fiduciosa» nelle proprie tattiche ma è «allarmata dall’aumento dei casi di minaccia che continuano a emergere», con un numero crescente di persone armate «attratte dal complesso della Casa Bianca».Dal ritorno di Trump alla presidenza, nel gennaio 2025, gli arresti per minacce al presidente si sono succeduti con regolarità, ricorda Euronews. Lunedì Chrinos è atteso davanti a un giudice federale: sarà lì che si vedrà quali accuse i procuratori decideranno di portare, e se la frase sulle voci nella testa entrerà negli atti.