Autunno caldissimo per Revolution Medicines. La biotech Usa porta a casa “risultati incredibili nel terzo quadrimestre del 2026. Il lancio del loro nuovo farmaco oncologico, daraxonrasib, approvato a fine agosto dalla Food and Drug Administration americana per il tumore al pancreas metastatico, ha generato ben 197,6 milioni di ricavi in sole 5 settimane di commercializzazione, polverizzando letteralmente le stime degli analisti”. Parola di Carlo Centemeri, farmacologo clinico dell’Università di Milano, che analizza con LaPresse i dati presentati dall’azienda biotech, guidata in Italia da Valentino Confalone.Le parole dell’AD di Revolution Medicine e il futuro di daraxonrasibMentre in Italia la Lombardia preme sull’acceleratore, le parole di Mark A. Goldsmith, amministratore delegato e presidente di Revolution Medicines, certificano il cambio di passo per la biotech americana. “L’approvazione e il lancio di Rasonque* negli Stati Uniti hanno rappresentato un passo avanti fondamentale per i pazienti idonei con tumore al pancreas e un trimestre di svolta” per l’azienda. “Il parere del Chmp apre inoltre la strada a una possibile approvazione nell’Unione Europea“. Goldsmith è molto chiaro: “Il nostro impegno è volto a rendere disponibile” il nuovo farmaco contro il tumore al pancreas “con la massima urgenza e a sostenere i pazienti all’avvio del trattamento, mentre potenziamo rapidamente le nostre capacità di commercializzazione a livello globale in vista di eventuali approvazioni internazionali”, ha detto l’Ad. Intanto va avanti la ricerca per bersagliare la via di segnalazione Ras anche per contrastare tipologie di tumori diverse da quello al pancreas.I numeri chiaveCentemeri sottolinea qualche dato: “Più di 5.000 pazienti unici hanno già ricevuto il trattamento, un segnale inequivocabile dell’enorme bisogno clinico insoddisfatto in quest’area. I punti chiave della trimestrale sono appunto i 197,6 milioni di dollari che segnano il primo trimestre in assoluto con ricavi commerciali per Revolution Medicine. Ma anche l’utile per azione in perdita di 1,90 dollari per azione: un risultato – chiarisce il farmacologo – nettamente migliore rispetto alle stime di consensus. Infine gli investimenti sono in forte aumento per sostenere l’aggressivo lancio commerciale e un vasto programma clinico, che al momento vanta 4 trial di Fase 3 attivi per il cancro al pancreas e 3 per il tumore al polmone non a piccole cellule”. Insomma, per Centemeri quella di Revolution Medicines è “una partenza eccezionale, che dimostra il valore dell’innovazione mirata in oncologia. Questo traguardo non rappresenta solo un clamoroso successo finanziario per l’azienda, ma si traduce in una nuova e concreta opzione terapeutica per migliaia di pazienti”, chiosa il farmacologo.Questo articolo Revolution Medicine: il trimestre ‘di svolta’ e il futuro del farmaco per il cancro al pancreas proviene da LaPresse