Ucraina, Meloni incassa l’apertura di Costa: “A Dublino discuteremo il negoziatore Ue”

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L’Europa deve parlare con una sola voce sulla guerra in Ucraina e avere un rappresentante ufficiale al tavolo delle trattative. È la richiesta avanzata da Giorgia Meloni al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, che ha aperto alla possibilità di affrontare la questione durante il prossimo vertice informale di Dublino. La premier ha accolto positivamente la risposta, arrivata nella serata di giovedì, spiegando di aver posto una questione pragmatica sulla quale, a suo giudizio, molti leader europei sarebbero d’accordo.A margine della sua visita a Eicma, Meloni ha confermato di aver ricevuto una risposta dal presidente del Consiglio europeo. “Costa nella serata di ieri ha inviato una lettera dicendo che avrebbe trovato lo spazio nel Consiglio europeo informale di Dublino per questa discussione”, ha dichiarato la premier, ringraziandolo anche per aver riconosciuto nella missiva la necessità di aprire il confronto. “Penso che abbiamo posto una questione pragmatica sulla quale molti colleghi sono d’accordo e confidiamo che si possa trovare una soluzione”, ha aggiunto. Al centro della richiesta c’è l’individuazione ufficiale di un negoziatore dell’Unione europea per i colloqui di pace sulla guerra in Ucraina.La lettera a Costa: “L’Europa deve parlare con una sola voce”Nella lettera inviata ad Antonio Costa, Meloni aveva insistito sulla necessità di superare la frammentazione delle iniziative diplomatiche europee. “Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in Consiglio Europeo. Mi riferisco alla necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile”, aveva scritto.La presidente del Consiglio Giorgia Meloni (Foto Roberto Monaldo/LaPresse)La presidente del Consiglio aveva quindi elencato una serie di incontri e iniziative diplomatiche che, nell’ultimo mese, hanno coinvolto diversi gruppi di Paesi e rappresentanti internazionali. Dal confronto informale di Miami tra consiglieri per la sicurezza nazionale europei, ucraini e rappresentanti di Nato e Ue, alla riunione di Oslo, passando per i contatti tra il presidente finlandese Alexander Stubb e il primo ministro norvegese Jonas Gahr Støre con Vladimir Putin. Nella ricostruzione della premier figurano anche la Coalizione dei Volenterosi, il cosiddetto “formato Berlino”, gli incontri tecnici a Bruxelles e i colloqui previsti ad Abu Dhabi con la mediazione americana. Secondo Meloni, questa moltiplicazione di tavoli e formati rischia di indebolire la credibilità dell’Unione europea. “Dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui”, aveva osservato, sottolineando che in gioco ci sono vite umane e il futuro della sicurezza europea.La premier ha chiarito di non voler rivendicare un posto per sé o per il nostro Paese nei negoziati. “Voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato. Tutt’altro: se può rendere la mia richiesta più credibile, sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo né per me né per l’Italia”, ha scritto. La richiesta riguarda invece una decisione condivisa su chi debba rappresentare l’Unione europea al tavolo negoziale e con quale mandato. “Quello che continuo a chiedere è che si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione Europea, e con quale mandato”, ha aggiunto Meloni, avvertendo che iniziative diplomatiche sovrapposte non aiutano né i partner europei né il confronto con Mosca.Nella parte conclusiva della lettera, la presidente del Consiglio ha chiesto che la questione venga affrontata a Dublino, in modo da consentire al Consiglio europeo di dicembre di formalizzare una decisione, dopo un confronto anche con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner interessati. “In caso contrario, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale”, ha avvertito.Il presidente del Consiglio dell’Unione Europea Antonio Luis Santos da Costa (Foto AP/Geert Vanden Wijngaert)La risposta di Costa: “Dedicherò del tempo a questa discussione”La risposta di Antonio Costa è arrivata nella serata di giovedì. Il presidente del Consiglio europeo ha riconosciuto la necessità di un’azione comune da parte dell’Unione, collegandola alle conseguenze del conflitto e alla sicurezza del continente. “Alla luce delle immense sofferenze umane provocate dalla guerra di aggressione russa contro l’Ucraina e delle sue profonde implicazioni per la sicurezza dell’Europa, concordo con lei sul fatto che l’Europa debba agire con coerenza, unità e determinazione”, ha scritto Costa. Il presidente ha quindi confermato la disponibilità a inserire il tema nell’agenda del prossimo incontro informale: “Prendo atto della vostra richiesta di approfondire la questione in occasione della prossima riunione informale del Consiglio europeo a Dublino e dedicherò del tempo a questa discussione”. Un’apertura accolta con favore da Meloni, che punta ora a trasformare il confronto in una decisione formale sul ruolo dell’Unione europea nei negoziati di pace.Mattarella: “Ue deve assumersi responsabilità più ampie in vita internazionale”“È indubbio che l’Europa si trovi oggi di fronte a un nuovo crocevia della sua storia e che debba scegliere di assumere responsabilità più ampie nella vita internazionale”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, salutando la delegazione della Fondazione Nizami Ganjavi ricevuta al Quirinale. “Il quadro non si presenta semplice e appare a tratti inedito, segnato dalla brutale aggressione della Federazione Russa all’Ucraina, dall’aggravarsi dei conflitti in Medioriente, dal riacutizzarsi di numerose crisi, talvolta dimenticate, in altre parti del mondo, mentre tornano a riaffacciarsi gravi pretese di dominio“, ha aggiunto Mattarella. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Foto Paolo Giandotti – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica/LaPresse)Ue: “D’accordo con Meloni, dobbiamo essere uniti”“Siamo a conoscenza della lettera inviata dalla presidente del Consiglio Meloni al presidente del Consiglio europeo, Costa, nonché ai leader e a tutti i membri del Consiglio europeo. Di conseguenza, anche la presidente von der Leyen ha ricevuto tale lettera. Innanzitutto, concordiamo pienamente sul fatto che dobbiamo essere coinvolti; che l’Europa debba partecipare ai colloqui volti a raggiungere una pace sostenibile e duratura in Ucraina – una pace che definisca anche la sicurezza dell’Ucraina, come abbiamo appena discusso. Concordiamo inoltre pienamente sulla necessità di essere uniti, coerenti e determinati nel difendere i nostri interessi e nel sostenere l’Ucraina”. Lo dice la prima portavoce della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa rispondendo a una domanda sulla lettera inviata dalla premier Giorgia Meloni al presidente del Consiglio europeo Antonio Costa. “Gli interessi dell’Ue – aggiunge – devono essere rappresentati dalle sue istituzioni, in conformità con i trattati”, aggiunge specificando che “siamo d’accordo” sul passaggio della lettera di risposta di Costa in cui viene fatto questo riferimento.Questo articolo Ucraina, Meloni incassa l’apertura di Costa: “A Dublino discuteremo il negoziatore Ue” proviene da LaPresse