WASHINGTON — Donald Trump ha ricevuto nello Studio Ovale l’inviato speciale di Vladimir Putin e ha annunciato «un grande, bellissimo accordo». Un accordo, ha detto il presidente americano ai cronisti giovedì sera, che «coinvolgerà più dell’Ucraina» e «potrebbe riguardare tutta l’Europa». Che cosa contenga, non lo ha spiegato: «Non posso dirvi di che cosa abbiamo discusso».È un annuncio, non un’intesa. Nessun termine, nessun calendario, nessun cenno al consenso di Kiev o delle capitali europee. E venerdì mattina il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, nel briefing quotidiano, ha allargato il vuoto: «No, non ci sono dettagli», Mosca non sa a che cosa si riferisca il presidente né a che punto sia. La Casa Bianca non ha diffuso alcun resoconto del colloquio.L’ospite era Kirill Dmitriev, capo del fondo sovrano russo e uomo di Putin per i canali con Washington, già ricevuto nel 2025 dall’inviato americano Steve Witkoff. Trump ha confermato di averlo incontrato in privato e di non aver visto invece la delegazione ucraina, presente lo stesso giorno alla Casa Bianca. «Penso che saremo molto vicini a sistemare la questione Russia-Ucraina», ha detto, riferisce il Moscow Times. Ha parlato di un «bagno di sangue» e di circa 25.000 morti al mese.Dmitriev era a Washington per una cerimonia della first lady Melania Trump sulla tregua umanitaria di Oleshky, cittadina della regione di Kherson sotto occupazione russa. L’accordo, firmato il 23 ottobre, ha fermato le armi per sei giorni, dal 27 ottobre al primo novembre: la pausa più lunga dall’invasione del 2022. In città restano circa 2.000 civili. Melania Trump ha consegnato lettere per Putin e per Volodymyr Zelensky; Dmitriev l’ha ringraziata per il suo «distinto ruolo umanitario».Il tavolo di Abu DhabiPer capire il peso delle parole di Trump bisogna guardare al calendario. Il 10 e 11 novembre ad Abu Dhabi russi e ucraini tornano a trattare con la mediazione americana, in un formato a tre; la delegazione di Mosca la guida Vladimir Medinsky, consigliere di Putin. Witkoff ha descritto i lavori come tecnici: gruppi di lavoro sugli assetti di sicurezza del dopoguerra, sulla de-escalation e sui temi umanitari. L’annuncio di un accordo «per tutta l’Europa» arriva così a quattro giorni da un negoziato dal quale gli europei sono esclusi.L’esclusione l’ha fissata lo stesso Peskov il 3 novembre: il formato trilaterale «è concordato», una presenza europea renderebbe i colloqui «impossibili». Venerdì ha aggiunto che Mosca non ha ricevuto «nessuna idea» dagli europei, che una discussione sulla sicurezza del continente non potrà «a un certo stadio» fare a meno di loro, ma che finora «non sono riusciti a decidere chi può parlare a loro nome». «Indecisione e mancanza di volontà», nelle parole del portavoce.Gli europei un canale lo hanno aperto da soli. Il premier norvegese Jonas Gahr Støre e il presidente finlandese Alexander Stubb hanno telefonato a Putin, precisando di parlare per i propri Paesi e non per l’Europa. Støre ha difeso la scelta: meglio che Putin ascolti gli europei direttamente che attraverso intermediari americani. La premier danese Mette Frederiksen si è detta «molto scettica»: non crede che la Russia voglia la pace. Giovedì a Bruxelles, mentre Trump riceveva Dmitriev, Stati Uniti, Ucraina, Nato ed europei discutevano di garanzie di sicurezza; Jared Kushner, genero del presidente, ha parlato di colloqui «produttivi e sostanziali».Sullo sfondo c’è un contenzioso che nessun annuncio tocca. Con un decreto di metà ottobre Putin ha messo sotto «amministrazione temporanea» le filiali russe di cinque gruppi europei, tra cui la francese Tarkett e la belga Ontex, dopo Nestlé e Auchan a fine settembre. Il Cremlino la presenta come risposta al congelamento di circa 300 miliardi di attivi sovrani russi in Europa; Parigi e Berna hanno protestato.Da Kiev, al momento, nessuna reazione ufficiale alle parole del presidente. Chi, in Europa, siederà al tavolo di un accordo che «potrebbe riguardare tutta l’Europa», e quando, Trump non lo ha detto. «Non ne siamo a conoscenza», ha ripetuto Peskov.