Noi, Combattenti dello Stato Maschile: servizi, hackers o autismo?

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7 Novembre 2026 Mister TotalitarismoSe c’è una cosa che hanno dimostrato gli ultimi “allarmi bomba” è che per mettere in ginocchio l’Europa a quanto pare basta davvero solo mandare qualche email spacciandosi per militanti di Hamas, hackers russi, pasdaran o seguaci di Filippo Turetta: ad ammetterlo è stato proprio un Ministro italiano, che ha portato come unico fattore ad aver reso “credibili” le minacce proprio il clima di isteria collettiva cominciato qualche settimana fa.Come è noto, a partire da metà del mese scorso sono iniziate ad arrivare strane email a scuole, aeroporti e redazioni, firmate da diverse sigle “estremiste”: il 14 ottobre, per esempio, 150 istituti irlandesi hanno ricevuto un messaggio da “Hamas” intitolato Death awaits you, nel quale i terroristi dicevano di esser pronti a far saltare in aria tutti gli studenti dell’Isola Verde se il governo di Dublino non avesse fatto pressioni sull’Unione Europea per un cessate il fuoco a Gaza (l’email era comunque giunta durante uno sciopero generale del settore pubblico che aveva comportato la chiusura della maggior parte delle scuole).Qualche giorno dopo (19 ottobre), una minaccia molto simile, con il titolo La morte è vicina, è stato recapitato a una cinquantina di scuole italiane (da Crotone a Reggio Emilia), da un mittente che utilizzava un indirizzo appartenente al ministero dell’Istruzione dell’Arabia Saudita. La missiva annunciava la presenza di ordigni a base di nitrato d’ammonio che sarebbe stati innescati se non fosse stata instaurata la sharia nel Bel Paese.La “seconda ondata” è arrivata il 2 novembre, quando 271 scuole italiane hanno ricevuto una nuova “comunicazione minatoria”, questa volta direttamente dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica: la dichiarazione, proveniente da un indirizzo riconducibile al Ministero dell’Istruzione egiziano, annunciava annunciava la presenza in ogni edificio di un sacchetto pronto a esplodere (senza specificare a quali richieste si sarebbe dovuto adempiere per impedire la deflagrazione totale).Nei giorni successivi,  le email sono infine arrivate alle compagnie aree, generando l’attuale pandemonio, che ha coinvolto anche molti voli da e per l’Italia. Per quanto concerne quest’ultima tranche del panico collettivo, la provenienza di una delle minacce (peraltro all’aeroporto di Fiumicino, con obiettivo delle bombe i voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma) è stata individuata in Colombia: l’email del mittente riportava infatti come dominio l’indirizzo -governativo- di unente sanitario di Bogotà.Sembra che sia proprio partito da qui il famigerato “manifesto” dei Combattenti dello Stato Maschile rimbalzato sui media: la sigla fa riferimento a un’associazione russa sciolta cinque anni fa, o per meglio dire a una pagina social che perlopiù si limitava a lanciare “spedizioni” online (consistenti in recensioni negative e finte ordinazioni) contro supermercati e ristoranti che impiegavano omosessuali o neri nelle loro pubblicità.Il fondatore dello pseudo-movimento, tale Vladislav Pozdnjakov, ha negato qualsiasi coinvolgimento nello psicodramma, sostenendo peraltro che dal 2021 non esiste più alcun “Stato Maschile”. Il tizio è comunque sospetto: allo stato attuale, per dire, non sarebbe possibile nemmeno risalire alla sua residenza, dal momento che già nel 2018 era dovuto scappare dalla madrepatria proprio per la sua attività di provocatore online (durante i Mondiali di quell’anno aveva rivelato gli indirizzi di ragazze russe che si facevano fotografare con i tifosi stranieri) e si era “rifugiato” in Polonia, salvo poi affermare di essersi spostato nel corso degli anni prima in Georgia e successivamente in Ucraina.Nel frattempo, l’identità degli “intimidatori” è cambiata ancora: ieri, 6 novembre, oltre a una telefonata anonima (sic) che ha fatto deviare su Venezia un volo Wizz Air Praga-Roma, è giunto a numerose redazioni giornalistiche britanniche (e… bulgare?) un Message to the West, firmato da Mikhail Andropov, che annunciava la presenza di esplosivi nelle sedi delle emittenti, con detonazione prevista entro mezz’ora.Un’inchiesta di RTÉ, la tv di stato irlandese, ricostruisce la “pista” delle email hackerate: una di esse sarebbe associata a un liceo della Lituania, mentre un’altra a una università thailandese, domini già apparsi in precedenti fughe di dati. Va ricordato che nell’ottobre 2023 sia in Lituania che in Lettonia ed Estonia erano giunte diversi allarmi-bomba inizialmente attribuiti dai servizi a “Stati ostili”, ma infine ricondotte -alla chetichella- a degli studenti di età compresa fra nove e sedici anni, che avevano inviato minacce alle proprie scuole.È scontato che la “pista russa” ormai si porti su tutto, però queste dinamiche da “cattivi dei fumetti” farebbero più pensare a un qualche tipo di false flag, intesa nella forma più rozza e idiota possibile, che evidentemente può far breccia immediata in istituzioni altrettanto rozze e idiote quali quelle eurocratiche.Se dovessimo perciò rispolverare la vecchia domanda complottista, Cui prodest?, sarebbe semplice escludere le matrici russe, iraniane e palestinesi, per il semplice motivo che non avrebbe alcun senso minacciare un finto attentato, per giunta firmandosi. Diciamo che gli “attori” che vogliono alimentare la percezione di una minaccia russa all’Europa sono tanti, così come quelli che premono sul “pericolo islamico”.Del resto, c’è anche chi sarebbe interessato a fare un terrore per “piazzare i propri prodotti”, in una zona grigia che annovera uomini dei servizi e ministri “culo e camicia” con l’industria militare, così come semplici hackers che hanno sentito qualche politico promettere loro “300.000 euro all’anno” per un posto statale.Fonte: https://www.totalitarismo.blog/noi-combattenti-dello-stato-maschile-servizi-hackers-o-autismo/