Aerei, servizi e tariffe. Così Putin presenta il conto della guerra ai russi

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Nessuno in Russia avrebbe immaginato che Vladimir Putin nel tempo si fosse trasformato in un moderno Sceriffo di Nottingham. La storia, però, può cambiare il corso degli eventi e creare anche forme di nemesi. La verità è che la Russia è senza petrolio e senza carburante. In altre parole, il suo bilancio pubblico non ha quasi più entrate con cui finanziare la guerra scatenata contro l’Ucraina quasi cinque anni fa. E la guerra, si sa, costa. Con la raffinazione fatta a pezzi drone dopo drone e con le esportazioni di greggio aggrappate alla sparuta pattuglia di navi fantasma, per Mosca sono tempi duri, durissimi. E così, proprio in queste ore, si è materializzato l’incubo di ogni contribuente: un aumento delle tasse.Poche settimane fa questo giornale ha raccontato, dando conto delle prime avvisaglie di un inasprimento fiscale, della volontà del governo federale di aumentare i prezzi dei biglietti aerei, mediante applicazione sul costo finale di una sovrattassa. Se ne sono accorti i servizi segreti ucraini, i cui calcoli raccontavano di una tassa aggiuntiva per i voli nazionali che sarà compresa tra 500 e 700 rubli, mentre per i voli internazionali tra mille e 2 mila rubli a biglietto. Complessivamente, il governo prevede di raccogliere fino a 250 miliardi di rubli dai cittadini nei prossimi anni per coprire l’enorme differenza tra il costo reale degli aerei di linea nazionali, sia in termini di acquisto e manutenzione e i prezzi agevolati concessi fin qui alle compagnie aeree. Come noto, infatti, fin qui Mosca per non paralizzare il Paese ha concesso alcuni sconti sui biglietti aerei. Una situazione tuttavia non più sostenibile.Ora però la Duma, il Parlamento russo, nell’approvare il provvedimento del Cremlino, è andata addirittura oltre. Come si legge nei documenti della camera della Federazione, a partire dal 2027, i passeggeri russi pagheranno 500 rubli sui voli nazionali e mille su quelli internazionali per finanziare il leasing e la gestione di 258 aerei di fabbricazione russa, a causa delle continue ripercussioni della guerra totale di Mosca in Ucraina. Secondo quanto riportato dalla commissione bilancio e tasse della Duma. I fondi, più nel dettaglio, coprirebbero i costi citati nell’ambito del programma russo per la produzione aeronautica, inclusi i modelli MS-21, Tu-214, SJ-100 e il-114-300.D’altronde le stesse sanzioni occidentali imposte dopo l’invasione del 2022 hanno impedito alla Russia di acquistare o noleggiare aerei occidentali, nonché di ottenere pezzi di ricambio o servizi di manutenzione. Ma c’è un passaggio nelle carte della Duma, che vale più di mille parole. Durante la discussione sulla bozza di bilancio federale, Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, “ha ricordato che, nell’ambito delle previsioni di sviluppo socio-economico, il governo russo prevede aumenti delle tariffe per alloggi e servizi pubblici dell’11% per il 2027, dell’8,6% per il 2028 e del 7,6% per il 2029. “Questo dovrebbe servire da punto di riferimento per le regioni”. Più chiaro di così.