Somalia, la Corte suprema dichiara scaduto il mandato del presidente Mohamud e ordina il voto entro 90 giorni

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MOGADISCIO — Il presidente somalo Hassan Sheikh Mohamud non ha risposto, fino a venerdì sera, alla sentenza con cui la Corte suprema ha dichiarato scaduto il suo mandato e ha ordinato elezioni entro 90 giorni. Il silenzio di Villa Somalia, la sede del capo dello Stato, chiude tre giorni in cui il presidente ha rimosso il capo della magistratura, i giudici lo hanno reintegrato e hanno messo fine al mandato di chi li aveva sfidati, e i soldati sono comparsi attorno al tribunale.La sentenza, cinque pagine firmate giovedì 5 novembre dalla sezione costituzionale e visionate dall’Associated Press, respinge la tesi del presidente: l’allungamento dei mandati da quattro a cinque anni, votato dal parlamento a marzo, non vale per chi è già in carica. Il mandato di Mohamud è finito a maggio, quello del parlamento un mese prima. I giudici danno 30 giorni ai leader politici per accordarsi sul modo di votare e limitano il governo all’ordinaria amministrazione. Non nominano un sostituto e non dicono che cosa accade se le scadenze saltano.Lo sviluppo più pesante è quello di venerdì. Un alto magistrato ha raccontato alla BBC somala che giovedì truppe governative si sono schierate in forze attorno alla Corte, che al presidente della Corte Baashe Yusuf Ahmed è stato intimato di lasciare l’edificio e che la pagina Facebook usata per pubblicare le sentenze è stata disattivata. Immagini diffuse dai media somali mostrerebbero militari nel perimetro del palazzo. L’ex primo ministro Hassan Ali Khaire, oggi all’opposizione, ha parlato di «un assalto alla Corte suprema»: «Il presidente della Corte e gli avvocati vengono braccati nelle loro case per essere arrestati», ha detto ai giornalisti. Il governo non ha commentato.Tutto era cominciato mercoledì, con un post su Facebook. Mohamud vi annunciava la rimozione di Baashe, citando «preoccupazioni sulla necessità di una magistratura efficiente ed equa», e reinsediava al suo posto Ibrahim Idle Suleiman, già presidente della Corte, ex consigliere legale del presidente e membro del partito di governo. Il giorno dopo la Corte ha dichiarato la rimozione «nulla e priva di effetto»: il presidente non ha il potere di destituire il capo della magistratura, e la mossa serviva «a ostacolare l’amministrazione della giustizia nel caso costituzionale pendente». Baashe non sedeva nel collegio di cinque giudici che ha firmato la sentenza.Il voto diretto e i clanIl ricorso lo aveva presentato l’ex presidente Sharif Sheikh Ahmed, oggi leader dell’opposizione, contro gli emendamenti del 2026 alla Costituzione provvisoria del 2012. Mohamud sostiene di dover restare per organizzare le prime elezioni a suffragio diretto dal 1969, al posto del sistema in cui i delegati dei clan scelgono i deputati che poi eleggono il presidente. La commissione elettorale ha fissato le parlamentari al 15 aprile 2027 e le presidenziali un mese dopo. L’opposizione e le amministrazioni regionali di Puntland e Jubaland contestano calendario e riforma; a giugno la disputa aveva già prodotto scontri armati nei quartieri di Mogadiscio.Sharif Sheikh Ahmed ha salutato la sentenza e ha invitato il presidente a negoziare. Abdirahman Abdishakur Warsame, candidato presidenziale d’opposizione, lo ha accusato di aver mandato i soldati ad arrestare Baashe. Khaire è andato oltre: «La Somalia si trova a un bivio pericoloso. Lo smantellamento della nostra magistratura è una minaccia diretta allo Stato di diritto».La partita si gioca senza arbitro: la missione politica dell’Onu, che per oltre trent’anni aveva mediato le crisi somale, ha chiuso sabato 31 ottobre su richiesta dello stesso governo, e nessun mediatore l’ha sostituita, benché il cartello d’opposizione lo avesse chiesto in una lettera di settembre. In Somalia restano le agenzie umanitarie delle Nazioni Unite e l’ufficio di supporto logistico.Anche la cornice militare si muove. Le truppe ugandesi schierate con accordo bilaterale si stanno ritirando e i peacekeeper dell’Unione africana contano di subentrare a novembre in quattro basi giudicate decisive per la difesa della capitale, secondo una lettera dell’Unione africana ottenuta dall’agenzia americana. Il consigliere per la sicurezza nazionale ha sostenuto che il contingente ugandese sotto comando africano resta nel Paese. Al Shabaab, legata ad al Qaeda, controlla ampie aree rurali e continua a colpire Mogadiscio.Adnan Abdi Ali, analista del Somali Center for Studies di Mogadiscio, dubita che la sentenza sarà mai applicata: «arriva in un momento di dispute elettorali in corso». La prossima scadenza è fissata: Mohamud ha convocato colloqui nazionali sul voto dal 14 al 18 novembre. I principali gruppi d’opposizione non hanno confermato la partecipazione e contestano che un presidente a mandato scaduto abbia il titolo per convocarli.