Il presidente dell’Uzbekistan Shavkat Mirziyoyev è arrivato il 5 novembre ad Astana, in Kazakistan, per partecipare all’incontro dei leader dell’Asia centrale nell’ambito del Processo di Aqaba, dedicato alla sicurezza regionale e alla prevenzione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale per attività terroristiche ed estremistiche.L’iniziativa, promossa nel 2015 dal re di Giordania Abdullah II, costituisce una piattaforma internazionale per il coordinamento delle politiche antiterrorismo e lo scambio di informazioni ed esperienze fra i Paesi partecipanti.All’incontro del 6 novembre hanno preso parte, oltre a Mirziyoyev e Abdullah II, i presidenti del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, del Tagikistan Emomali Rahmon e del Turkmenistan Serdar Berdimuhamedov, insieme ad alti rappresentanti del Kirghizistan e dell’Azerbaigian.Al centro delle discussioni figurano le nuove minacce legate alle tecnologie digitali, il contrasto alla radicalizzazione giovanile e il rafforzamento della cooperazione internazionale nella lotta al terrorismo.Nel suo intervento, Mirziyoyev ha sottolineato che l’intelligenza artificiale offre importanti opportunità di sviluppo, ma comporta anche rischi per la sicurezza. Ha quindi proposto un’iniziativa dedicata allo sviluppo digitale al servizio delle persone, con l’obiettivo di utilizzare queste tecnologie per diffondere conoscenza, rafforzare la fiducia reciproca e ampliare le opportunità educative.Il presidente uzbeko ha inoltre espresso sostegno al Dialogo globale delle Nazioni Unite sulla governance dell’intelligenza artificiale e manifestato la disponibilità a ospitare in Uzbekistan una sede regionale dell’Ufficio delle Nazioni Unite per la lotta al terrorismo.La struttura potrebbe sostenere i Paesi dell’Asia centrale nell’individuazione dei contenuti terroristici online, nel monitoraggio dei finanziamenti illeciti e nella formazione di specialisti, anche attraverso strumenti di intelligenza artificiale.Mirziyoyev ha proposto anche il programma internazionale «Educazione contro l’ignoranza nell’era digitale», da sviluppare presso il Centro per la civiltà islamica di Tashkent. L’iniziativa prevede risorse educative multilingue, formazione per gli esponenti religiosi e sostegno ai giovani ricercatori impegnati nella promozione dei valori umanistici dell’islam.L’incontro di Astana si inserisce nel rafforzamento delle relazioni fra Uzbekistan e Giordania, avviato con particolare intensità dopo la visita di Stato di Abdullah II a Samarcanda, il 25 e 26 agosto 2025.In quell’occasione i due Paesi hanno adottato una dichiarazione congiunta e firmato 15 documenti bilaterali riguardanti investimenti, estradizione, turismo, agricoltura, istruzione superiore e ricerca scientifica, oltre all’istituzione di una commissione congiunta.La cooperazione è proseguita nel 2026 attraverso incontri istituzionali e iniziative economiche. Nel febbraio scorso Mirziyoyev ha ricevuto una delegazione del Senato giordano guidata da Faisal Al-Fayez, mentre a luglio ha incontrato il ministro degli Esteri Ayman Safadi.Nel frattempo sono stati istituiti gruppi parlamentari di amicizia e un consiglio imprenditoriale, si è riunita la commissione intergovernativa congiunta e sono stati avviati collegamenti aerei diretti.A ottobre, durante colloqui ad Amman, è stata inoltre discussa la possibilità di un accordo commerciale preferenziale riguardante 300 prodotti, equamente suddivisi fra i due Paesi, con riduzioni tariffarie nei settori farmaceutico, tessile, chimico e dei macchinari.Il Processo di Aqaba aggiunge quindi una dimensione strategica a un partenariato già esteso all’economia e alla diplomazia. Per Tashkent e Amman, la cooperazione sulla sicurezza digitale e sulla prevenzione dell’estremismo rappresenta un ulteriore terreno di collaborazione, destinato ad affiancare gli accordi commerciali e gli scambi istituzionali.