Amsterdam, gli attivisti occupano il cantiere del data center di Microsoft: un arresto. Proteste in 16 Paesi europei

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AMSTERDAM — «Fuck AI», appeso al braccio di una gru. Lo striscione è comparso venerdì mattina sul cantiere di Plimsollweg, nella zona portuale ovest di Amsterdam, dove sorgeranno tre torri di data center alte 85 metri con Microsoft come unico inquilino. Un centinaio di attivisti è entrato nel sito con scale appoggiate alla recinzione e attraverso un varco tagliato nella rete; alcuni sono saliti sulla gru, altri sul tetto dell’edificio in costruzione.L’occupazione ha fermato i lavori per l’intera giornata ed è finita con un arresto, per intralcio al cantiere, e un agente lievemente ferito, secondo la polizia di Amsterdam. È l’azione di apertura di due giorni di mobilitazione, il 6 e il 7 novembre, contro i grandi centri dati in Europa: la coalizione «Stop Dirty Data Centres» ha annunciato iniziative in 16 Paesi, con tappe a Dublino, Varsavia e a un altro sito Microsoft in Danimarca.Il cantiere sorge in una città che ai data center ha già detto no: Amsterdam ha vietato nuove domande e ampliamenti fino al 2030 per mancanza di spazio e di potenza elettrica, ma il progetto di Plimsollweg, concepito nel 2016, è passato prima dello stop. Lo sviluppa il britannico Pure Data Centres, con un investimento dichiarato di oltre un miliardo di dollari. Geef Tegengas, il collettivo olandese contro le fonti fossili che ha organizzato l’azione, sostiene che l’impianto consumerà tanta elettricità quanto tutte le case della città.La giornata era cominciata con un corteo diretto al cantiere. La sindaca ha vietato la manifestazione, la polizia ha bloccato il corteo e i dimostranti hanno tentato di sfondare il cordone; sono intervenuti i reparti antisommossa, con manganelli e spray al peperoncino, riferisce l’agenzia olandese ANP. Dentro il sito sono stati accesi fumogeni, con momenti di scontro con gli agenti. Tra gli striscioni, «Microsoft powers genocide» accanto a bandiere palestinesi, e cori contro l’azienda e per la Palestina.Un centinaio di persone dentro il cantiere, secondo i cronisti sul posto; gli organizzatori parlano invece di circa 500 occupanti e di altre centinaia all’esterno. Attorno alla recinzione manifestavano in parallelo Fossielvrij NL, gruppo per l’uscita dalle fonti fossili, Extinction Rebellion e collettivi pro-Palestina.Il bersaglio Microsoft«L’occupazione serve a fermare i lavori», ha detto Nathan Timmer, uno degli attivisti di Geef Tegengas, secondo cui l’impianto servirà all’intelligenza artificiale, a usi militari e alla sorveglianza. Le proteste, ha aggiunto, continueranno finché la costruzione non si fermerà.Microsoft ha risposto attraverso un portavoce: l’azienda è al corrente della manifestazione, «comprendiamo che le persone abbiano sentimenti forti sul progetto e rispettiamo il loro diritto di esprimerli pacificamente», ma «non tolleriamo azioni illegali o che mettano a rischio la sicurezza delle persone». Pure Data Centres non ha commentato.La coalizione europea chiede una moratoria immediata sui grandi data center e dice di non voler chiudere gli impianti esistenti, ma di pretendere regole chiare prima di nuove costruzioni. La sua mappa conta 85 luoghi di mobilitazione tra venerdì e sabato.Il movimento è cresciuto in pochi mesi. Il 10 ottobre più di mille persone e una quarantina di comitati locali hanno manifestato in piazza della Scala a Milano, nella prima manifestazione nazionale italiana contro i data center. La mobilitazione europea arriva inoltre pochi giorni dopo le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, dove diversi candidati democratici sono stati eletti promettendo strette sui centri dati.«C’è un abisso tra i leader eletti, che hanno comprato l’hype sull’intelligenza artificiale, e il punto in cui sta la gente», ha detto all’Associated Press Owen Espley, coordinatore della rete Stop Dirty Data Centres.