Le agenzie di stampa e i comunicati ufficiali, licenziati al termine del Consiglio Federale della Lega riunitosi ieri nella storica sede di via Bellerio, hanno fotografato solo la superficie della nuova era leghista post-congresso straordinario. All’esterno è arrivata la notizia della nomina formale di Andrea Crippa a coordinatore delle segreterie regionali – braccio operativo del partito sul territorio – e la conferma del tesoriere Alberto Di Rubba, contestualmente al definitivo via libera al nuovo logo “Lega Italia Federale“, che manda in soffitta il vecchio contrassegno. Ma è quello che è rimasto confinato dentro le quattro mura della sala riunioni, al riparo da taccuini e telecamere, a ridefinire i rapporti di forza e a scuotere i palazzi del centrodestra.Matteo Salvini ha parlato chiaro e ha incassato l’assenso unanime dei suoi: sulla candidatura di Silvia Sardone a sindaco di Milano la Lega non farà alcun passo indietro. La linea è tracciata e non si torna più al tavolo delle trattative con una postura di rinuncia. La mossa del leader leghista congela la coalizione in una posizione di stallo totale, traducendosi in un crescente e palpabile nervosismo nei corridoi di Forza Italia.Il ragionamento politico espresso a porte chiuse da Salvini poggia su una precisa finestra di opportunità temporale ed elettorale. Con il centrosinistra che appare ancora in alto mare, impantanato nei veti incrociati e costretto ad aspettare i lunghi tempi delle primarie nazionali prima di poter formalizzare il proprio nome per il dopo-Sala, lo stato maggiore di via Bellerio è convinto che muoversi in anticipo rappresenti l’unica vera chiave per espugnare Palazzo Marino. “Se chiudiamo il candidato adesso“, è il senso dello sfogo intercettato nei corridoi della sede leghista, “avremo mesi di vantaggio strategico per fare campagna sul territorio. Stavolta la partita a Milano possiamo giocarcela e vincerla davvero“.L’ostacolo principale a questo disegno strategico, tuttavia, porta il nome di Matteo Perego di Cremnago. Forza Italia si è letteralmente arroccata sul profilo del Sottosegretario alla Difesa, lanciato con forza dai vertici azzurri. Da un lato c’è Perego, figura che incarna la Milano moderata, istituzionale, vicina al mondo delle imprese e della borghesia produttiva milanese. Dall’altro c’è Silvia Sardone, eurodeputata e consigliera comunale, un profilo decisamente più identitario, combattivo, radicato nelle periferie e storicamente in prima linea sui temi caldi della sicurezza e del contrasto al degrado urbano.I sondaggi riservati che circolano tra i partiti della maggioranza sembrano dare ragione alla linea dura di via Bellerio: Sardone risulta nettamente più conosciuta in città rispetto al rivale azzurro. Ma a pesare sull’equazione politica non sono solo i numeri demoscopici, bensì il mutato clima sociale all’ombra della Madonnina. Gli analisti del centrodestra osservano come, specialmente dopo i gravi e caotici fatti dello scorso 17 ottobre, l’opinione pubblica milanese stia manifestando una profonda stanchezza nei confronti delle crescenti tensioni, delle violenze di piazza e della percepita insicurezza nei quartieri. In questo specifico contesto, un profilo marcatamente orientato all’ordine e alla fermezza come quello di Sardone viene ritenuto capace di raccogliere molti più consensi e di intercettare il voto di protesta di una città esasperata.L’elemento di novità politica più rilevante di questo retroscena si muove però sull’asse tra la Lega e Fratelli d’Italia. Ambienti molto vicini al partito di Giorgia Meloni, in particolare la fazione lombarda di FdI, stanno lentamente cambiando orientamento. Se fino a poche settimane fa i meloniani mantenevano una posizione di terzietà e attesa, oggi tra i quadri regionali si fa strada la convinzione che Sardone sia effettivamente una candidata più forte e con maggiori chance di vittoria contro la macchina elettorale del centrosinistra rispetto alla candidatura di Perego di Cremnago. L’idea di fondo, che comincia a circolare anche nei palazzi romani della premier, è che l’arroccamento di Forza Italia rischi di far perdere tempo prezioso alla coalizione.Salvini ha posto un vero e proprio ultimatum temporale non scritto: il candidato sindaco del centrodestra deve essere ufficializzato entro la fine di novembre. Non oltre. Il segretario leghista scommette sul fatto che il muro eretto da Forza Italia finirà per sgretolarsi sotto il peso dell’isolamento politico e dell’urgenza cronologica. Al momento i berlusconiani restano rigidi sulla trincea difensiva di Perego, ma la pressione combinata di via Bellerio e il silenzio-assenso che inizia a filtrare da Fratelli d’Italia potrebbero presto forzare lo sblocco del tavolo coalizionale. Il tempo stringe e la Lega ha già fatto capire che non arretrerà di un millimetro dal capoluogo lombardo.Secondo te, tra Sardone e Perego chi avrebbe più chance di competere con il centrosinistra per la vittoria alle elezioni comunali di Milano 2027? Lascia il tuo commentoL'articolo Milano 2027, Salvini blinda Sardone candidata sindaco. FdI si sposta verso l’eurodeputata, FI isolata su Perego proviene da Nicolaporro.it.