BRUXELLES — Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, è attesa la prossima settimana in Bulgaria e Romania, i due Paesi dell’Unione affacciati sul Mar Nero dove da un mese i droni affondano i mercantili. Lo riferisce Politico Europe, che cita tre funzionari della Commissione a conoscenza dei piani; uno di loro definisce quella rotta «la più mortale del mondo per la navigazione». La tappa seguirà la conferenza Onu sul clima in Turchia.Il programma è ancora scarno e non è chiaro se ci sarà anche António Costa, presidente del Consiglio europeo. Il peso del viaggio sta nei numeri: in ottobre nove navi sono state colpite davanti alle coste romena e bulgara, con circa 34 marittimi morti o dispersi, secondo il conteggio di Reuters. Dall’inizio dell’anno, per i dati della società di sicurezza marittima Ambrey, le navi colpite in tutto il Mar Nero sono oltre 570 e i marinai uccisi almeno 40.L’affondamento più pesante per le capitali europee è quello della Contship Jet, portacontainer di bandiera liberiana in rotta da Haifa a Costanza, colata a picco il 28 ottobre nella zona economica esclusiva bulgara, a 25 chilometri dalla costa. L’hanno colpita tre droni e un aereo da sorveglianza francese ha filmato il drone di superficie mentre si avvicinava. Due settimane prima, il 13 ottobre, la HS Dignity era affondata a 15 miglia dal villaggio bulgaro di Krapets con 11 morti.Quella stessa notte la Chelsea 3, nave di armatore ucraino registrata a Odessa, aveva lanciato l’SOS al centro soccorsi di Varna all’1.30 locale (le 0.30 in Italia) dopo l’impatto di tre droni; i 15 uomini dell’equipaggio sono stati sbarcati a Varna, cinque hanno avuto bisogno di cure, ha detto il primo ministro bulgaro Rumen Radev. Il 15 ottobre quattro mercantili sono stati colpiti in un giorno solo, otto i morti, e uno di loro, la Yara J, è stato centrato dentro le acque territoriali romene.Oggi il mare ha restituito un drone sulla spiaggia di Shabla, cittadina sulla costa settentrionale bulgara; il sindaco Mariyan Zhechev ha detto che la corrente lo ha portato a riva, senza indicarne l’origine né un legame con gli attacchi. Il viaggio di von der Leyen porta la Commissione su un tratto di costa che finora l’Occidente ha scelto di sorvegliare senza difendere.Il no di MoscaMosca nega di colpire con i droni i vicini dell’Ucraina e accusa i governi europei di alimentare l’escalation con gli aiuti militari a Kiev; di un cargo centrato a sud-est di Odessa sostiene che trasportava rifornimenti per l’esercito ucraino. La Romania parla di attacchi sistematici russi al naviglio civile, ma chiede prove forensi caso per caso. La Bulgaria evita di nominare la Russia: i droni, dice Sofia, arrivano «da direzione orientale», anche se alcuni attacchi ne servono gli interessi.«È innegabilmente un’escalation», dice Sidharth Kaushal, ricercatore del Royal United Services Institute di Londra. Per Iulia Joja, responsabile del programma Mar Nero del Middle East Institute di Washington, «qui si mettono alla prova le linee rosse, con la piena consapevolezza che faremo tutto il possibile per prendere le misure più minime».L’Atlantique 2, aereo da pattugliamento marittimo francese schierato nella base romena di Mihail Kogalniceanu su richiesta di Bucarest e Sofia, resterà «per alcune settimane ancora», ha detto giovedì il suo comandante. «Siamo un aereo da sorveglianza. Siamo in grado di rilevare. Non siamo in grado di neutralizzare e intercettare». La Nato ha promesso oltre 40 miliardi di dollari in capacità anti-drone nei prossimi cinque anni; il 20 ottobre aveva annunciato aerei, radar e droni per il Mar Nero, e tre giorni dopo un’altra nave è stata colpita appena fuori dalle acque romene.Ankara, che con la Convenzione di Montreux controlla l’accesso agli Stretti, ha inviato a Mosca e Kiev una proposta di tregua marittima limitata: la Russia l’ha respinta sostenendo che darebbe respiro all’Ucraina, Kiev si è detta pronta a una moratoria. «Non possiamo accettare questi attacchi in nessuna circostanza, chiunque li compia e qualunque giustificazione offra», ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan il 31 ottobre a Istanbul, accanto a Volodymyr Zelensky.Von der Leyen aveva già scritto il 13 ottobre che «il Mar Nero è diventato un altro fronte di escalation della guerra russa in Ucraina» e che «i responsabili dovranno risponderne». Il Cremlino non ha commentato l’annuncio del viaggio.