Dal sostegno a Kyiv al vertice militare. L’ascesa di Christian Freuding

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Berlino sceglie un generale formato dalla guerra in Ucraina per guidare la stagione del riarmo. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha annunciato nelle scorse ore la nomina di Christian Freuding a Generalinspekteur della Bundeswehr, carica che assumerà il prossimo febbraio, succedendo a Carsten Breuer, che l’anno prossimo andrà a presiedere il Comitato militare dell’Alleanza.Ufficiale della ricognizione dell’Esercito, il 55enne Freuding ha servito nei Balcani e in Afghanistan prima di diventare, tra il 2017 e il 2019, aiutante di campo di Ursula von der Leyen, all’epoca alla guida del ministero della Difesa. Il vero salto di qualità arriva però nel 2022 quando, all’indomani dell’invasione russa su larga scala, gli viene affidata la regia del sostegno militare tedesco a Kyiv. È lui a fondare l’unità speciale incaricata di reperire e finanziare gli armamenti destinati all’Ucraina, un incarico che lo porta a recarsi di frequente nel Paese. A questo ruolo si aggiunge poi la guida della nuova divisione del ministero dedicata alla pianificazione e allo Stato maggiore di comando, fino alla nomina, nell’ottobre dello scorso anno, a capo delle forze terrestri. La promozione al vertice dell’intera struttura militare corona così un’ascesa particolarmente rapida.Per Christian Mölling, direttore del think tank berlinese Edina, Freuding è un “soldato di prima classe”. Secondo Mölling sa “inserirsi in contesti diversi”, parla con la politica e con l’opinione pubblica e sa gestire il rapporto tra militari e decisori politici. Ma il fattore che conta id più, forse, è che il generale è tra i più convinti sostenitori della necessità di imparare dal conflitto ucraino. Secondo lui ogni soldato deve diventare operatore di droni o specialista anti-drone. È stato lui a spingere per l’annuncio, il mese scorso, di un reggimento droni autonomo che nascerà nel 2027, ispirato alle esperienze del campo di battaglia ucraino. Allo stesso tempo ha però più volte avvertito che la guerra in Ucraina non è un “modello” per la risposta della Nato a un eventuale attacco russo, anche se l’Occidente deve comunque studiare l’esperienza di Kyiv.Le sfide sono enormi. Berlino prevede di spendere 780 miliardi di euro per la difesa entro la fine del 2030. Intanto i vertici politici denunciano un livello senza precedenti di attacchi ibridi, che attribuiscono a Mosca. “Non siamo in guerra, ma non viviamo più nemmeno in pace”, aveva detto lo scorso anno il cancelliere Friedrich Merz. Freuding dovrà portare gli effettivi da 190mila a 260mila entro il 2035 senza tornare alla coscrizione. Potrà contare sul nuovo servizio volontario, in vigore da inizio anno, che però è ancora lontano dall’obiettivo. Dovrà anche portare i riservisti richiamabili in caso di crisi da 60mila a 200mila. Tutto questo mentre la Bundeswehr corre per rinnovare equipaggiamenti e prontezza operativa entro il 2029. Secondo l’intelligence tedesca, da quell’anno la Russia potrebbe essere in grado di lanciare un attacco su larga scala contro l’Alleanza. Sul fianco orientale, infine, la brigata permanente da 5mila uomini in Lituania dovrà essere pienamente operativa entro la fine del 2027.